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sosfanta squadra bologna Sartori: “Perché Tedesco e vi dico due nomi per lui! Orsolini, Castro, Freuler, Italiano e Rowe non si tocca”

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Sartori: “Perché Tedesco e vi dico due nomi per lui! Orsolini, Castro, Freuler, Italiano e Rowe non si tocca”

Sartori: “Perché Tedesco e vi dico due nomi per lui! Orsolini, Castro, Freuler, Italiano e Rowe non si tocca” - immagine 1
Il direttore tecnico del Bologna Giovanni Sartori ha concesso un'intervista ai microfoni de La Gazzetta dello Sport: ecco le sue dichiarazioni sul mercato rossoblu e non solo.
Marco Astori

Il direttore tecnico del Bologna Giovanni Sartori ha concesso un'intervista ai microfoni de La Gazzetta dello Sport: ecco le sue dichiarazioni sul mercato rossoblu e non solo.

FENOMENO - "Macché fenomeno. Sono una persona normalissima. E in questo mondo, mi creda, essere nella normalità è un vantaggio. Lo sa, vero, come diceva quel genio di Lucio Dalla? Che “l’impresa eccezionale, dammi retta, è essere normale”.


TEDESCO - "È stato nei nostri pensieri due anni fa quando poi è venuto Italiano: ci eravamo trovati un paio di volte, siamo rimasti in contatto, scambio e condivisioni sulle vedute circa i calciatori. Quando c’è stato il momento della sostituzione abbiamo pensato a lui, conoscendo le sue risposte in tempi non sospetti. Ci siamo riparlati, ha condiviso con noi il progetto. Ci piace perché è moderno, propositivo, non integralista, lui faceva vari moduli, dalla difesa a cinque alla quattro, oltre agli accorgimenti in gara. Un allenatore internazionale che ha allenato il Belgio e in tre campionati europei in cui anche vinto due trofei. E parla cinque lingue. A lui interessavano l’Italia e il Bologna. Ci eravamo lasciati due anni fa con un po’ di dispiacere ma con la speranza di ritrovarci dopo qualche anno. Il suo sangue italiano credo abbia influito molto sulla decisione: aveva anche altre richieste (ancora dalla Turchia, ndr ) ma ha scelto noi".

PROFILO EUROPEO - "Sì, e anche la gente ha pensato questo: mi sembra di capire che tutti sono contenti perché è un profilo internazionale. Oggi il Bologna è visto molto bene, è ambizioso, con una tifoseria molto legata alla squadra e una grande proprietà. E, fatto non trascurabile, a livello tecnico è una buona squadra. In giro abbiamo degli ottimi riscontri e anche i giocatori vengono volentieri a Bologna. Anche senza Coppa? La Coppa cambia, ma cambia di più la Champions…".

MERCATO - "A tante squadre è successo di restare, big comprese, senza coppe. Dobbiamo essere bravi noi a ripetere annate, come dice lei, da cinema. Siamo ancora indietro, presto cominceremo le prime riunioni con Domenico. Direi ad inizio settimana prossima. Il nostro mercato partirà lì".

ITALIANO - "Speravo restasse, personalmente, per proseguire sul nostro cammino e dare un seguito al nostro progetto, dopo due anni fatti molto bene. Il perché dell’addio? Pensava che un ciclo fosse finito e quando succede questo, anche se tu provi con insistenza a fargli cambiare idea, un tecnico va avanti su quella strada. Quando abbiamo capito che sarebbe andato via? Ognuno ha le proprie sensazioni... Così come le avevo di Motta, diciamo che le ho avute per lui. Sapevamo che sarebbe potuto entrare in un effetto domino, ecco... Mi pare lo volesse pure il Benfica".

FUTURO - "Se tutte le big mi hanno cercato? No, non tutte... Qui mi sento felice, benissimo, mi sento apprezzato, sento l’affetto della gente, si può lavorare bene, ottima società, mi sento fortunato di poter lavorare in un ambiente così. Rinnovo? La risposta è nella risposta precedente".

ORSOLINI - "Lui sa che è stimatissimo dalla società, dagli ultimi allenatori che ha avuto ed è stimato da chi arriverà. Il contratto con la nostra proposta ce l’ha nel suo cassetto, deve solo firmarlo. Se sono ottimista? Non so, dipende da lui: abbiamo fatto lo sforzo più grande che potevamo fare, con la speranza che lui possa diventare il Bulgarelli degli Anni 2000. Poi non so, magari lo vuole Italiano in Turchia (ride, ndr )".

FREULER - "Vediamo... Anche a Remo abbiamo fatto un’offerta, ci pensa e ci penserà, se decide di firmare saremo tutti contenti, anche Tedesco stesso. Lucumi credo che abbia deciso per un’esperienza diversa, poi se deciderà di stare qui anche lui saremo felici".

ROWE - "Rowe non è sul mercato. Il telefonino è “off”. Se riusciremo a tenere lui e Castro? Non lo so. Noi, come ha detto anche Fenucci, dobbiamo fare una squadra sostenibile e competitiva per provare a risalire in zona-Europa ma è anche normale che due cessioni vadano contemplate. Poi si vedrà".

VOTO ALLA STAGIONE - "Sette e mezzo, molto positiva anche se un po’ strana. Abbiamo fatto un’Europa League bellissima, perdendo solo con l’Aston Villa, la vincitrice; in campionato abbiamo pagato il giocare il giovedì, abbiamo vissuto una finale di Supercoppa, l’unico rimpianto è che in A abbiamo perduto troppi punti in casa. Sì, confermo il mio 7,5".

NOMI PER IL FUTURO - "Pensi che ero andato a vedere Calafiori e scoprimmo quanto era forte Ndoye. Sa chi volevo prendere? Diouf, quello dell’Inter, ma costava troppo. Tornando alla domanda: ne dico due, Antonio Raimondo, che piace anche al nuovo tecnico, ed Eivind Helland".