Queste le dichiarazioni di Gattuso in conferenza stampa prima della partita contro il Napoli di Massimiliano Allegri.

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Dallo spogliatoio spaccato a campo e infortuni: tutti i problemi del Napoli di Allegri

Gennaro Gattuso ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Napoli-Lazio, una delle sfide più importanti e più attese di questo inizio campionato. Ecco le parole del tecnico dei biancocelesti riportate da TMW.

PRESSIONI - "Dipende da come uno la vuole vedere. Le pressioni specialmente domani non le abbiamo. Noi abbiamo la consapevolezza di andare a giocare in uno stadio difficile con una squadra forte che sta attraversando un momento difficile. Questi giocatori hanno vinto all'estero e in Italia, ci vorrà umiltà e dovremo andare forte. Noi dobbiamo pensare partita dopo partite, mancano 12 punti e quando arriveremo a quaranta punti faremo una bella festa per aver raggiunto il primo obiettivo. Noi abbiamo una strada che è quella del lavoro, dobbiamo leggere meno possibile. Chi fa questo lavoro ci sta facendo giustamente i complimenti, poi quando arriverà quel giorno ci rimetteremo sotto".

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TAVARES - "Nuno oggi ha fatto tutto e valuteremo domani, non nascondo che ho ancora qualche dubbio".

ZACCAGNI - "La perdita del nostro capitano è importante, speriamo siano meno di sei settimane. Ha preso una vecchietta sul quadricipite e c'è l'edema, bisogna capire se è un edema sulla contusione o su una lesione. Sta lavorando da tre giorni due volte al giorno in piscina per valutare il prima possibile la sua condizione. Speriamo ci possano essere note positive".

GUDMUNDSSON - "Gudmundsson non va in nazionale, settimana prossima abbiamo un'amichevole e l'obiettivo è fargli fare 35-40 minuti".

ROVELLA E MARUSIC - "Rovella e Marusic domani sono con noi, siamo molto soddisfatti e bene così".

CHE NAPOLI TROVERETE - "Servirà grande umiltà e bisognerà vedere i primi 70 minuti che hanno fatto a Oporto. Hanno tenuto bene il campo in difficoltà, poi è chiaro che sono mancati i cambi. Mi aspetto dai miei giocatori la voglia di soffrire e ribattere colpo su colpo. Non abbiamo nulla da perdere, dobbiamo andare lì rispettando l'avversario. Max è stato mio capitano in Serie B e mio allenatore, la storia dice che non ho mai vinto contro di lui. Spero di fare un quarto di quanto ha fatto lui nella sua carriera. Conoscendolo so che non muore di stress, anzi nei momenti di difficoltà trova sempre le cose giuste per far quadrare i conti. Non mi fido, è sgamato e per questo domani dovremo essere pronti. Anche per noi sarà una finale, giocare al Maradona dà sempre gusto. Dovremo arrivarci con grande spirito e grande mentalità".

COSA PROVA NEL TORNARE A NAPOLI - "Sono stato benissimo a Napoli vincendo un trofeo. Il rammarico è aver avuto per pochissimo tempo i tifosi allo stadio, ma per me è stato un onore allenare quel club. Ci sono ancora diverse persone che lavorano lì con cui mi sento, ho avuto a che fare con persone incredibili che mi assomigliano per come voglio vivere il quotidiano. È stato un onore e un privilegio".

MIGLIORARE LA PRESSIONE ALTA - "Quando vai a pressare bene le squadre vanno in verticale ed è difficile recuperare palla alta, questo è il nostro obiettivo. Vogliamo farli calciare e giocarci le seconde palle. A me interessa il baricentro, se rubiamo tante palle lì andiamo in gol sistematicamente. Voglio vedere le distanze e su quello siamo contenti. L'errore più grande è pensare di andare lì a fare una passeggiata di salute, ma non si fanno più con nessuno. Non sta a me ricordarlo ai giocatori, so che smanettano e sono i primi ad aver letto che loro sono in ritiro e che per loro sarà una finale. Dovremo capire anche l'importanza della partita per noi, oggi ho visto una squadra viva. Abbiamo spinto questa settimana, ci sono state due sedute molto dure ma i giocatori sono pronti, adesso dovremo dimostrare domani e far parlare il rettangolo verde".

ZACCAGNI PARTIRA' CON VOI - "Oggi Zac verrà con noi alla Stazione Termini, verrà a prendersi gli applausi della squadra poi tornerà a casa e viaggerà domani mattina in macchina. Avevo letto poi di Marusic in nazionale, lui va in nazionale perché a 34 anni ha una mentalità straordinaria, ha fatto un ragionamento e può prendere minutaggio mettendo 30-40 minuti nelle gambe. Si conosce molto bene e abbiamo deciso in questo modo. Sugli altri giocatori non mi permetterei mai, io sono stato dall'altra parte l'anno scorso e vediamo i carichi di lavoro che fanno. Li sento i giocatori 2-3 volte nella settimana in cui stanno in nazionale, ma non mi permetto di mettere bocca. Non sono preoccupato, 21 giorni di sosta sono stati un unicum. Noi faremo tre giorni liberi, giovedì e venerdì due allenamenti impegnativi e poi affronteremo sabato una squadra di seconda divisione maltese per mettere minutaggio".

COSA TEME DEL NAPOLI - "Non è difficile mentalmente, ma cambiano molto giocando a tre o a quattro e questo non è stato semplice da preparare. Possono iniziare giocando a tre, possono passare a quattro, non lo sappiamo. Noi dobbiamo pensare a noi stessi, dobbiamo essere bravi noi a capire subito come si schierano e non dovrà cambiare l'atteggiamento. Sarà una partita difficile, la differenza la faranno la mentalità e la voglia di fare una grandissima partita".

FORZARE RECUPERO ZACCAGNI E GESTIONE - "Forzare non ha senso, quando vogliamo spingere nella settimana tipo dobbiamo spingere per mantenere la quantità e la qualità del lavoro. Per questo anche su Marusic e Rovella abbiamo cercato di farli entrare avendo sulle gambe già quel tipo di lavoro, altrimenti c'è rischio di ricadute. Quando vai da un giocatore e gli chiedi di stringere i denti non è facile perché poi se ha una ricaduta il rapporto diventa difficile. Bisogna essere bravi e non commettere questi errori, anche settimana scorsa Nuno non stava benissimo, poi ci ho parlato. Mi sono fatto convincere, ma alla fine ha spinto poco e chapeau a lui che si è messo a disposizione. Se vuoi giocare in un certo modo devi stare bene altrimenti le cose non vengono in maniera perfetta".

CAPITANO - "Ho parlato con Stefano Derkum che ha tutti i numeri, è un robot e sa tutto. I numeri dicono che per presenze il capitano è Isaksen e domani dovrebbe indossare la fascia".

ISAKSEN - "Isaksen deve essere bravo, alcuni devono essere stimolati per andare a mille all’ora, a lui invece bisogna fargli capire che a volte anche fare qualcosa in meno non è male. Lui non si risparmia mai, vuole sempre andare e un po’ di gestione non fa mai male".

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