L'allenatore dell'Inter ha parlato della sua esperienza in nerazzurro ma anche dell'avventura in Champions League.

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È l'uscita più folle di sempre? Il portiere interviene... in rovesciata fuori dall'area: guarda qui

Cristian Chivu ha parlato in esclusiva alla piattaforma Futnet. Di seguito ecco le parole dell'allenatore dell'Inter riportate da gianlucadimarzio.com.

INTER - "So dove sono capitato, so qual è la mia responsabilità, so quello che vuol dire avere questa grande responsabilità . Ma soprattutto so che ho la responsabilità nei confronti dei miei giocatori e voglio creare una cosa che duri, una cosa che lasci qualcosa di importante nella pagina di questa meravigliosa società. Sto lavorando per quello. Ho mini obiettivi da raggiungere in breve tempo, perché non penso mai troppo a lungo termine, perché è partendo con i piccoli passi che puoi raggiungere quelli che sono gli obiettivi che ti permettono poi di sognare più in grande".

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IL SOGNO CHAMPIONS LEAGUE - "Vincere la Champions è bellissimo. È il sogno di tutti. C'è una grossa differenza tra una partita di campionato e una di Champions. E non importa se è la fase a gironi o se è un ottavo. C’è una grossa differenza. Per quello che è la motivazione individuale di un giocatore, ma anche per quello che sono le motivazioni di una squadra. È un po' come andare in Nazionale A, anche lì trovi qualcosa dal punto di vista motivazionale di diverso rispetto a quella che è la routine di un campionato di 38 partite giocate ogni domenica, che a un certo punto diventa un automatismo. C’è il rischio che dal punto di vista emozionale ti trasmetta poco, invece la Champions e la Nazionale ti danno sempre qualcosina in più".

COSA SERVE PER VINCERLA - "Non esiste una ricetta che ti dia la certezza che puoi vincere la Champions, non esistono i soldi che ti possono comprare una Champions, non esistono nemmeno idee che te la possano comprare. È una somma di tante cose, durante la stagione arrivi a un certo punto, ma tardi, tipo a marzo, e capisci a che punto sei. Perché oggi dire chi è la favorita, sì, sulla carta è semplice. Ma chi arriverà in fondo, chi ce la farà, non è altrettanto semplice da dire".

PIO ESPOSITO - "Ha sfruttato quelli che sono stati i miei regali e quelli che sono stati i suoi meriti. Lui ha avuto il coraggio, perché nessuno lo racconta, di mollare la Primavera. Poteva scegliere la strada più comoda - sottolinea il tecnico -, poteva fare un altro anno, accrescere l'autostima segnando magari 30 o 40 gol, però ha capito, andando in un altro posto, quanto doveva lavorare. Ora è più pronto, più maturo, con la stessa fame e la stessa voglia di migliorarsi".

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