Gennaro Gattuso è intervenuto al Festival dello Sport di Trento: le dichiarazioni dell’allenatore della Lazio durante l’evento.
Gennaro Gattuso è intervenuto al Festival dello Sport di Trento, soffermandosi sul momento della Lazio e sui principali temi legati alla squadra biancoceleste. Ecco le dichiarazioni dell’allenatore riportate da TMW:
RAPPORTO CON LOTITO - "Difficilmente ho litigato con i presidenti. Mi piace che ci sia dialogo, che se ci diciamo le cose, si facciano. Mi piace parlare con gente vera. Con Lotito c'è questo rapporto qua, è il mio presidente, normale che se le cose non funzionano bisogna dirsi le cose in faccia. Ho a che fare con una persona intelligente, un genio, normale che delle dinamiche di calcio bisogna poi confrontarsi sulla squadra".
HAI DETTO MENO PARLA MEGLIO E' - "Un casino, ha 4-5 telefonini, è difficile da gestire (ride, n.d.r.)".
GASPERINI - "Gasp è sempre stato presente. Quando ero al Milan in un momento difficile mi chiamò e mi disse di tener duro, che gli piaceva come stava giocando in quel periodo. Gasperini dopo Sacchi ha portato un cambio epocale nel calcio. Fa parte di quella categoria là. Io e tanti colleghi proviamo a fare quello che fa lui, ma difficilmente ci riusciamo".
DERBY - "Quando sento parlarne in spogliatoio o fra magazzinieri li stoppo subito: prima le gare che dobbiamo fare, al derby ci penseremo la settimana prima".
ARRIVARE SOPRA LA ROMA - "Non conta nulla, dobbiamo pensare a preparare bene la gara con il Monza, veniamo da una sosta anomala. Avevo 10 giocatori di movimento e poi giovani della Primavera, non vedo l'ora di preparare la partita, anche perché con Juric non ho bei precedenti".
FRATTESI E' IL TUO MALEN - "Ho avuto la fortuna di allenarlo in Nazionale. In quei giorni di raduno ho sempre detto che doveva prendere una decisione, che non poteva accontentarsi di giocare 10-15 minuti, perché è un giocatore importante. Noi potevamo fare poco sul mercato. La sua scelta della Lazio è stata incredibile. Un passo che doveva fare, sono contento che si sia preso le sue responsabilità".
TERZINI PIU' FORTI DI NUNO TAVARES - "Solo uno in giro: Mendes del PSG. Ha sperperato 100 milioni di eredità della sua famiglia, questo è Nuno. All'inizio non è stato rose e fiori con lui all'inizio, ma non solo con lui. Odio chi ha talento e non fa nulla per migliorarsi. Io ho fatto un percorso totalmente diverso, ero più scarso degli altri e faccio fatica a sopportare chi ha talento e se lo mette sotto ai piedi".
SCONFITTA CON LA BOSNIA - "Quando riguardo la mia storia dico che gli episodi fanno la differenza. Nel 2003 vinciamo i quarti di Champions con l'Ajax, al Milan, ma al 90' eravamo fuori. Anche al Mondiale con il rigore con l'Australia in 10 contro 11. Gli episodi fanno parte del nostro mondo e della nostra vita. L'ho sempre detto, devo ringraziare i ragazzi e gli addetti in federazione, mi hanno dato tutto quello che avevano. Normale che è una ferita che rimarrà per il resto della vita, non posso dire nulla. Anche su Bastoni: l'ho ringraziato, fa parte del gioco, mica l'ha fatto apposta a prendere il rosso. Veniamo giudicati sempre come se contasse solo il risultato e questo mi dà fastidio: a volte bisogna anche vedere quello che uno fa nel percorso".
RIVEDERE GLI HIGHLIGHTS DI BOSNIA-ITALIA - "All'inizio no, ho fatto fatica i primi mesi per addormentarmi, ho fatto lunghe passeggiate per stancarmi e chiudere gli occhi. Non mi piace parlare di quello che è stato fatto, ma di quello che devo fare".
