Le parole di Gianluigi Buffon a La Gazzetta dello Sport: le sue intenzioni per il futuro dopo aver lasciato il ruolo in Nazionale.

Alajbegovic

Spalletti: "Alajbegovic crea shock temporale"

Gianluigi Buffon ha parlato a La Gazzetta dello Sport nel giorno di Juventus-Milan, raccontando anche i suoi progetti per il futuro dopo l’addio al ruolo di capo delegazione della Nazionale.

BOSNIA - "Ho una grandissima capacità di eliminare dalla mente le esperienze tristi e negative. Sono ottimista e fiducioso di natura, probabilmente è per questo che gli unici rigori che rivedo nel sonno sono quelli del trionfo di Berlino 2006. Quella in Bosnia è una delusione profonda e lancinante, ma il mio modo di vivere e sopravvivere a queste ustioni è quello di sopraffarle con qualcosa di bello e maestoso".

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JUVE-MILAN E MERCATO – “La Juventus parte più avvantaggiata, forte dei nove mesi di lavoro di Spalletti e di un mercato indirizzato in parte anche da Luciano. La dirigenza e Spalletti hanno operato veramente bene”.

WOLTEMADE – “Mi incuriosisce. Voglio vedere se con la sua fisicità, i suoi 198 centimetri abbinati a un’ottima tecnica, sarà dominante come mi aspetto. Può avere un impatto simile a Ibrahimovic ed essere un valore aggiunto in Serie A”.

KOLO MUANI E CONCEICAO – “Mi piacerebbe che Juve-Milan la decidesse Conceicao. E soprattutto Kolo Muani: sbloccarsi in una partita così sarebbe l’ideale. Kolo ha voluto fortemente la Juve, un aspetto che deve inorgoglire tutti”.

SPALLETTI – “Luciano è una sorta di Mago Merlino: perfezionista meticoloso, dal cuore buono. Spalletti tramite i suoi studi, la conoscenza del calcio e la profondità dei rapporti cerca una chimica perfetta e vincente nel presente e nel futuro. Il mondo Juve va vissuto e solo quando lo vivi lo capisci. Lui è già entrato nel cuore dei tifosi e ha sempre evidenziato l’onore e l’orgoglio di rappresentare la Juventus”.

VICARIO – “A Guglielmo ho dato solo un consiglio: godersi l’esperienza. Giocare nella Juventus è un privilegio, ovunque vai respiri l’importanza della maglia. È reduce da un’esperienza forgiante ed è stato protagonista e vincente in Premier”.

GRABARA – “Come Szczesny, non è una riserva. Sono portieri che danno garanzie anche da titolari: gli impegni sono tanti ed è giusto far sentire importanti tutti”.

MODRIC – “Non mi fa impressione perché i campioni sono speciali anche per volontà, non solo per tecnica. Modric è Modric: se utilizzato nella maniera giusta fa ancora la differenza”.

FUTURO ALLA JUVE – “Ho in mente due strade. O un’avventura che abbia dentro una parte di sentimento che mi possa trascinare, un qualcosa che riguardi la mia storia. Altrimenti un progetto accattivante con degli obiettivi impensabili per una realtà nuova che parte dal basso per arrivare verso l’infinito e oltre. Vedremo”.

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