La Lazio vince anche a Venezia e raggiunge Roma e Inter in vetta alla classifica di Serie A: queste le parole di Rino Gattuso a Sky, DAZN e in conferenza.
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La Lazio vince anche a Venezia e raggiunge Roma e Inter in vetta alla classifica di Serie A (qui i voti per il fantacalcio). Queste le parole di Rino Gattuso a Sky, DAZN e in conferenza, riportate da lalaziosiamonoi.it. "Ultimamente ringrazio sempre questi ragazzi. Siamo usciti al primo turno di Coppa Italia. Non hanno mollato nulla questi ragazzi, si è cambiato tanto. Oggi ci è andata bene, il primo tempo col Venezia 2-0 non rubavano nulla. Poi nel secondo tempo siamo stati bravi. Merito di questi ragazzi, ce la mettono tutta, si allenano con grande voglia e applicazione. Se si vuole fare qualcosa di importante, il primo tempo non basta: siamo stati molto, molto fortunati".
GODERSI IL MOMENTO - "La classifica conta poco in questo momento. Se vogliamo sorprendere, dobbiamo fare le cose fatte bene. Oggi interpretazione sbagliata della gara, distanze lunghe, è un percorso. Non va guardata la classifica. Ho dato 5 giorni di riposo, io lunedì devo andare alla riunione degli arbitri. Poi si riparte con entusiasmo e voglia di migliorare il percorso".
ZACCAGNI - "Niente Nazionale? Sono scelte. Io anche potevo chiamare tanti giocatori, ho fatto delle scelte. Io me lo godo, è il mio capitano. Sono scelte del ct, ci sono passato. Quando scegli non è mai facile. Le ho sempre fatte in buona fede, dico solo questo e non altro”.
SINGOLI - "Belahyane e Noslin? Sono giocatori che mi piacciono, si impegnano. Durante il ritiro, Belahyane è svenuto due o tre volte, veniva in ufficio da me e mi chiedeva scusa. Io gli rispondevo ‘non preoccuparti, step by step’. Vedo impegno, ragazzi che vogliono imparare. Io quando sono arrivato al Milan c'era Costacurta che non faceva passare nulla, si faceva copia e incolla. Altra epoca, bisogna entrargli in testa e cuore, ma hanno più conoscenze di noi e mi fa piacere. Non voglio vedere gente lavativa io, con loro non vado d'accordo".
SCELTA LAZIO - "Senza questi casini io alla Lazio non sarei mai venuto. Ho fatto questa scelta. Sapevo dei casini, ho accettato per questo. Sapevo che i giocatori avevano voglia, ci avevo già parlato dopo averli avuti in Nazionale. Se no non avrei mai accettato. Sapevo che si poteva lavorare bene. Siamo contenti per quello che stiamo facendo. 13 punti? -27 per stare tranquilli. Io sono un martello, vado avanti, poi quando starò coi nipotini penserò a quello che ho fatto. Ora si deve martellare e si va avanti".
CRESCITA - “È merito loro, provo a stuzzicarli. Stiamo provando a fare qualcosa di diverso, ci vuole coraggio. La lettura della partita dobbiamo migliorarla perché non ci possiamo permettere di uscire dalle partite e poi rientrare, se siamo li è merito loro. Sono ragazzi che arrivano col sorriso, gli chiedo tanto in quelle due ore e mezzo ma poi li lascio molto liberi. Già fanno fatica a sentire la mia voce due ore e mezzo”.
GIORNALISTI IMPROVVISATI - “Il calcio è cambiato, c’è gente che mette le cuffie e uno schermo e si improvvisa giornalista. L’importante è non leggere nulla, credere in quello che si fa e avere un gruppo di ragazzi cosi che arrivano al campo e lavorano come si deve. Quello che si dice in giro non bisogna ascoltarlo. Quando comincia a parlare uno che fa un altro mestiere nella vita e all’improvviso si è inventato sto mestiere qua, diventa tutto difficile”.
TIFOSI - "Mi viene spontaneo. Era importante per me, perdi otto giocatori che vanno in nazionale, è una sosta lunghissima... anche da giocatore lo sentivo, la sconfitta le settimane non sono belle. La mia gioia è questa, quando si vince si lavora meglio. I tifosi sono educati, la verità è una sola: la curva non viene allo stadio, ma la città si vive bene. Leggo poco, ma sono educati. Ci fanno lavorare in pace. È così: è una tifoseria che non ci mette pressione, ce l'abbiamo da soli, giochi per la Lazio e la pressione ce l'hai sempre".
PRZYBOREK - "Non è nemmeno male come 2007. Ha avuto un problema all'adduttore. Ma è un giovane molto interessante".
NO A ICARDI - "I meriti sono tutti della squadra. È semplice: questo è un gruppo che sta dando tutto dal primo giorno, con grande professionalità e voglia. Ho detto no a Icardi per questo, c'è serenità ora, è un piacere allenare questi ragazzi. Avendo una partita a settimana capisci che diventa difficile. Ho quattro centrali uno più forte dell'altro, sono contento. Devo essere bravo a sbagliare il meno possibile. Devo mettere i giocatori nelle condizioni migliori, sono contento di quello che ho. Pensavo di non fare nessun mercato quando sono arrivato, devo ringraziare il club per chi è arrivato. Ci abbiamo messo tempo ma sono stato io perché volevo giocatori funzionali. Un ringraziamento va anche a loro".
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