Queste le dichiarazioni di Cesc Fabregas nella conferenza stampa alla vigilia della sfida contro l'Inter di Chivu.
Fabregas: "Kean non era rotto, dopo la Nazionale..."
È giunto il momento di un gran bel confronto in Serie A. Il Como dovrà affrontare l'Inter di Chivu a San Siro, in una sfida che da quasi di match Scudetto, sebbene sia molto presto. Ha parlato così Cesc Fabregas in conferenza stampa prima della sfida contro i nerazzurri, come riportato da Tmw.
MAI SCONFITTO L'INTER - "Tre volte ci siamo andati vicino. Ma quando loro alzano il livello e l'asticella sono troppo forti. Noi dobbiamo giocare il nostro calcio, fare le nostre cose, come abbiamo fatto finora. Senza nervosismo o pressione. Dopo la partita vedremo dove siamo".
LIBERALI, CASSANO E RAMON IN NAZIONALE - "Sono molto felice per Liberali. La notizia di Cassano è sorprendente, ma ti fa capire che Mancini voglia andare avanti con i giovani. Poi non vanno massacrati se non vanno: le nuove generazioni sono aiutate molto da tutti gli allenatori. Noi dobbiamo essere loro molto vicino, anche al messaggio di Mancini. Noi crediamo tantissimo ai giovani qua, questo è fondamentale per il calcio. Un passo importante. Anche Ramon per la prima volta in Nazionale spagnola: un orgoglio, anche per portare al mio Paese qualcosa in più".
CHALOBAH E DIAO - "Per Chalobah abbiamo provato fino ad oggi. Forzandolo potrebbe giocare 5-6 minuti ma non mi prendo il rischio. Ci sono due settimane per prepararlo per Cagliari. Mancano 38-40 partite se facciamo bene fino a fine stagione. Diao? Nemmeno".
INTER - "L'Inter è campione d'Italia, di Coppa Italia, ha fatto due finali di Champions... c'è tanta strada da fare, ma domani chissà se faremo una sorpresa magari con una partita perfetta. Aiuta molto fare gol. Loro possono farlo in una o due occasioni. Dobbiamo essere efficaci almeno al 60% rispetto a quanto fatto a Lens. Ma tranquillità, per fare la nostra partita. La partita di ritorno a San Siro l'ho rivista e se Diao fa gol siamo noi in finale di Coppa Italia: è il dettaglio, loro sono troppo forti".
PAPACCIOLI - "Sì, domani viene, anche De Paoli. La storia con Papa è molto chiara: quando ho preso la squadra in B mi hanno detto che c'era un ragazzo in U16 che stava facendo molto bene. Tre anni fa l'abbiamo portato ad allenare a Mozzate, con erba ancora artificiale. Ha avuto una grande crescita ma lui è un martello. Molto dinamico, grandissima mentalità e grande voglia. Mi piacciono i giocatori così. Ha avuto un infortunio importante, ha frenato il suo impatto con noi e l'U17 e Primavera. Però è tornato un mesetto e mezzo fa, l'abbiamo portato qua e ha fatto molto bene. Per questo dico sempre ai giovani di prendere tutte le occasioni per dimostrare quando sei qua".
ALTERNATIVA A DOUVIKAS - "Ho fatto riposare Douvikas e ho chiesto a Papa a fare l'attaccante, come un pazzo a pressare, con tanta energia. Così l'abbiamo portato con noi Dopo il 6-0 potevamo dare un po' di riposo a Tasos e a Papa ho dato la sua opportunità. 'Dimostra: fatti vedere'".
I SUOI MIGLIORAMENTI - "Non ho preso nessuna ammonizione in partita. Normale, è la tensione del gioco e lo fai con voglia ed emozione. In questo sono cresciuto tantissimo. Ovviamente mi sento molto più evoluto, ogni volta che giochiamo e in allenamento, giocare ogni 3 giorni mi ha cambiato la vita. Anche allo staff. Dopo Frosinone, Roma e Feyenoord sembrava ci fossero dubbi, ma adesso vincendo sei partite non cambierà la mia opinione. Vogliamo arrivare ad essere una grande squadra".
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