Romano Schmid, fantasista del Frosinone, ha rilasciato un'intervista ai microfoni de La Gazzetta dello Sport: ecco le sue dichiarazioni.

Allegri

Allegri-Pellegatti show: parlano di cavalli e la sala stampa scoppia a ridere

Romano Schmid, fantasista del Frosinone, ha rilasciato un'intervista ai microfoni de La Gazzetta dello Sport: ecco le sue dichiarazioni sui suoi compagni e non solo.

📌 I voti di Torino-Monza al fanta: la scelta su Cutrone e Ngonge! Varela come Belghali e Simeone ma meno di Vlasic

ALVINI - "Una grande persona, simpatico. Io sono un tipo onesto, voglio lavorare con chi è onesto e lui lo è. Guardatelo nel riscaldamento, è già carichissimo, ci spinge per andare al limite. C’è solamente un problema con lui. Gli allenamenti. I più duri della mia vita. Corriamo tantissimo, a lungo e duramente. Io sono arrivato tardi, a metà agosto, e nella mia prima settimana pensavo: 'Ma che cos’è, il precampionato?'. Il Como deve aver pensato 'chi sono questi 11-12 pazzi che lottano su ogni pallone?'".

PHOTO-2026-10-24-08-04-48

RAIMONDO - "Una specie di CR7 per la fiducia che ha nelle sue possibilità: per un attaccante, è la cosa più importante. Fa gol dal nulla e il bello è che ascolta. Altri centravanti con cui ho giocato pensavano di sapere tutto ma Antonio è diverso, ragiona con me su quello che dobbiamo fare in campo e sorride anche quando sbaglia, convinto che una nuova chance arriverà".

FROSINONE - "Lo conoscevo perché era la squadra di Robert Gucher, austriaco come me. Io da piccolo sognavo Italia o Spagna e da due-tre anni guardavo le piccole della Serie A per capire come giocavano. Siamo una famiglia. Non dico che siamo un Leicester ma sappiamo da dove veniamo e che cosa migliorare. Guardate Giacomo Calò: ha sempre giocato in B ma sembra che abbia 100 partite in Serie A".

CHI LO HA IMPRESSIONATO - "Ghedjemis è incredibile, non ho mai giocato con un tipo come lui: è pazzesco quanto sia forte. È tecnico, sa quando dribblare o passare, ha uno contro uno e un bel tiro. Lo vedrete, è un top top player. Poi Masini, il mio bodyguard. Mai visto uno che difende come lui, vince tutti i duelli nello stretto. Se non avete capito quanto è forte, guardatelo meglio".

EUROPA - "Sì, c’è un 1%. Se dici di no, non hai la mentalità giusta: nel calcio tutto è possibile".

10 ASSIST - "Si può fare, è realistico, è un mio obiettivo... anche se il grande obiettivo è migliorare, e migliorare la squadra. Mi sono sempre piaciuti i creativi. Quando avevo 16-17 anni, i miei tre miti erano Messi, Götze e Dybala. Volevo diventare come Paulo e mi sono tatuato come lui, un pallone con la corona sul polpaccio".

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
I commenti sono momentaneamente disabilitati. Torna a trovarci più tardi per dire la tua.