Vigilia in casa Atalanta verso la sfida contro la Juventus: Maurizio Sarri presenta in conferenza la gara dell’Allianz Stadium.
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Giornata di vigilia in casa Atalanta, con la Dea che domenica alle ore 18 affronterà la Juventus all'Allianz Stadium di Torino. Per l'occasione Maurizio Sarri ha presentato la partita contro la sua ex squadra in conferenza stampa. Ecco le parole del tecnico nerazzurro riportate da TMW.
DIFESA - "Era una situazione diversa rispetto alla Lazio visto che aveva già intrapreso un percorso. La fase difensiva fino all'ultima partita è stata bassa, troppo passiva e la situazione è abbastanza evidente. Non buone letture però il baricentro era molto più alto. Su Kossounou niente da gestire, gioca Kristensen".
ESPERIENZA ALLA JUVE - "Non ho rimpianti del mio percorso alla Juve. Secondo me la vittoria dello Scudetto era considerata scontata, poi però è finita lì. Per me è una pagina chiusa".
ULTIMA GARA PRIMA DELLA SOSTA - "Sono state date molto particolari considerando mercato, Mondiali e pausa Nazionale. Il rischio è di prendere un giocatore ad agosto e a metà novembre avergli fatto fare solo una decina di allenamenti: questa è la realtà dei fatti. Bisogna giocare, accumulare errori e poi da essi cominciare a migliorare".
TANTI MISTER ESONERATI E SU MAZZOLA - "Io penso alle partite e basta. Se si è creata questa mentalità è per colpa vostra (giornalisti ndr.) e delle dirigenze. C'era una bella intervista a Klopp che diceva che al primo anno i risultati di un mister non si vedono, figuriamoci in un mese. Mazzola era il mio compagno di figurine quando ero ragazzino. Sono personaggi importanti nel mondo del calcio, perché poi passi dalle figurine a vederlo al Mondiale. Un grande giocatore ed è stato un piacere osservare le sue gesta: sono ricordi che rimangono".
KRISTENSEN - "Con noi si è allenato poco, però per fortuna si sta allenando molto con noi nelle ultime settimane. Chiaro che ci vuole tempo, però è un giocatore importante con delle buone qualità individuali".
SPALLETTI - "Domani sarà una gara dura. Noi allenatori siamo molto collegati ai ragazzi che vanno in campo: non abbiamo nulla sotto controllo, e non sarebbe neanche giusto farlo. Siamo legati al tipo di calcio di quel momento, gli anni dove ero ad Empoli lui è stato in Russia: lo vedevo minimo due volte a settimane. Abbiamo un grande rapporto, ma ognuno pensa alla sua squadra".
RASPADORI - "Ricordo un anno a Napoli dove incideva molto nonostante non giocasse titolare. Ha fatto delle stagioni importanti, dove in questi due mesi ha fatto grande fatica. In questo momento mi sembra un giocatore in crescita e nell'ultima partita penso l'abbia giocata bene. Non ha inciso sul risultato, ma ho l'impressione di vedere un giocatore vivo".
PERSONALITA' - "Ho un gruppo di giocatori che hanno grande cultura del lavoro, ma a livello di personalità dove serve trascinare il gruppo siamo un po' silenziosi. Kolasinac ci sta dando una grande mano. Spero nella crescita di diversi giocatori, soprattutto da Scalvini: credo che possa crescere dal punto di vista della personalità".
GAETANO IN REGIA - "Ho ancora un giorno per pensarci. Vedremo".
SCALVINI - "Io penso che abbia ampi margini di miglioramento. Lui è molto forte e di livello assoluto: Giorgio è destinato a migliorare. Il picco di miglioramento lo avrà quando crescerà dal punto di vista della personalità".
NESSUNO 0-0 IN QUATTRO GIORNATE - "Giocare aumenta la possibilità di fare gol e anche di rischiare. Penso che sia una conseguenza di un cambiamento regolamentare importante, anche la mentalità mi sembra più aperta: vedi le medio-piccole che tendono a giocare, al netto di quanto si possa rischiare".
KESSIE E GAETANO POSSONO GIOCARE ASSIEME - "Certo, perché Kessié può fare anche più ruoli vista la sua esperienza, così come Gaetano. Tuttavia penso che il futuro di Gaetano sarà come regista".
CENTROCAMPO CHIAVE NEL RISULTATO - "Non penso, perché la Juve ha mostrato più soluzioni. La costruzione offensiva di entrambe è particolare. Voi giornalisti pensate che noi abbiamo in mano il joystick, in realtà le partite si vincono e perdono tramite diversi fattori: dagli avversari che troviamo e in quale momento. Mi viene da ridere quando vedo gli scontri diretti tra gli allenatori: non vuol dire niente. Vado in Spagna, alleno il Levante e per forza vado a perdere con il Barcellona, ci sono diversi fattori di mezzo".
ATTEGGIAMENTO - "Ci sono scelte che variano molto in base alla partita: non è che certi contesti avvengono perché li scegliamo. Tuttavia vorrei vedere quei 25 minuti trasformarsi in 60".
PAUSA NAZIONALE - "Ci sono tantissime cose da fare: lavorare dal punto di vista fisico, tattico e individuale. La Nazionale è un problema enorme così come il calendario, io penso che queste pause devono essere fatte in un periodo di tempo dopo la fine della stagione: è una situazione che non vai avanti. Poi c'è l'ipocrisia di mettere le liste, almeno dammi 40 giocatori: se riempi il calendario è chiaro che diventa più difficile".
TRASFERTA LIMITATA AI TIFOSI ATALANTINI - "Su quello che pensa Lucarelli può darsi che si sia espresso male, però concordo con lui. Una pena collettiva non riesco a capirla ne a digerirla. Domani una persona di Bergamo con il figlio, che non ha mai commesso nulla dentro e fuori dallo stadio, non può andare a vedere la partita: è anticostituzionale. Sono vicino ai nostri tifosi, condivido il loro pensiero".
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