Il centrocampista dell'Inter ha parlato dei suoi obiettivi e del contratto che terminerà a fine stagione coi nerazzurri
Firenze, è delirio totale per Franco Mastantuono: il video dell'arrivo
Intervistato da La Gazzetta dello Sport, il centrocampista dell'Inter Hakan Calhanoglu ha parlato del suo legame col club nerazzurro e anche del futuro:
CONDIZIONE - "Sto bene. Ringrazio Chivu che mi ha dato qualche giorno in più per riposarmi dopo il Mondiale. Ero mentalmente un po’ scarico, ho potuto recuperare. Ora il lavoro è pesante, stiamo correndo tanto, ma sto migliorando".
RUOLO - "Ho cominciato con Giampaolo al Milan, per un paio di partite. Ma mentalmente non ero pronto, mi sentivo trequartista. Poi all’Inter, quando Brozovic è andato via, Inzaghi mi ha detto che mi vedeva bene da play. Abbiamo provato durante l’estate, ha funzionato ed eccomi qua".
INTER - "Io sono contento di stare qui. A Milano, dove mia moglie e io ci siamo integrati benissimo, e all’Inter. Abbiamo tanti amici, i bimbi vanno a scuola. Il futuro invece non dipende da me, ma dalla società. Futuro dipende da me? No, perché non c’è stato alcun contatto per il rinnovo. Io sono un calciatore e penso a giocare. Ma in cinque anni penso che abbiamo fatto tante cose buone: 8 trofei, 2 finali di Champions. I tifosi mi vogliono bene e io voglio bene a loro. Vedremo cosa succederà".
TURCHIA - "Sinceramente non capisco perché il mio nome venga tirato in ballo. Io sono il capitano della nazionale, può capitare che parli ai presidenti di club che mi chiedono notizie o consigli su altri giocatori. Ma del mercato si occupa il mio manager: se avete qualche dubbio potete chiedere a lui".
STANKOVIC - "Sono felice che sia più maturo, capisce di più il calcio. Penso possa imparare ancora da tutti noi".
OBIETTIVI - "Difendere i nostri trofei. Poi il mio obiettivo-sogno è disputare un’altra finale di Champions. Per me possiamo giocarcela con tutti: siamo forti".
INFORTUNI - "Cosa mi auguro? Di avere meno infortuni. Mi è dispiaciuto saltare tante partite nella scorsa stagione. Purtroppo la prevenzione a volte non basta, esiste la casualità".
GOL ROMA - "Era un momento delicato per noi. Ma non so se davvero sia stato il gol decisivo. Comunque non è una cosa nuova per me provare a calciare quando vedo lo spazio: non sto lì a pensare, vado. È il mio modo. In passato, ai tempi dell’Amburgo, ho segnato anche da 40 metri, su punizione però".
FUTURO - "Non ho ancora deciso. Sicuramente non l’allenatore. Magari procuratore o direttore sportivo. Ma mi vedo anche da presidente della federazione turca".
© RIPRODUZIONE RISERVATA