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sosfanta squadra como Fabregas: “Baturina forte, non giocava per colpa mia! Vi racconto il rapporto con Paz e la lite con Allegri”

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Fabregas: “Baturina forte, non giocava per colpa mia! Vi racconto il rapporto con Paz e la lite con Allegri”

Fabregas: “Baturina forte, non giocava per colpa mia! Vi racconto il rapporto con Paz e la lite con Allegri” - immagine 1
Parla Cesc Fabregas. Il tecnico del Como ha rilasciato un'intervista ai microfoni di Sky dopo la Champions League conquistata con il quarto posto.
Marco Astori

Parla Cesc Fabregas. Il tecnico del Como ha rilasciato un'intervista ai microfoni di Sky dopo la Champions League conquistata con il quarto posto.

ULTIMO CERCHIO DELLA STAGIONE - "Era un momento molto personale. Abbiamo fatto stagione storica, nella quale questi ragazzi sono andati oltre i propri limiti. Mi hanno emozionato tante volte durante l’anno, per il coraggio, la mentalità, la voglia e la qualità che hanno sempre avuto. Sentivo il bisogno di aprirmi con loro e di ringraziarli".


PRIMO GIORNO A COMO - "Non mi aspettavo tutta quella gente, è stato una bella sorpresa. Io venivo qui spesso in vacanza, anche per matrimoni, ma non conoscevo davvero la realtà del Como. Quel giorno invece ho capito che qui c’erano passione per il calcio e cuore. Mi sono sentito subito nel posto giusto, perché io sono come loro: passionale. Ci sono tifosi che seguivano il Como in Serie D e in Serie C, persone fedelissime. Adesso piano piano la famiglia sta crescendo e vedere questa evoluzione è una delle cose più belle".

ESORDIO IN A CON LA JUVE - "In quel momento eravamo ancora una squadra molto da Serie B. Però quella partita ci ha fatto capire che, se volevamo restare in Serie A, dovevamo alzare il livello. Il presidente lo ha capito subito e abbiamo aggiunto giovani e di esperienza come Nico Paz, Perrone, Kempf e Fadera, giocatori che ci hanno dato qualità, velocità e aiutato ad alzare il livello. Poi da gennaio abbiamo iniziato a spingere di più".

VITTORIA CON LA JUVE QUEST'ANNO - "Quella vittoria è stata top. L'abbraccio con Nico Paz è un’immagine bellissima. È un giocatore che ci ha fatto crescere più velocemente. Mi ha emozionato tante volte. Come giocatore è cresciuto tantissimo in questi anni. Tra noi c’è un rapporto importante: lui si fida di me e io mi fido di lui. Quell’abbraccio con Nico Paz dopo la Juventus era sincero, di cuore".

BATURINA - "Gol al Bologna? Arrivava da un periodo difficile. Martin è un giocatore forte, forse per colpa mia non aveva avuto tante occasioni fino a quel momento. Quel gol ha cambiato qualcosa per lui e anche per noi. Ricordo ancora tutti che entrano in campo a festeggiarlo. È stato un momento bellissimo, ma in questa stagione ce ne sono tanti. Penso anche a quando è venuta la mia famiglia, che per me è fondamentale. L’allenatore non è mai davvero a casa: anche quando c’è, pensa sempre al lavoro, alle soluzioni, ai problemi. Per questo ogni volta che succede qualcosa di bello sento il bisogno di abbracciarli".

LASCIARE IL COMO - "L’anno scorso si è parlato tanto, ma io non ho mai detto niente e penso nemmeno gli altri. A volte non serve parlare troppo. Io sono felice al Como. Nella vita bisogna prendere le decisioni che si ritengono migliori, ma io qui sto bene".

LITE CON ALLEGRI - "Ho sbagliato e l’ho detto subito. Non serve che qualcuno me lo faccia notare. Quando sbagli bisogna accettarlo, imparare e andare avanti. Non mi piace questa cultura del massacrare le persone appena fanno un errore".

ATTIMI PRIMA DELLA CHAMPIONS - "Perché ero da solo? Questi momenti sono difficili da gestire. Volevo stare tranquillo, senza urla o tensioni intorno. L’allenatore vive una solitudine enorme in certi momenti, mi sto abituando. Deve prendere tante decisioni e spesso resta solo con sé stesso. Però quello è stato uno dei momenti più belli della mia carriera nel calcio".