Giovanni Carnevali e Luciano Spalletti parlano prima di Juve-Rennes: il punto sulla situazione bianconera, sulla panchina e su Bremer.
Spalletti show in conferenza: "Ho bisogno di essere nervoso. Ogni tanto..."
Giovanni Carnevali è intervenuto prima della sfida di Europa League tra Juventus e Rennes, soffermandosi sulla panchina bianconera e su Bremer. Ecco le sue dichiarazioni riportate da tmw.
DIFFERENZA DI RISULTATI E PRESTAZIONI TRA CAMPIONATO E CHAMPIONS - "La cosa importante è dare continuità, abbiamo alternato partite buone ad altre negative. Dobbiamo tornare a livelli buoni con la massima concentrazione".
ARRIVATE DA UNA SCONFITTA NETTA - "Dobbiamo cercare di ricostruire, in questi anni ci sono stati errori anche sotto l'aspetto economico. In estate il fair play finanziario ci ha bloccato. Dobbiamo avere le idee chiare, senza cambiare ogni momento sennò si riparte sempre da zero. Io porto le mie idee, non credo sia giusto cambiare ogni volta che c'è difficoltà. la maglia della Juve pesa e questo non dà serenità, soprattutto ai giovani: dobbiamo supportarli, ma sappiamo che ci vuole del tempo".
SPALLETTI - "Il mister è sempre il solito, sa che deve lavorare e che la panchina scotta ma fa parte di essere in una grande società come la Juve. Si parla sempre di cambiamenti, ma questo non ci tocca. Conosce le criticità, ci sta lavorando e la continuità è la cosa importante. Quello che conta è il lavoro, il mister sa cosa deve fare".
RAPPORTO CON MASSARA, OTTOLINI E GIOCATORI - "Rapporto straordinario, si parla con loro e con i giocatori. Abbiamo parlato con Bremer e l'abbiamo ripreso, sono dichiarazioni che non vanno bene e lui stesso ha parlato con la squadra. Giusto supportare il mister Spalletti".
Anche Luciano Spalletti ha parlato nel prepartita, analizzando il momento dei bianconeri e la reazione che si aspetta dalla squadra dopo la sconfitta contro la Lazio. Ecco le sue parole.
CHE RISPOSTA VUOLE VEDERE - "Ogni giorno produce roba nella testa delle persone. Ci si incontra e ci si scontra spesso, poi la sera si fa pulito sennò il giorno dopo la testa riproduce altra roba e diventa difficile gestirle tutte. Speriamo di aver fatto un po' di pulito, si va a giocare la prossima partita e mi aspetto una reazione in base a quello che è venuto fuori dal dialogo con loro: mi hanno detto delle cose e molte mi sono piaciute, speriamo di metterle in pratica".
DIFESA A TRE - "Il campo racconta sempre la verità. Dobbiamo stare attenti alle caratteristiche dei giocatori e metterli in campo cercando di aiutare le loro qualità. Nessuno è così folle da mettere Zhegrova terzino destro: il sistema deve combaciare con le qualità dei giocatori in campo".
QUANTO TEMPO CI VUOLE - "Vanno prese delle decisioni di squadra: a che livello di pressa, quando si va ad affrontare un giocatore e quanto, così come altre scelte. Son tutti temi che vanno esplorati durante gli allenamenti, per non andare in campo senza criterio. Ci sono giocatori più disponibili al sacrificio e giocatori più imprevedibili: bisogna trovare equilibrio e poi viene fuori una squadra di livello più alto o più basso. La fiducia fa la differenza, perché la maglia pesa e la gente non è contenta. Ci siamo anche autofischiati dentro lo spogliatoio: non siamo contenti e le difficoltà ti mettono il dubbio su che giocatore diventi quando arrivano. Oggi andremo a vedere".
PESA ANCHE LA PANCHINA - "La panchina scotta fin da dopo una settimana, tutti quelli intorno ne fanno saltare tante. Quelli contro sono più di quelli a favore in ogni situazione, è sempre stato così per me. Io voglio sempre ricominciare, trovate pane per i dentini".
© RIPRODUZIONE RISERVATA