Si chiude il mercato del Bologna e l'amministratore delegato del club analizza le operazioni completate.

Cissé

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Claudio Fenucci, amministratore delegato del Bologna, è intervenuto in conferenza stampa per spiegare le scelte di mercato operate dal club in estate.

LE CESSIONI - "Uscendo dal percorso delle coppe e dai ricavi che ne derivano, quest'anno abbiamo dovuto fronteggiare un problema: la squadra era più costosa rispetto ai ricavi che generava e c'era il problema di come finanziare: la squadra era più costosa rispetto ai ricavi che generava e c'era il problema di come finanziare questa stagione. Siamo andati avanti cercando di recuperare questo gap economico cedendo qualche calciatore ma mantenendo la competitività per scendere in campo e vincere tutte le partite. Le operazioni dunque, esclusa quella di Rowe, sono nate con lo scopo di sanare la situazione finanziaria del club".

Bologna FC v SS Lazio - Serie A

ROWE - "La gestione della situazione di Rowe non aveva questa finalità ma è nata dopo aver fatto diversi tentativi per convincere il ragazzo a rimanere: aveva mostrato nervosismo già dal ritiro e avendo creato una famiglia sportiva con dei valori, tutto ciò non deve essere intaccato da nessuno. Abbiamo capito che la gestione del ragazzo sarebbe stata complicata e abbiamo preferito cederlo all'Atalanta".

LA RICOSTRUZIONE SU ROWE - "È un giocatore che già in passato aveva mostrato qualche problema caratteriale, sapete benissimo cosa successe quando arrivò qui. In ritiro aveva già mostrato insofferenza sebbene non ci fosse alcuna offerta. È venuto meno il rispetto nei confronti dei compagni e oltre a questo ci poteva essere il problema che tenendolo si sarebbe potuto creare un impatto negativo sul gruppo, anche in virtù della competizione con Cambiaghi che sta facendo meglio di lui e merita di giocare. Abbiamo fatto un bilancio di tutto e avendo visto che si stava creando una situazione conflittuale anche con gli agenti, abbiamo pensato per il bene del Bologna e per il bene della squadra di cederlo".

CASSA - "Abbiamo fatto un'operazione positiva con l'Atalanta: è arrivato un 2006 dal loro settore giovanile che ci piaceva molto e abbiamo ricavato dei soldi da poter investire l'anno prossimo"

MBANGULA - "Sull'acquisto di Mbangula non capisco i dubbi sulle formule: molti club acquistano in prestito lasciandosi la possibilità di giudicare il ragazzo e poi riscattarlo dopo averne valutato il rendimento".

EMEN - "È un giocatore di grande prospettiva. Abbiamo scelto di tenerlo per qualche mese per fargli conoscere i nostri metodi di lavoro. Se tornerà utile resterà con noi, altrimenti a gennaio lo gireremo in prestito"

CASTRO - Di base non ci piaceva l'idea di vendere un giocatore dopo solo un anno che è con noi, ma la vera natura del giocatore è emersa dopo e ormai l'operazione di Castro era stata conclusa. Castro ha manifestato subito la voglia di giocare la Champions League: Santiago voleva bene al Bologna ma ha manifestato in maniera molto ferma l'intenzione di chiudere il suo percorso qui. Ci è sembrato opportuno fare un'operazione al meglio per noi e quella ci ha consentito di avere delle risorse per il nostro programma. Non penso che la Roma sia un nostro competitors sulla carta (non in campo), perché ci sono 100 milioni di ricavato di differenza".

LUCUMI - "A Lucumì avevamo promesso di assecondare il suo desiderio di andarsene: i giocatori vivono di motivazioni e alcuni le ritrovano qui a Bologna, altri preferiscono proseguire altrove".

RINNOVO ORSOLINI - "Abbiamo messo tantissime clausole legate ai bonus e ci abbiamo impiegato molto tempo".

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