Bisseck ha parlato durante il Festival dello Sport raccontando la chiamata di Klopp, il lavoro di Chivu e molto altro.

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Al Festival dello Sport di Trento uno degli ospiti è stato Bisseck che ha parlato in maniera chiara di quale sia l'obiettivo stagionale ma anche di Klopp, Chivu e Inzaghi. Di seguito le dichiarazioni del difensore dell'Inter che ha rivelato anche di quando aveva pensato di mollare.

STARE ALL'INTER - "E' molto molto semplice sentirsi a casa all'Inter. Mi hanno accolto tutti a braccia aperte: dirigenti, compagni, la città. Mi piace vivere a Milano, a Milano puoi solo essere felice. La gente mi tratta bene, amo la gente, amo i tifosi, si mangia bene, ci si può divertire fuori dal campo".

KLOPP - "Klopp ha un'energia incredibile. Come si dice oggi? Aura. Ha un'aura veramente incredibile, quando ti parla ti senti subito meglio. Mi ha chiamato il giorno di Inter-Udinese ma stavo dormendo, gli ho scritto 'ti chiamo domani che stasera giochiamo'. Penso che a 25 anni sia il momento giusto ma ora voglio tante altre partite con la Germania. Ma prima devo fare tanti compiti qua"

Bisseck

CHIVU - "Chivu ha fatto un grande lavoro, non c'era momento peggiore per prendere l'Inter. Ma siamo gli stessi giocatori, non so se giochiamo più offensivi ma penso che siamo molto costanti"

IL PARAGONE INZAGHI-CHIVU - "Non sono così diversi. Simone è molto emozionale, viveva la partita con noi, sarebbe entrato in campo con noi. Anche mister Chivu è molto dentro nella partita, negli allenamenti. Con lui il focus è un po' più sulla mentalità, come attaccare l'altra squadra mentalmente con piccole cose. Ma alla fine sono due bravi allenatori, per me è stato un grandissimo piacere giocare per Simone ma anche con Chivu"

OBIETTIVO CHAMPIONS - "In Italia siamo i più forti e io lo dico. Ma è sempre facile parlare, dobbiamo dimostrarlo in campo che siamo i più forti. E alla fine dobbiamo vincere la Champions no? Noi vogliamo vincere la Champions, lo posso dire. Siamo stati così vicini due volte. O meglio una volta. Siamo forti, possiamo andare fino alla fine ma c'è solo una partita che conta. Spero che avremo un'altra chance".

IL PENSIERO DI MOLLARE - "Quando ero in Portogallo c'è stato un periodo in cui ero spesso infortunato e ho pensato: "Ahia!". Dio mi ha dato una opportunità. Mi hanno aiutato la famiglia e gli amici che mi sono stati sempre vicini"

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