Le dichiarazioni di Gian Piero Gasperini dopo Torino-Roma, gara vinta dai suoi per 2-0: cosa ha detto l'allenatore sulla partita dei giallorossi.
Striscione contro De Roon a Bergamo: guarda la replica di Gasperini
La Roma vince 2-0 contro il Torino (qui i voti al fantacalcio) grazie alle reti di Malen e Pisilli. Al termine del match il tecnico giallorosso, Gian Piero Gasperini, ha parlato ai microfoni di Dazn ed in conferenza stampa con evidente soddisfazione. Ecco di seguito le sue parole riportate da Tmw.
DYBALA E MALEN - "C'è soddisfazione da parte di tutti. È una bellezza anche per i tifosi e per chi ama il calcio vedere due campioni che riescono a materializzare in pratiche da gol e situazioni pericolosissime praticamente in ogni partita. È chiaro che sono due giocatori che, oltre a essere forti individualmente, si completano benissimo: hanno questi incastri importantissimi che riescono a tradurre in gol in tante gare".
CAMBIO MALEN - "Noi dobbiamo assolutamente far crescere il più possibile la rosa. Anche per noi questa era la terza partita in otto giorni e l'ho già detto tante volte: soprattutto gli attaccanti, se giocano sempre novanta minuti, poi non sono in condizione di ripetersi in tutte le gare. Se si riesce a risparmiare loro spesso venti o trenta minuti, possono affrontare più partite nella settimana. Inoltre abbiamo la necessità di far crescere giocatori che devono diventare importanti sulla scia proprio di campioni come Malen e Dybala. Devono prendere non solo l'esempio tecnico, ma anche l'esempio di temperamento, di voglia di fare e di essere determinanti e protagonisti. Se riusciamo a fare questo, la squadra diventa più forte".
BALERDI - "Ha fatto un recupero straordinario con rapidità, ha salvato una situazione difficile. Sappiamo di aver preso un bel giocatore. Chi mi ricorda? "È un difensore forte, molto forte, moderno, fisicamente prestante e veloce. Adesso non posso scomodare certi nomi... Il non plus ultra di tutti nel ruolo di difensore centrale era Baresi, chiaramente. Senza andarlo a scomodare, per l'interpretazione del ruolo, l'aggressività, la velocità nei recuperi e la partecipazione al gioco, Baresi era il numero uno in assoluto e nessuno lo tocca. Però, come caratteristiche, è un difensore con quel tipo di doti".
KONE - "Se non mi è piaciuto l'atteggiamento di Koné? Dà sempre la sensazione di essere sopra le righe, ma è importante la sua efficacia. Viene da un acciacco e magari lo soffre più di un altro. In quel momento avevamo bisogno di muscoli e forza, è ciò che ci ha garantito De Roon. Le gare nascono in un modo e possono cambiare, serve giocare più tipi di calcio".
SFIDA ALL'INTER - "Abbiamo un po' di giorni per prepararla. L'anno scorso c'era molta differenza: soprattutto al ritorno abbiamo preso una brutta scoppola, anche se da lì è nata poi la vera Roma, con un'escalation non solo di risultati ma di atteggiamento, comportamenti e mentalità. All'andata in casa, invece, fu una partita molto più combattuta in cui prendemmo gol subito e forse meritavamo qualcosa in più. È chiaro che l'Inter è la squadra di riferimento del nostro campionato per tutti, una squadra forte indicata giustamente da tutti come la più forte, anche se io considero che il Como vada molto forte ed sia molto vicino. Quindi per noi sarà un'occasione per misurarci e vedere di fare meglio delle ultime partite".
INFORTUNI IN COPPA - "La Champions toglie tante energie. Il rischio più grande è legato agli infortuni, magari giochi a Istanbul in uno stadio così e io che guardo ci metto qualche giorno a recuperare, figuriamoci loro che giocano. La negatività delle coppe è per gli infortuni, che rischi di perdere più partite. Da qui nasce la necessità di avere una rosa più lunga: noi, rispetto alle altre della Champions, siamo rimasti un po' più indietro. Ma siamo bravi e fortunati e non avremo infortuni (ride, ndr)".
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