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sosfanta squadra como Ds Como: “Paz tra permanenza e Real: cosa cambia dopo la Champions! Fabregas, Baturina, Diao, Morata…”

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Ds Como: “Paz tra permanenza e Real: cosa cambia dopo la Champions! Fabregas, Baturina, Diao, Morata…”

Ds Como: “Paz tra permanenza e Real: cosa cambia dopo la Champions! Fabregas, Baturina, Diao, Morata…” - immagine 1
Lunga intervista concessa dal direttore sportivo del Como Carlalberto Ludi ai microfoni de La Provincia di Como. Tanti i temi affrontati dal dirigente.
Marco Astori

Lunga intervista concessa dal direttore sportivo del Como Carlalberto Ludi ai microfoni de La Provincia di Como. Tanti i temi affrontati dal dirigente, dal mercato in entrata e le cessioni fino al futuro di Nico Paz e non solo.

MERCATO - "Faremo un mercato il linea con la mentalità di questa società. Ci siamo già riuniti, e non è cambiato nulla nella mentalità: mercato per migliorare. Se chiedete a Cesc, lui vuole vincere tutte le partite. Nessuno pensi che ci sarà qualche partita che prenderemo sotto gamba. Dalla Coppa Italia in poi, anzi dalla Como Cup in poi. Quanti giocatori prenderemo? Dipende. Se qualcuno andrà via, ad esempio, andrà sostituito, e poi allargheremo un po’ magari la rosa, ma non tanto. In alcuni ruoli avremo magari più di una alternativa. Però il 90% del minutaggio delle squadre che giocano le competizioni europee è disputato in campo da un gruppo di 17-18 giocatori. Rosa un po’ più larga, ma non tanto. Non ci servono dieci giocatori che non giocano mai."


STRATEGIA - "Come sapete, il nostro modo di fare calcio e fare mercato è molto particolare. Abbiamo una squadra di “data” che si confronta con un pool di persone che valutano gli aspetti meno numerici e più empatici. Abbiamo staff che studiano il giocatore passo dopo passo, anche dal punto di vista psicologico, le sue reazioni in partita eccetera. Giovani, certo: abbiamo dimostrato che si può fare bene. Esperienza? Può essere. Ma abbiamo tre direttive fondamentali, dalle quali non ci discostiamo: il giocatore deve avere attitudine, fame di migliorare il suo status e adattabilità alla filosofia dell’allenatore. Ci muoviamo secondo questi cardini. E poi servono ragazzi di valore umano".

DIEGO CARLOS - "Diego Carlos ha finito il suo contratto di prestito. Ma è il 27 maggio, ragazzi, prestissimo per definire le varie posizioni. Adesso qualche giorno di vacanza, per liberare la mente, poi parleremo con gli agenti".

CHAMPIONS - "Ci dà la possibilità di immaginare che tutti i nostri big vogliano rimanere. Ci piacerebbe ripartire dalla spina dorsale di questa squadra. Credo che la Champions possa essere garanzia per tutti, anche magari di chi senza qualificazione in Europa avrebbe valutato altre possibilità. Per questo ci saranno meno movimenti rispetto, ad esempio, al mercato dopo la promozione".

DA CUNHA-PERRONE - "Se è tra le più forti d'Italia? Io credo di sì, e credo anche possa essere una delle più forti in Europa".

SERGI ROBERTO, MORENO E MORATA - "Io dico che dopo le vacanze ci siederemo a un tavolo e parleremo".

MORATA - "Io dico che Morata era forse il più felice di tutti per la qualificazione e questo non è banale, perché è una risposta a chi dice che fosse intristito. Anche con lui parleremo serenamente".

NICO PAZ - "E cosa vi devo dire di Nico Paz? Il pallino è nelle mani del Real. Dunque vedremo. Potremmo ricevere una Pec che ci informa della volontà di riscattare il giocatore, oppure un incontro per valutare il da farsi, come lo scorso anno. Noi speriamo nella seconda ipotesi. Finché chiedete a me, io posso dirvi quello che penso io. Dovreste chiedere al Real. Io penso che se il Real avesse l’intenzione di lasciare il ragazzo qui, in un posto dove si trova benissimo, e con la possibilità di fare la Champions, beh avrebbe uno scenario interessante. Ma dipende da cosa pensano. La Champions potrebbe teoricamente arricchire i motivi per lasciarlo qui un anno, ma le variabili sono tante, a partire dal nuovo allenatore ancora non ufficializzato. Se qui è felice? Molto. Ma non si può nemmeno pretendere che un ragazzo nato nella cantera del Real, se arrivasse la chiamata, dicesse di no. Anche se a lui stesse bene restare un altro anno qui. Tanti fattori, aspettiamo".

