L'esterno ha parlato dell'espulsione in amichevole e delle voci di mercato, oltre che degli obiettivi per la prossima stagione
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Intervistato da La Gazzetta dello Sport, l'esterno del Bologna Rowe ha parlato del suo futuro e del nuovo tecnico dei rossoblù Tedesco
TEDESCO - "Differenze? Tante. Un nuovo modo di lavorare, puntando su idee altrettanto valide. Tatticamente mi piace la sua filosofia, mi permette di essere più libero per dare sfogo alla mia creatività. Avere meno vincoli mi consente anche di essere sempre dentro al match. Tedesco mi chiede di cercare sempre l’uomo libero, di lavorare anche per i compagni. E poi attaccare in verticale, in uno contro uno, mettendo pressione sui difensori. Vuole poi anche un grande lavoro nel pressing, recuperare palla velocemente è fondamentale. È molto meticoloso. Anche perché si sta aprendo un nuovo corso e dobbiamo cercare di assorbire i suoi principi il più in fretta possibile. Siamo però sulla buona strada. Quest’anno va molto meglio rispetto all’anno scorso quando comunicare a volte non era immediato e ho trovato delle difficoltà. Il mister parla italiano, inglese, tedesco, francese, un po’ di spagnolo e anche il russo. Il lavoro scorre via liscio con un unico problema: bisogna stare attenti a quel che si dice, capisce tutto...».
VERO ROWE - "Quale è il vero Rowe? Quello che, una volta ambientato, ha cominciato a crescere e non si vuole fermare. E che ora deve diventare molto più concreto, specie sotto porta".
COPPE - "Un po’ sì, ovvio, tutti noi vogliamo giocare le coppe, specie dopo la bella esperienza della passata stagione. Quello è il nostro obiettivo primario: tornare in Europa. Lavoriamo per quello".
CASTRO - "Sono felice per lui. Gli auguro di crescere ancora alla Roma perché è un ottimo giocatore e un amico. Affrontarlo sarà molto strano, speriamo faccia bene tranne che contro di noi".
DOVBYK - "Per me è un top player. Ha fisico, tecnica, vede la porta. Ha tutto per fare bene e prendersi le sue rivincite. Sono molto felice che sia tra noi".
MERCATO - "Discorso chiuso? Direi di sì. Ora sono un giocatore del Bologna, questo è un grande club con idee chiare e un nuovo progetto su cui sono concentrato al cento per cento. Mi sento parte di questo mondo, non penso ad altro e non mi interessa altro. Anzi, sa cosa le dico? Sto imparando il testo di “Caro amico ti scrivo” di Lucio Dalla (“L’Anno che verrà”, ndr ). Sono a buon punto. Quest’anno al Dall’Ara la voglio cantare anche io".
ESPULSIONE - "Voglio chiarire quell’episodio. È nato da un brutto fallo subito e un mio nervosismo legato a questioni personali. Chiedo ancora scusa alla squadra, non volevo mettere in difficoltà nessuno, né tantomeno dare l’idea di voler andar via perché non è affatto così".
SORPRESE - "Pessina in primis, ha un grande futuro. E poi Marco Libra: ha solo 18 anni ma tanto, tanto talento".
GRUPPO - "È il nostro segreto, c’è un legame forte. Io e Ferguson siamo i più strani e non sto a spiegare il perché. Siamo andati in vacanza insieme, con noi c’era anche El Azzouzi. Odgaard è il più serio, Dominguez il più casinista".
SCUDETTO - L’Inter penso sia ancora davanti a tutti. Mi sembra che anche il Como si stia rinforzando molto. Poi le solite. Bologna tra le prime cinque. Credo in questa squadra. Abbiamo qualità un po’ ovunque. Il nostro obiettivo resta entrare in Europa ma ho buone sensazioni, c’è grande fiducia tra noi e non vogliamo porci limiti. Perché no?».
YILDIZ - "Giocatore più forte della Serie A? Yildiz. Ha tanto talento, mi piace parecchio".
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