CHAMPIONS - "Intanto ce l’abbiamo fatta. La volontà c’è sempre stata, poi con Ranieri l’abbiamo sfiorata per un punto mentre nelle stagioni precedenti il distacco era un po’ più ampio, ma mai enorme. E, come negli anni di Tirana e Budapest, a un certo punto avevamo la corsa europea. Gasperini ci ha sempre creduto, ci ha trasmesso la sua grinta, e l’arrivo di Malen ci ha aiutato tanto. Ha davvero una qualità incredibile, è uno che fa la differenza. La felicità è immensa, per noi e per i tifosi, era frustrante dare tutto e non riuscire ad arrivare. È stata una liberazione. Siamo contenti anche per la proprietà che ha sempre investito tantissimo".
STAGIONE - "Un momento che ha cambiato tutto per me: il gol al derby. Lo metto tra i più belli con la maglia della Roma, forse uno dei primi due. Perché? Io al destino ci credo, se ti impegni le cose belle tornano indietro. Da quando mi sono operato, credetemi, non c’è stato giorno in cui io non mi sia allenato, a volte anche tre volte al giorno. E che succede? Succede che gioco la mia prima partita dopo quattro mesi e mezzo di infortunio, al derby, titolare, perché il mister mi dà questa opportunità e faccio gol. Ero emozionato, felice, appagato. Ho pianto. Non ho preparato quella partita in una settimana, ma in tutti i mesi precedenti. E non perché era il derby, per quanto è sempre bello segnare contro di loro, ma per tutto quello che c’era dietro".
RICORDO DI TIRANA - "Alzare un trofeo da capitano della Roma è un sogno".
FUORI DAL CAMPO - "Sono timido? Parlo poco? Chiuso? E pazienza. Io sono così. Ma perché devo far finta? Io dimostro quello che sono con la mia famiglia, con i miei figli e nel mio lavoro. L’amore per la Roma lo mostro in campo, a Trigoria, non certo con un post in più o in meno. Mi pesa a volte essere giudicato male? Sì. Ma sarebbe più pesante fingere di essere chi non sono".
NIENTE SAMP QUANDO NACQUE IL FIGLIO - "Ma vi pare una cosa normale? Faccio chiarezza. Io avevo un volo privato a Ciampino pronto dalla mattina, mio figlio è nato dopo le 19, la partita era alle 20.45. Il travaglio è stato lungo, il parto diciamo intenso e non aggiungo altro. Come avrei potuto lasciare mia moglie da sola? Lo rifarei ancora oggi".
PARTITE ROMA - "Per me le partite della Roma sono tutte importanti, non esiste alta o bassa classifica. Doveva andare così, non ho rimpianti".
ROMA PER NOI - "Casa, naturale".
MONDIALE - "Non so se sarei stato convocato, Gattuso è stato onesto con me quando abbiamo parlato, ho capito perché poi ai playoff non mi ha portato, ha puntato sul gruppo che era arrivato fin lì. Io avrei continuato con lui anche dopo l’eliminazione con la Bosnia".
SERIE A - "Davvero così scarsa? Non credo, quest’anno siamo andati tutti male nelle coppe ma pochi anni fa abbiamo portato tre italiane in finale in tutte le competizioni, l’Inter l’ha fatta lo scorso anno. Il divario c’è con la Premier? Sì, ma per il resto penso che il nostro sia un campionato competitivo".
MALDIVE DOPO L'INTERVENTO - "Chiariamo? Certamente. Magari mi fossi potuto operare a poca distanza. Invece i medici mi dissero che doveva passare del tempo tra un intervento e l’altro. Per quello andai in vacanza. La verità è quella che si vive, non quella che viene raccontata".
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