DIAO - "Ha avuto una stagione travagliata, ma alla fine l’ho visto bene, l’ho visto reattivo".

CHI L'HA COLPITO - "Ne potrei citare molti, tutti hanno fatto benissimo. Mi piace citare Smolcic per un motivo. Nessuno pensava che uno come lui potesse essere adatto al gioco di Fabregas. E invece, con l’applicazione e il lavoro, si è allineato alla grandissima. Anche l’anno scorso in campo si è sentito tanto. Ha messo in ombra Vojvoda? No, la realtà è che abbiamo cambiato un po’ il modo di giocare, l’assetto".

BATURINA - "Bella storia. Intanto l’episodio di gennaio spiega come sia allineata questa società. Ogni opportunità viene valutata senza pregiudizi. C’era una opportunità che andasse ma il presidente, io e Cesc abbiamo optato perché restasse qui. Il gol al Bologna? Se riguardate la partita, vedrete che sin dai primi palloni giocati, era un altro Martin. Dunque mi permetto di dire che non ha svoltato perché ha segnato con il Bologna, ma ha segnato con il Bologna perché quella settimana aveva svoltato. Meglio esterno? Per me lui può far bene in tante zone del campo".

ITALIANI - "Ok. Stiamo seguendo dei giocatori italiani, ma voglio dire una cosa: noi prenderemo dei giocatori italiani solo se troveremo le opportunità per mettere a disposizione di Cesc giocatori adatti al suo tipo di gioco. Non prenderemo italiani solo per la necessità di averli in rosa. Perché se non li avremo, se non troveremo quelli giusti, andremo con una rosa ridotta. Per il discorso di prima, del 90% del minutaggio fatto dai 17-18 giocatori".

IL MEGLIO DEVE ANCORA VENIRE - "Significa che dal primo momento in cui sono stato in questa società, ho visto sempre, anno dopo anno, lo stesso atteggiamento: lavorare per migliorare, riuscendoci, e anche adesso che siamo in Champions, non ho visto cambiare l’atteggiamento. Dunque continueremo a migliorare. Ricordandoci che siamo il Como, non l’Inter o il Milan, non avremo mai il loro monte ingaggi. Vincere un Trofeo? Il sogno c’è, in ognuno di noi".

PARTITA PERFETTA - "Mmmm (ci pensa). Intanto mi è capitato alcune volte di dire: questa non è una cosa normale. Abbiamo vinto partite con largo punteggio in una serie A dove spesso le partite sono risolte da un gol. Ma se devo citare una partita, dico Torino con la Juve. A un certo punto del secondo tempo mi sono guardato in giro come per rendermi conto se fosse tutto vero. Stavamo dominando con sicurezza, contro una Juventus ferita dalla partita con l’Inter e il caso Bastoni, in un ambiente elettrico e una squadra in buono stato, come avevamo visto nella partita con il Galatasaray. Davvero notevole".

FABREGAS - "Eh, potrei scrivere un libro sul nostro mister... Cesc credo che sia il migliore allenatore del mondo. Se c’è uno migliore, fatemelo vedere, non immagino come possa essere. Come gioca lo vedete tutti, come comunica anche, quello che non vedete è un altro aspetto: la capacità di ascoltare le persone di cui si fida, confrontare le opinioni di tutti e poi scegliere la via che secondo lui è la migliore. Azzeccando sempre la scelta. Questa è un attitudine davvero speciale. L'ho vista dopo alcune sconfitte per lui dolorose più di quanto si pensi, tipo Cremona due anni fa e Sassuolo quest’anno. Ha avuto la capacità di ripartire con una determinazione incredibile, scegliendo sempre l’atteggiamento giusto nei confronti dei giocatori. Sono stati due episodi che non dimenticherò mai. Abbiamo qui il numero 1, davvero".