Daniele De Rossi ha parlato alla Gazzetta dello Sport del momento del Genoa e delle condizioni di Lorenzo Colombo: tutte le sue dichiarazioni.

Daniele De Rossi ha concesso un’intervista alla Gazzetta dello Sport, soffermandosi sul momento attraversato dal Genoa e sull’infortunio di Lorenzo Colombo. Ecco le dichiarazioni dell’allenatore rossoblù: "Qualche giorno fa una persona che mi vuole bene mi ha mandato una foto di me che esulto scivolando in ginocchio sotto la gradinata, aggiungendo che la gente vuole rivedermi così. Ma che devo fa’? Che vado ad esultare dopo una sconfitta? Quando l’anno scorso sono andato a salutare i miei ex tifosi sotto la Sud avevo grinta in volto? No. Ero abbacchiato. Potrei fare un bel cinema in panchina: urlare, sbraitare, insultare i calciatori, attaccarli in conferenza come fanno tanti miei colleghi. Battere i pugni e dire che 'i giocatori devono prendersi le responsabilità e fare gli uomini, tirare fuori gli attributi'. Ma questa roba qui da me non la vedrete".

Genoa CFC v Frosinone Calcio - Serie A

COSA NON STA FUNZIONANDO - "Io non ho mai mollato un centimetro, anzi sto al campo più di quanto facessi l’anno scorso. I numeri vanno letti, e dicono che qualcosa non va in zona offensiva: la squadra arriva al limite dell’area 5-6-7 volte magari anche in un tempo solo, ma poi non calcia. È il nostro più grande problema. Da un’azione potenziale non tiriamo, non facciamo assist, non concretizziamo il gioco. A livello difensivo non stiamo concedendo troppo, per occasioni concesse saremmo al 12° posto in classifica. So che a volte paga di più fare le sceneggiate, saltare, dare cazzotti alle panchine, lanciare una bottiglietta quando un giocatore sbaglia per rimarcare l’errore. Non è quello che voglio. Finché avrò le spalle abbastanza larghe per difendere i miei giocatori continuerò a fare questo lavoro. Quando mi vedrete fare il pagliaccio per scaricare le colpe vorrà dire che sarò agli sgoccioli".

DUBBI - "Io ho zero dubbi. Idee chiarissime. Adesso siamo in una situazione in cui guardare indietro non ha senso. Con il mio staff abbiamo deciso di pensare che siamo subentrati adesso. Facciamo finta che fino ad oggi abbia allenato un altro. Cerchiamo di 'mangiare il pollo con le mani'. Devo capire io come fare".

AVVICINARE EL SHARAAWY ALLA PORTA - "Stephan è un giocatore di fascia. Tutta la carriera l’ha fatta lì. L’abbiamo preso per colmare quel gap sugli esterni: ci vuole gente che inventi qualcosa, crei, salti l’uomo. Dobbiamo capire anche che c’è un tema di condizione: è arrivato per ultimo e ci può stare che sia un po’ più in difficoltà fisicamente".

INFORTUNIO COLOMBO - "Guardando il video sembrava qualcosa di spaventoso, che si fosse rotto tutto con la gamba rimasta piantata a terra. Però è il vero motivo per cui sono un po’ scuro in volto, oltre che per la sconfitta perché comunque non mi piace perdere. È stata però un’occasione per valutare attentamente le condizioni di alcuni giocatori: mi ero ripromesso di vedere Traoré, che non pensavo potesse giocare 90’ e correre così, El Shaarawy ed Ehizibue in campo fino allo sfinimento per vedere a che punto crollassero e spingerli anche un po’ oltre. Hamed non è mai andato in affanno se non per qualche rincorsa in meno, ma mi ha impressionato la sua condizione fisica: non è così carente come temevamo".

ROBINHO JUNIOR - "Mi ha fatto un’ottima impressione. Non lo conoscevo, si tratta di un’operazione rivolta più per il futuro, ma è molto interessante. Fa cose utili, intelligenti, è da costruire fisicamente ma sa stare dentro al campo. Ogni tanto si guarda troppo al fisico e ci dimentichiamo del resto. In futuro dovremo attingere a questi ragazzi e le amichevoli si fanno per loro, per chi non ha avuto minuti o non è stato bene".

RICETTA PER SALVARSI MIX TRA GIOVANI ED ESPERTI - "Sì, ci ritireremo fuori da questa situazione come lo scorso anno: alcune partite vinte grazie ai ragazzi, altre grazie ai più esperti. L’importante è che tutti abbiano voglia di immedesimarsi. Il mio obiettivo è quello di creare nuovi bei momenti. Con il Genoa".

SOSTA NAZIONALI - "È molto più lunga, può essere un problema o un’opportunità in più. Quando vai male vorresti che durasse due giorni, quando vai bene due mesi per goderti il momento. Qui la serenità non è mai mancata ed io apprezzo che la mia società abbia la pazienza che mi ha dimostrato nonostante le sconfitte. Certo, non siamo felici. Ma non vediamo l’ora di ripartire".

LA ROMA PUO' INSIDIARE L'INTER PER LO SCUDETTO - "È una squadra molto forte, ma il mio unico pensiero va alla Fiorentina alla ripresa del campionato: sarà un impegno delicato".

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