Cesc Fabregas, allenatore del Como, intervenuto ai microfoni di Sky e in conferenza, ha analizzato così la grande vittoria contro il Manchester United.

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Fabregas svela: "Vi spiego perché ho rifiutato l'Inter"

Cesc Fabregas, allenatore del Como, intervenuto ai microfoni di Sky e in conferenza, ha analizzato così la grande vittoria contro il Manchester United. Da monitorare le condizioni di Mattia Liberali: il giovane trequartista, partito dalla panchina, si è fermato nel corso del secondo tempo mentre si stava scaldando e non ha preso parte al match.

LA GARA - "Una notte speciale, ma siamo ancora all'inizio di tutto quello che abbiamo in testa. Oggi la squadra ha fatto una bella partita, ma dobbiamo avere i piedi a terra. Sabato c'è un'altra partita. Voglio dedicare la partita a uno dei nostri magazzinieri, lui sa perché. Non so se possiamo giocare contro tutti, è una dichiarazione importante. Noi dobbiamo rimanere umili. Noi ci prepariamo sempre e proviamo a giocarcela, come contro l'Inter in Coppa Italia, o come contro il Napoli o la Roma. La preparazione è fondamentale, ma lo è anche la convinzione dei ragazzi. Se manca quella è molto più difficile. Quello era il Manchester United, non importa se è in difficoltà, non dimentichiamo che alcuni dei nostri sono alla terza partita di Champions. Per questo la convinzione e quella maniera di fare le cose dei ragazzi mi dà la vita. Vincere così è una soddisfazione, ma adesso viene il difficile: giocare sabato e farlo alla stessa maniera. Sono contento come per ogni vittoria, dobbiamo guardare al futuro come sempre. Sono contento per i tifosi, sappiamo quanto i tifosi hanno sofferto negli anni e sono contento che abbiano. Lucas (Da Cunha) ha fatto una grande prestazione: oggi avevamo solo 15 giocatori disponibili, necessitiamo dello sforzo di tutti".

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PRESTAZIONE TOTALE - "Tutto ha funzionato molto bene. Penso che ogni giocatore abbia giocato al massimo e cercato di mettere in pratica ciò che avevamo preparato, e ha funzionato molto bene. Ogni partita è diversa, a volte va bene altre male. Oggi, però, sono contento della prestazione", riporta Tmw.

PROGETTO - "Io sono qui per il progetto, ma ero qui per finire la mia carriera, ero calciatore del Como. Ho avuto la possibilità di allenare la primavera, ma poi la carta bianca te la devi guadagnare. Si può sbagliare ovviamente, ma ho la grandissima fortuna di avere un presidente e un DS che mi capiscono e mi seguono. La fortuna è avere gente di calcio che mi capisce e mi segue. Se c'è fiducia e tutti insieme siamo una famiglia normalmente succedono cose belle. Per me questo è importante. Quando Guardiola mi faceva giocare punta mi piaceva molto. Io e Messi avevamo libertà di sentire dov'era lo spazio libero. Mentre gli altri facevano gioco posizionale noi potevamo fare qualcosa in più".

MARGINI - "Non so quanto andremo avanti, ci proviamo. Oggi eravamo in 15 giocatori ed abbiamo fatto ciò che potevamo. Domani ci saranno Addai, Goldaniga e Lahdo. Proviamo ad andare avanti e continuare a lottare, dobbiamo avere questa mentalità di dare sempre il massimo. Capisco che vincere contro lo United ha più risalto mediatico, ma sto già pensando al Sassuolo che sarà una sfida molto difficile e dovremo essere allo stesso livello. Avanti con tranquillità ed umiltà".

GIOCO PIÙ DA CHAMPIONS - "Non è così, il calcio è calcio. Ogni tre giorni dobbiamo competere contro squadre che vogliono vincere e bisogna sempre trovare soluzioni diverse per ottenere la vittoria. Non è facile perché richiede 20 calciatori con la stessa mentalità e visione: a volte ci sono le squalifiche ed infortuni che non rendono tutti partecipi. Poco importa, però, chi scende in campo, abbiamo nove giocatore nuovi e ciò vuol dire resettare. Quindi non c'è un calcio più facile dell'altro, ogni partita bisogna competere al massimo".

PRESTAZIONE DOMINANTE - "Siamo una delle squadre più giovani. Do molto valore a questo e a tutto ciò che stiamo facendo. Approcciare senza paura. Se non giochi con la mente libera, è tutto più difficile. Ci sono passato. Ci sono grandi performance individuali. Sono come ragazzi al parco giochi, sono fortunati. Devono sentire il motivo per cui loro sono qui".

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