Il tecnico della Roma, Gian Piero Gasperini, ha parlato in conferenza stampa della sfida in programma contro la sua ex squadra, l'Atalanta.

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Il tecnico della Roma, Gian Piero Gasperini, ha parlato in conferenza stampa della sfida in programma contro la sua ex squadra, l'Atalanta, chiarendo anche quelle che sono le condizioni fisiche di Paulo Dybala e non solo. Ecco di seguito le sue parole riportate da VoceGiallorossa.

DYBALA - "Nulla di particolare, gli esami non hanno evidenziato nulla. Oggi prova, l'importante è che lui si senta sicuro e tranquillo anche perché avremo 3 gare questa settimana, tutte partite importanti e bisogna essere al meglio".

SVINCOLATI - "Molto difficile. Non so quali siano le opportunità ma non ci conterei molto".

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SALAH-EDDINE - "Ha avuto parecchie opportunità che lui ha rifiutato. Per quanto riguarda la Roma, ho già fatto delle scelte e non rientra nei piani della Roma".

MALEN - "Cosa gli manca? "Va già bene così, dai. Ha fatto i gol di testa? Forse no, gli manca da repertorio, proviamo (ride ndr)".

BANCO DI PROVA - "Più che di maturità, che questa squadra ha mostrato di avere, è una prova di forza, di valore. Il calendario, nelle prime 10-12 giornate, ci fa incontrare tante squadre della parte alta della classifica. Posto che considero anche la Fiorentina di valore e vincere a Lecce, in trasferta, non è mai facile. Poi prosssimamente incontreremo anche Como, Inter, Napoli. Insomma, nella prima parte del girone di andata ci saranno tutte queste gare, in più anche la Champions. Va bene, è un percorso e lo affrontiamo di volta in volta, a cominciare da domani, quando incontreremo una squadra di assoluto valore, partita bene. Una gara che vale l'Europa che conta".

MORA - "Ha giocato due gare su due. Titolare o riserva, non è che se uno parte dall'inizio è titolare, se entra dopo è una riserva, non è così. Vero che è giovane ma ha già fatto vedere il suo talento, è molto giovane e con ampi margini di crescita sotto l'aspetto fisico, della resistenza, della tenuta. Siamo di fronte a un ragazzo di assoluto valore, questo è difficile da negare".

NDICKA E PELLEGRINI - "Ndicka molto meglio, credo sia della partita. Oggi lo proviamo. Pellegrini? Ha iniziato a lavorare un po' con il gruppo ma, per giocare le partite, forse con l'Inter o dopo la sosta".

CAMBI - "Bisogna andare avanti partita dopo partita. Vero che gli scontri sono ravvicinati ma è imprevedibile sapere quello che accadrà in campo. Noi abbiamo passato dei mesi con zero infortuni, ma quando inizi a giocare il campionato e la Champions qualche giocatore di ferma. Bisogna solo sperare che siano infortuni di basso livello. Quindi puoi anche fare un programma in cui pensi di far riposare uno o l'altro ma non è vero. Quello che cerco di fare, se qualcuno è affaticato, è di far giocare uno che sta molto bene. Alcune scelte sono fatte in quest'ottica. Non possiamo sempre dire che un giocatore ha una bottarella. Però quando ci sono infortuni più lunghi c'è poco da fare".

ATALANTA - "L'Atalanta è cresciuta negli anni e ha superato non solo la Roma ma precchie squadre. Ci sono stati tanti scontri ravvicinati nelle giornate finali che hanno determinato la classifica, un po' come accaduto lo scorso anno. L'allenatore ha un suo peso ma è sempre la complessità di un ambiente, di una squadra a fare la differenza. La squadra è stata eccezionale lo scorso anno. Siamo sempre stati vicini ma il finale di stagione ha determinato il risultato".

TOTTI - "Parlare di futuro? Assolutamente no. Io mi sento libero di frequentare delle persone che mi danno delle conoscenze, delle emozioni o con le quali sto bene insieme. Non c'è un secondo fine".

PISILLI E DE ROON - "Pisilli è molto avanti: ha preso maturità, consapevolezza, è cresciuto, è forte. Ho 4 giocatori lì, non faccio gerarchie. De Roon, Balerdi e gli ultimi arrivati devono raggiungere la migliore condizione, faranno degli spezzoni e li vedremo a tempo pieno probabilmente dopo la sosta perché sono arrivati da poco. Pisilli, Koné, Cristante sono solidi, non c'è gerarchia. Se qualcuno ha un affaticamento allora gioca chi sta meglio, come dicevo prima. Magari tra un mese giocherà di più qualcun altro ma fanno comunque tutti parte della partita. Giochiamo in 16 e le gare sono tante. Non fate distinzioni tra chi parte dall'inizio e chi entra perché, alla fine, vedrete che il minutaggio sarà simile per tutti".

GRUPPO - "Innamorato di questo gruppo? Giusto, è così. Questo è un ambiente dove hai piacere a venire. Qui passiamo diverse ore assieme e quando sei dentro un ambiente dove non ci sono screzi, dove non c'è nessuno particolarmente antipatico allroa è straordinario vedere con quanto piacere si allenino, nonostante anche il caldo e la fatica. Il merito è dei giocatori. Indipendentemente dai risultati, il nostro è un ambiente molto sano".

CASTRO - "Castro e Malen insieme? Mora punta? Sì, sono tutti giocatori duttili che possono interpretare diversi schemi. Castro e Mora, giocando di più, avranno più possibilità di inserirsi ma sugli altri non ci sono difficoltà".

AVVERSARIO - "Atalanta una squadra forte, di assoluto valore, si sono rafforzati sul mercato in maniera notevole. Hanno preso giocatori importanti come Kessie o Rowe. Hanno una rosa da Champions con dei cambi importanti e con dei giocatori affidabili. Il nuovo allenatore avrà bisogno di tempo, è risaputo, ma è risaputo anche il valore di Sarri. Sono partiti bene e questo agevolerà l'allenatore".

SOULÈ - "La pubalgia è un lontano ricordo, ha recuperato una condizione invidiabile, sta bene".

ESTERNO SINISTRO - "Attingere dagli svincolati solo per questo ruolo? Mi sono già espresso. Valuteremo ma, in linea di massimo, non sono così fiducioso".

ESPERIENZA - "Mi sono arricchito, sono arrivato in un ambiente diverso dopo 9 anni di grandi soddisfazioni e grande integrazione con la città e l'ambiente. Non è stata una scelta facile ma sono felice di averla fatta perché non c'erano più le condizioni. Grande riconoscenza e grande rispetto però per l'Atalanta. Per risentirmi vivo, la piazza di Roma è stata il massimo, ti motiva, ti stimola e dovevamo migliorare la squadra quindi c'era la sfida di dover migliorare quanto fatto fino a quel momento".

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