QUANTO TI MANCA LO STADIO PIENO - "Manca, per me il calcio senza tifosi non è calcio. I tifosi sono una componente importante nel calcio. Ti incitano, tirano fuori qualcosa in più. La sensazione dello stadio vuoto l'ho provata nel periodo del Covid. Stiamo soffrendo a non avere i nostri tifosi".
COSA TI HA FATTO SCOMMETTERE SULLA LAZIO - "Venivo da un'esperienza che mi ha fatto male, in Nazionale, una mazzata incredibile. Avevo voglia di ripartire subito. Ho vissuto qualche esperienza all'estero, mi piace. Ho detto no 2-3 volte a Lotito in passato, sto giro ho detto sì perché ho visto un momento di difficoltà, ma anche giocatori che avevano qualcosa da dare. Siamo partiti bene, la strada è ancora lunga. Sono orgoglioso di questi ragazzi, stanno dando tanto. Gli ultimi 3-4 mesi ha fatto un caldo bestiale, c'era la palla di fuoco. Vedere i ragazzi allenarsi in quel modo, senza lamentarsi e senza mollare mai: da questo ho capito che si poteva fare qualcosa di bello".
IN UN MILAN-JUVE PRENDI UN ROSSO E DICI A CAPELLO 'VERGOGNATI' - "Ricordo tante cose di cui non vado fiero. Vivevo le partite con grande impeto, con adrenalina incredibile. A volte quando mi riguardo interrompo e cambio subito. Difficile rivedermi, un Gattuso nella mia squadra non lo vorrei mai".
ESONERO A PALERMO, PROBLEMI A PISA, CRETA E CHAMPIONS PERSA PER UN PUNTO CON MILAN E NAPOLI - "A me le cose semplici non piacciono. Altrimenti sto a casa: ho avuto la fortuna di conoscere una donna speciale, con la quale ho avuto dei figli e sto benissimo a casa".
ELOGI DI BOBAN - "Per me loro sono stati fondamentali, i Boban, Maldini, Costacurta e Albertini. Bisognava solo osservarli e fare copia-incolla. Non sbagliavano un atteggiamento. Era facile, per me era un sogno, non ero all'altezza di quel Milan lì. Lo sentivo dal rumore che faceva la palla quando la calciavo io rispetto a quando la calciavano loro. Dentro Milanello c'erano poi tantissime foto di trofei vinti e i primi anni vincevamo poco o nulla. Allora lavoravo per mettere anche le mie foto a Milanello. Devo ringraziare questi campioni e persone speciali".
BARESI, MALDINI, BERLUSCONI CHI TI METTEVA IN SOGGEZIONE - "Paolo (Maldini). Campione a 360°. Quel giocatore che per non saltare un allenamento prendeva l'Aulin a 39 anni anche se stava male. Uno spessore incredibile, spessore imbarazzante dal punto di vista tecnico, tattico".
RABBIA PER MURALES IMBRATTATO DI BARESI - "Tanta, ma viviamo in un mondo difficile, problematico".
MONDIALE 2006 - "Mi feci male prima del Mondiale, ma dissi a Lippi che mi dovevano legare a Coverciano per farmi stare a casa. Siamo partiti che ci tiravano i pomodori per i problemi di Calciopoli, ma piano piano siamo arrivati dove siamo arrivati. Vittoria storica, l'artefice è stato un uomo solo: Marcello Lippi, che ha fatto di tutto per creare un gruppo".
AMICIZIA CON MATERAZZI - "Noi eravamo amici, poi quando lui va all'Inter e io al Milan si trasforma: lui dava le tranvate vere, altro che me".
IMPORTANZA DELLA FEDE - "Ho perso una sorella sei anni fa, non riesco a sognarla, pagherei tutto quello che ho per passare il tempo con lei, mi manca. Ho la fortuna di avere ancora mamma e papà. Penso anche a loro: non si è mai preparati che un figlio possa andare via prima di te".
MALATTIA - "Per 4-5 mesi sono stato a letto, ma ho sempre pensato: pensa se mi avessero dato 5 mesi di vitta. Da 6-7 anni non bevo alcun alcolico, devo fare iniezioni di cortisone quotidiano e si va avanti così".
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