Le dichiarazioni del tecnico dell'Inter in vista della sfida di domani contro il Napoli
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Il tecnico dell'Inter Cristian Chivu ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro il Napoli a San Siro. Le sue dichiarazioni riportate da Fcinter1908:
NAPOLI - "Siamo fiduciosi, abbiamo lavorato bene. Veniamo da un buon inizio di campionato, abbiamo lavorato bene contro Monza e Cagliari, cercando di far vedere cosa vogliamo fare. La condizione non è ancora al massimo, ma strada facendo stiamo recuperando. Sappiamo dell'importanza della partita, il Napoli è arrivato secondo, due anni fa ha vinto il campionato e sappiamo quanto sono forti. Dobbiamo essere all'altezza e onorare al meglio questo tipo di partita".
AUSILIO - "Piero per me è un amico prima di un professionista. Ho condiviso con lui tanti anni all'Inter e l'onore di condividere anche trofei. Nel calcio di oggi è una delle poche eccezioni essere tanti anni nella stessa società, addirittura 28. Bisogna ringraziarlo di cuore per tutto quello che è stato capace di fare in questi anni. Per me, per noi è stata una giornata emozionante ieri. Lo abbiamo salutato, abbracciato e ringraziato per quello che ha rappresentato per questa società".
GESTIONE - "E' una delle caratteristiche che un allenatore deve avere. Se pretendo premurosità dal gruppo, devo tenere presente tutto quello che rappresenta. Non è mai semplice accontentare tutti, la bravura è in quello, consapevole che purtroppo di 25 giocatori solo 11 la domenica possono essere felici. La cosa in cui credo è l'unità del gruppo, il livello alto che si deve avere nel quotidiano, dal lunedì al sabato. Credo di avergli fatto capire l'anno scorso abbastanza bene l'importanza dei cinque cambi: quelli che subentrano devono considerare un'opportunità e un obbligo nei confronti dei compagni quello che portano in quei pochi minuti. La mentalità deve essere questa, siamo tutti sulla stessa barca. Non dobbiamo far vedere quando siamo arrabbiati o quando un allenatore magari crea un'ingiustizia nei nostri confronti. Tutti avranno le loro opportunità: la stagione è lunga, le partite sono tante e abbiamo bisogno di energie sempre fresche".
ALLEGRI - “La mia stima per Allegri è sempre stata altissima. Qualcuno può mettere in dubbio quello che rappresenta, ma io non dimentico quello che ha vinto. Non me lo deve dire che l’anno scorso non abbiamo vinto contro di lui, è la realtà e l’abbiamo accettata. Siamo andati avanti e abbiamo corso vero l’obiettivo più grande. Fa male perdere certe partite, ma è una maratona e abbiamo raggiunto l’obiettivo nonostante qualche sconfitta. Non giocano gli allenatori, ma le squadre: noi dobbiamo farlo in una certa maniera. Abbiamo l’ambizione giusta per far vedere di essere competitivi fino in fondo. Allegri preparerà tutto, ha una certa esperienza. Noi dobbiamo essere noi. La determinazione, il coraggio, la voglia di dominare non dobbiamo mai perderla- questa squadra ha un'identità ben precisa di chi vuole essere. L'anno scorso ho fatto degli errori ma spero di aver imparato".
DIFESA - "Nel calcio la prevenzione è importante, io non credo di aver subito più di tanto contro Monza e Cagliari. Abbiamo saputo leggere certi momenti, ovvio che si può migliorare e bisogna avere sempre un certo atteggiamento. Abbiamo grandi difensori che sanno sistemare le cose da soli, sanno quando sbagliano e quando si concede qualcosa in partita. Avere però un atteggiamento offensivo, dominante, che ci permette di portare tanti uomini nella metà campo, consapevoli che qualche pressione possiamo sbagliarla. Si esagera in generale evidenziando troppo due ripartenze subite, anche se allo stesso tempo vogliamo spettacolo e gol. Questo è il mio modo di vedere il calcio, condiviso con i giocatori. A volte rischieremo, l'importante è avere il coraggio di fare determinate partite col sorriso, spensierati e consapevoli che le partite cambiano spesso nell'arco dei 100'".
