Maurizio Sarri analizza Atalanta-Kairat Almaty in conferenza stampa: il commento alla prestazione dei nerazzurri nella sfida di Conference League.

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Maurizio Sarri è intervenuto in conferenza stampa ed ai microfoni di Sky dopo Atalanta-Kairat Almaty, altra sfida nella quale i suoi non sono riusciti a vincere, fermandosi sull'1-1. Ecco di seguito le parole del tecnico dei nerazzurri dopo l’impegno di Conference League, così come riportate da Tmw e TuttoAtalanta:

KESSIE E KOLASINAC - "Recuperare qualcuno in questi giorni? Non lo so. Kolasinac e Kessié, che sono quasi fuori definitivamente dall'infortunio, stamattina erano in campo, ma con il gruppo non si sono ancora visti. Se rientrano in gruppo, lo faranno sabato, e vedremo se, almeno per uno dei due, sarà il caso di buttarlo dentro o meno. La situazione in questo momento è questa: tutti gli altri devono fare ancora gli ultimi controlli prima di poter tornare in campo, quindi penso che in ballo ci siano questi due". Riguardo agli infortunati, prima della gara il ds Giuntoli ha spiegato: "Se dopo la sosta tornano tutti? Non proprio tutti, per Hien e Kossounou servirà qualcosina in più".

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Qui la tabella con tutti gli aggiornamenti sugli infortunati in Serie A.

SCAMACCA IN E KRSTOVIC OUT - "Ieri era in dubbio, oggi Scamacca titolare? Scamacca è un ragazzo reduce da un infortunio, che ha fatto con la squadra soltanto l'allenamento di ieri. Quindi è chiaro che in questo momento non può essere al top della condizione. Krstović in questo momento rientrava tra i cinque giocatori con valutazioni non in linea con la loro media, e quindi con segnali da rischio infortunio: era obbligatorio buttare dentro Scamacca. Mi aspettavo una partita difficoltosa da parte sua e ha fatto una partita difficoltosa, però anche lui ha tutte le attenuanti del mondo. Krstović può diventare un leader, non per la capacità di trascinare gli altri attraverso interventi verbali o chissà cos'altro, ma perché questa carica agonistica che ha può diventare trascinante. Questa caratteristica ce l'ha".

NIENTE RILANCIO - "Se in un momento in cui hai fuori 14 giocatori questa deve essere la settimana di rilancio, la vedo dura. Oggi avevamo 10 infortunati e quattro giocatori con valutazioni che sconsigliavano l'utilizzo per più di mezz'ora, quindi diventa difficile. Potevamo vincerla sicuramente se non prendevamo un gol stupido, poi dopo la partita si è fatta difficile. Meno male che non abbiamo mollato, perlomeno dal punto di vista della voglia di portare in fondo un risultato positivo. Abbiamo fatto fatica: la circolazione della palla è stata piuttosto lenta e abbiamo faticato ad attaccare gli spazi e a giocare contro una squadra chiusa. Però, con tantissime attenuanti, prendiamo questo punto e vediamo di andare a conquistare la qualificazione più avanti, quando staremo meglio sotto tutti i punti di vista".

ASPETTARSI DI PIU' IN ATTACCO - "Uno si aspetta sempre molto dai propri giocatori. È chiaro che Scamacca è stato fermo e l'ho visto per la prima volta ieri, quindi è anche difficile pretendere molto di più da lui. Poi è indubbio che da qualche altro giocatore mi aspettassi di più, però siamo in un periodo in cui abbiamo disputato otto partite in 23 giorni e purtroppo l'abbiamo fatto sempre con gli stessi giocatori".

ROSA ADATTA - "Se questa rosa è adatta alla mia idea di calcio? È chiaro che si tratta di una trasformazione che presenta già delle difficoltà di base. In più ci succedono cose strane: stasera dietro ha giocato Obrić, un ragazzo dell'Under 23 che ha esperienza solo in Serie C ed è giovane, anche se ha fatto una buona partita. Abbiamo schierato elementi che si sono allenati poco con noi, come Sulemana che si è fatto male il 2 agosto ed è rientrato solo da quattro o cinque giorni. Diventa difficile perché sono giocatori che non hanno uno storico nemmeno negli allenamenti con me, quindi era già una trasformazione complessa a cui si sono accavallate e accumulate vicende che ce la rendono ancora più difficile. Però penso che stabilire chi sia adatto a giocare in un altro modo e chi no non spetti a questo momento del campionato".

DIFFICILE GUARIRE - "Sei gare senza vittorie? Non mi sembra, però non fa differenza. Era difficile pensare di guarire stasera, con una formazione inventata per la miriade di difficoltà che abbiamo. È chiaro: se parti con nove o dieci infortunati e con quattro o cinque giocatori per i quali le valutazioni consigliano di non utilizzarli se non per un piccolo spezzone di partita, la situazione diventa complicata. Sicuramente si poteva fare lo stesso meglio, perché, come sempre ultimamente, abbiamo regalato un gol agli avversari, e in fase di impostazione secondo me bisogna essere molto più veloci: veloci materialmente, facendo viaggiare la palla, e veloci mentalmente, togliendo anche un tocco, perché quando troviamo chiuso le difficoltà per noi aumentano. Quindi anche con la formazione di stasera potevamo sicuramente fare qualcosa di meglio".

ESORDIO DAL 1' PER IDELE - "Sono contento per Idele, che ha giocato per la prima volta novanta minuti con noi e ha fatto una buona partita: alla fine abbiamo giocato una partita europea con quattro difensori che vengono tutti dal nostro settore giovanile, quindi qualcosa di buono c'è".

FISCHI - "Se si parla del pubblico, che si deve dire? Noi siamo in debito. Anche stasera hanno fatto il tifo per novanta minuti, poi c'è la delusione per il risultato e ti fischiano all'uscita, ma io penso che tutti noi siamo in debito con il pubblico, e se tutto il gruppo la pensa come me bisogna prendersi l'impegno, prima o poi, di ripagarlo in maniera importante. Questo è quello che penso".

CAMBIAMENTO - "A livello tattico si sono moltiplicate tantissime cose che ci hanno complicato un lavoro che era già molto difficile di suo. E poi tanti giocatori si infortunano, tanti non si allenano con noi, gli allenamenti di reparto si fanno senza di loro e poi però devono giocare. Quindi la transizione da un modo di giocare a un altro, che era già difficile, è diventata molto, molto più complicata con l'accavallarsi delle problematiche. Io penso che capire chi sia adatto a un altro tipo di calcio lo potremo fare solamente alla fine di questo campionato: ora è troppo presto, per tutta la serie di motivi che ti ho detto. Se mandi in campo un giocatore che ha fatto con te tre allenamenti di reparto, è chiaro che poi la linea non sia estremamente coordinata. Ci abbiamo messo dentro anche errori piuttosto stupidi, evitabili, e anche il gol di stasera lo ritengo uno di questi. Però è anche difficile andare ad accusare qualche singolo, perché, te l'ho detto, alla problematica iniziale, che non era già una passeggiata di salute, se ne sono aggiunte tante altre".

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