Dopo il pesante ko di Napoli, la Lazio domani ospita l’Udinese per la 15a giornata di Serie A. Così Maurizio Sarri in conferenza stampa ha presentato la gara e parlato dei singoli e non soltanto: “Gotti ha un’intelligenza non...
Dopo il pesante ko di Napoli, la Lazio domani ospita l'Udinese per la 15a giornata di Serie A. Così MaurizioSarri in conferenza stampa ha presentato la gara e parlato dei singoli e non soltanto: "Gotti ha un'intelligenza non comune, al Chelsea lo ascoltavo molto quando eravamo insieme, sta facendo un bel percorso, l'Udinese non concede molto, anche fuori casa. La partita sarà difficile. Il nostro problema ora non è tattico. Se la squadra è passiva, tu perdi. È un problema di saper ricaricare le energie nervose dopo momenti dispendiosi, ogni tanto la testa si stacca in maniera completamente inconscia perché ha bisogno di riposo. Durante il riscaldamento io ho visto che avremmo perso domenica col Napoli e il senso di frustrazione non è indifferente. Noi italiani siamo dei maestri a cambiare le cose che funzionano male, ma non funziona così. La cosa viene male? Proviamo a sistemarla e farla andare bene".
FELIPE ANDERSON - "Come si riattiva? Se avessi il joystick lo avrei già riattivato, ha qualità fisiche e tecniche straordinarie, ha un carattere delicato invece, è molto sensibile e a volte diventa fragile. Difficile anche fare scelte. Se lo togli rischi di affossarlo, se lo metti dentro rischi di non avere brillantezza. È dura tenere fuori Felipe, potenzialmente è un fuoriclasse. Il difettino c'è e bisogna conviverci".
MERCATO - "Non so che dirti. Non ho parlato di nomi o storie con la società, solo di qualche necessità. Ci vuole una programmazione di lungo periodo, di due o tre finestre, non di opportunità. Con due o tre interventi ogni mercato viene fuori una squadra seria".
IN PORTA - "La valutazione viene fatta costantemente. Ha giocato Reina in campionato e Strakosha le coppe, se poi sarà il caso di cambiare lo faremo. Ma non è che se Reina prende 3 gol va cambiato. Idem con Strakosha, non è che dopo Istanbul non l'ho più messo. Poi vedremo se invertire la scelta poi, ma fa parte di una considerazione molto più ampia".