SCONTRI DIRETTI - "Mi mancava, ma non avevo dubbi. Quali sono gli scontri diretti? Quelli contro le prime quattro o quelli contro squadre con una certa tradizione? Milan e Juventus che sono finite tanto lontano dove le mettiamo? La mia idea è che gli scontri diretti sono tanti, anche quando giochi contro l'ultima in classifica. Un campionato dura 38 partite e i punti a disposizione sono tanti. Alla terza l'anno scorso avevamo già due sconfitte, ma siamo arrivati in fondo vincitori. Per noi sono tutte importanti, anche quando si affronta l'ultima, perché siamo consapevoli di quello che siamo e vogliamo diventare. Vogliamo dare continuità a quanto fatto negli ultimi sette anni, non solo l'anno scorso. Il Napoli è forte, l'ha fatto vedere negli ultimi due anni: rispettiamo l'avversario, ma siamo pronti a ospitare una squadra che farà vedere perché ha vinto due scudetti negli ultimi anni".
PRECEDENTI - "L'anno scorso, parlo solo di quello, la partita con il Napoli è quella che ci ha dato più stimoli e motivazioni nel correggere i nostri errori, le nostre debolezze soprattutto nel gestire l'ingiustizia. Abbiamo fatto un primo tempo meraviglioso, ci siamo arrabbiati per qualcosa che pensavamo non fosse giusto e abbiamo smesso di fare altrettanto nel secondo tempo. E' importante imparare dalle ingiustizie e dirsi cosa serve per reagire. Da lì abbiamo fatto un filotto di partite e a me interessava quello. Le partite non è mai giusto paragonarle, nemmeno quando si affronta lo stesso allenatore perché cambiano un sacco di cose. Vogliamo essere competitivi, far vedere che l'identità nostra è quella giusta, consapevoli del fatto che possiamo fare errori, ma senza perdere l'identità della squadra e il coraggio di essere propositivi, determinati e pragmatici".
SPENCE E JONES - “I piani ho imparato a non farli. Ci si preoccupa un po’ di quello che non è accaduto nella mia gestione del gruppo in queste due partite. Siete curiosi di Spence, Jones e Stones, io sono curioso di Carlos Augusto e Mkhitaryan che ancora non sono entrati, di quelli che sono sempre parte fondamentale del gruppo negli anni trascorsi e in quello che fanno vedere nel quotidiano. Stones e Jones stanno bene, li avete visti in campo per qualche tratto. Avranno possibilità di far vedere quello che valgono, noi sappiamo il contributo che daranno durante la stagione. Presto faranno vedere quanto valgono. Spence sta facendo riatletizzazione, sta smaltendo il suo problema e quando sarà pronto ve lo faremo vedere”.
NUOVE REGOLE - "La nostra squadra si è sempre allenata nel mantenere un'intensità alta e non subire troppe pause, pensando di rimettere sempre la palla veloce in gioco e non pensare al miracolo che non avviene mai dal cielo. A me piace questo modo di arbitrare, credo piaccia a tutti perché aumentare di 5' il volume del gioco non è poco. Bisogna continuare su questo livello: le regole sono fatte per questo, si vedono miglioramenti da una giornata all'altra".
CONDIZIONI - " (I giocatori che hanno fatto il mondiale) stanno meglio i giocatori arrivati dal mondiale Bisogna vedere quanta condizione hanno messo rispetto al Cagliari i nazionali. Ovvio che siano più in condizione, ma sono passati appena 4 giorni. A volte diventa una scusa dell'allenatore perché non vogliamo si facciano male. Sono importanti, li vorremmo in campo prima possibile con un livello di condizione che permetta di far vedere quanto valgono".
PAVARD - "Non posso parlare di Benji al Marsiglia, a me interessa di cosa sta facendo ora. Adesso è a disposizione del gruppo e ha fatto vedere delle qualità. Ha voglia di stare qua per dare il suo contributo".
AKANJI - "Non lo so, non so mai la formazione. Ho dei dubbi ma le scelte le faccio all'ultimo, non ho bisogno di pensarci tre giorni prima. Tutti devono sentirsi importanti, non si lavora solo con i primi undici. So che a volte il mio modo di fare non piace e che creo un danno a livello mentale anche ai miei giocatori, ma andiamo avanti così".
MIGLIOR ALLENATORE DELLA SERIE A - "Mi congratulo con Cesc perché è un grande allenatore, sappiamo da dove è partito e dove ha portato il Como. Io ho delle anomalie caratteriale che non mi permettono di pensare al mio ego. I miei pensieri vanno ai miei giocatori. Vedere Dimarco miglior giocatore mi ha riempito di orgoglio".
PIO ESPOSITO - "Pio ha un anno alle spalle in nerazzurro dove ha fatto molto. E' stato abbastanza? Boh, però ha fatto. Ha dato il suo contributo alla vittoria dei due trofei. Auguro ai 4 attaccanti di far vedere chi sono e quanto sono importanti per la nostra squadra. Mi aspetto miglioramenti".
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