Maurizio Sarri, tecnico dell'Atalanta, ha parlato ai microfoni di Sky Sport e in conferenza stampa al termine del match contro la Juve. Le sue parole.
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Maurizio Sarri, tecnico dell'Atalanta, ha parlato ai microfoni di Sky Sport e in conferenza stampa al termine del match contro la Juve perso per 2-0. Ecco le sue dichiarazioni riprese da Tmw e tuttoatalanta: "Siamo stati in partita fino al 2-0, dopo ci siamo disuniti e abbiamo dato una sensazione diversa. Per 65 minuti la partita è stata abbastanza equilibrata. La squadra è in crescita dal punto di vista tecnico e tattico, ma siamo indietro sul piano del coraggio, dell'entusiasmo e dell'iniziativa".
CRISI DOPO TRE SCONFITTE DI FILA - "Non penso, abbiamo fatto le prime tre partite su bassi livelli. Ora sono tre partite che stiamo crescendo, questa squadra deve avere più personalità, deve accendere fuoco nell'anima. Questa è una squadra che ha certe capacità e deve tirarle fuori".
FARE QUALCOSA DI DIVERSO - "Non so cosa voglia dire qualcosa di diverso, stiamo anche alternando due moduli e la mente dovrebbe essere molto impegnata, è una cosa da valutare: gli sto chiedendo di avere più iniziative e personalità. Poi magari perderemo lo stesso, però si deve cercare di fare".
COSA NON HA FUNZIONA NEL PRIMO GOL SUBÌTO - "Abbiamo subito un taglio alle spalle del nostro difensore esterno, ci siamo trovati con un difensore centrale fuori a chiudere sulla linea di fondo e le posizioni in area non erano quelle giuste. Non mi sono piaciute. Dentro l'area di rigore la palla non deve passare. Noi, in fase ampia fino a tre quarti di campo e fino agli ultimi venti metri, non chiediamo mai ai centrocampisti di seguire certi inserimenti: glielo chiediamo negli ultimi venti metri, perché i tre difensori rimasti dentro l'area vanno a coprire la porta. Quell'inserimento non è stato seguito da nessuno, e dietro ci abbiamo messo un altro errore. In una situazione tipo quella accetto che si prenda gol su palla rimessa dietro, ai limiti dell'area, ma la palla tra il primo difensore centrale — che in quel caso era il secondo — e il centrocampista che va a coprire dentro non deve passare. Quindi c'è stato più di un errore".
COSA MANCA PER TORNARE A VINCERE - "A livello di partita ho visto una gara in cui per sessanta minuti abbiamo giocato alla pari con gli avversari. Dopo il secondo gol la sensazione è stata diversa: l'ottanta per cento delle palle gol della Juventus è arrivato sul 2-0, e lì ci siamo un po' scomposti. Questa è la sensazione sulla partita: una gara che, secondo me, ci ha visti anche in crescita a livello di proposizione di gioco. Non ci vede in crescita in quegli aspetti in cui ci vogliono coraggio, entusiasmo, iniziativa: troppo poco l'uno contro uno per cercare di creare delle situazioni. Il primo uno contro uno tentato lo vince Rowe e siamo andati subito vicini al gol. Quindi è una squadra che sta crescendo dal punto di vista tecnico, tattico, fisico, ma non sta crescendo dal punto di vista della personalità, del coraggio, dell'iniziativa: questo è l'aspetto più preoccupante in questo momento. Gli altri aspetti mi sembrano in crescita. Abbiamo fatto le prime due-tre partite su bassissimi livelli, le ultime due le abbiamo perse, ma stiamo giocando su livelli diversi rispetto alle precedenti".
FUOCO NELL'ANIMA - "Questo non lo so. Non vorrei che un processo d'apprendimento di situazioni per loro completamente nuove abbia spento un po' il bambino che è in loro, e che deve giocare. Noi facciamo un gioco, non uno sport: quindi la componente di mente libera e di senso del divertimento è una componente importante, e forse in questo momento l'abbiamo smarrita, perché siamo pieni di nozioni nuove, date a gente che ha giocato per dieci anni consecutivi in una maniera completamente diversa. È una possibile spiegazione, però bisogna ricercarne i motivi".
TRATTENUTA SU ROWE - "Penso che a questo punto bisogna abolire il VAR. Tra il VAR chiamato come l'anno scorso e quello chiamato come quest'anno, sinceramente preferisco questo. Ma se non lo chiami su una trattenuta così plateale, allora è il momento di abolirlo e si va avanti con le sensazioni dell'arbitro".
METRO ARBITRALE - "Nessuno mi ha detto nulla. È preoccupante, perché se un fallo non viene sanzionato… Se un fallo è fallo, poi la soglia dei contatti si può alzare o abbassare, ma lì mi sembra tutto abbastanza palese. Ci sta che l'arbitro non l'abbia vista, o che l'abbia vista solo nell'ultima frazione di secondo e l'abbia considerata una trattenuta non importante: però uno è al VAR e la rivede. Minimo un'occhiata gliela deve far dare, penso. Però te l'ho detto: se si torna al calcio in cui decide sempre e solo l'arbitro, io sono contento".
BILANCIO DI INIZIO CAMPIONATO - "Sì, siamo indietro, ed è collegato a quello che è successo durante l'estate: i giocatori che erano al Mondiale sono arrivati a inizio agosto e il mercato è stato fatto negli ultimi giorni. Quindi è normale, quello è normale. Io te l'ho detto: mi sentirei sereno e tranquillo se vedessi più personalità da parte della mia squadra. Accettando un percorso di crescita lento, mi preoccupa non vedere la squadra con personalità, iniziativa, entusiasmo. Questo mi preoccupa un attimino di più, poi il percorso è nella normalità".
ASPETTI POSITIVI - "Che noi le prime tre partite le abbiamo fatte chiusi in area, e due le abbiamo pure vinte, con passività e senza mai prendere in mano il possesso della partita. Ora sono due gare in cui perlomeno abbiamo un baricentro più alto, perlomeno abbiamo un possesso palla nettamente diverso: oggi il possesso è finito praticamente in parità, però non la supremazia territoriale, perché il possesso nella metà campo avversaria è nettamente superiore. Poi il percorso successivo sarebbe quello di velocizzare il tutto, per mettere i nostri attaccanti in condizione di giocare l'uno contro uno, mentre in questo momento, non avendo velocità di costruzione, fanno in tempo a raddoppiarci. Questa è la spiegazione tecnica. Poi ce n'è anche un'altra, e l'ho detto prima: dobbiamo girare con più entusiasmo, con più personalità, con più iniziativa, più cattiveria mentale".
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