Il capitano del Torino Duvan Zapata si racconta in una lunga intervista tra sogni, infortuni, il nuovo allenatore e i giovani: le sue parole a La Stampa.
CLASSIFICA MARCATORI - "Mi piace segnare e ogni anno mi dico che devo andare in doppia cifra di gol. Un attaccante forte deve fare così: se ti ripeti sei forte, anche a livello mentale".
INFORTUNIO - "È stato difficile perché c’è voluto tempo: all’inizio era tutto lento, poi è andata meglio".
CONDIZIONE - "Sto bene, anche se non sono ancora pronto per i 90 minuti. Mi sono allenato in vacanza e prima del ritiro di Pinzolo ho fatto una settimana di lavoro in acqua, come ci ha proposto il direttore Petrachi. Ha portato vantaggi a me e a chi ha avuto problemi fisici: così ora sono più pronto".
RINNOVO E RIDUZIONE DELL'INGAGGIO - "È una scelta importante: sono orgoglioso di essere il capitano del Toro e di poter rappresentare questa maglia. Ringrazio il club di avermi data questa chance: volevo restare".
SCELTA DI VITA - "I miei figli stanno crescendo qui e siamo felici. In Europa ho giocato solo in Italia e, quando ho iniziato a fare il calciatore, non l’avrei mai immaginato...".
OBIETTIVI - "Il mio è molto semplice: dare il meglio di me stesso e avere di nuovo continuità. Stiamo lavorando, poi il mercato è aperto e la squadra non è al completo. Devono ancora arrivarci elementi che saranno utili e devono tornare i ragazzi che hanno giocato al Mondiale: ci sono concetti nuovi da imparare. Per questo non fissiamo obiettivi, ma c’è una grande voglia di essere protagonisti".
CONTESTAZIONE DEI TIFOSI - "Ci dispiace tanto che i tifosi siano stati lontani dalla squadra, ma con gioco e prestazioni vogliamo guadagnarci ancora di più il loro amore. L’obiettivo è che si sentano orgogliosi di noi, che si sentano rappresentati da questa squadra".
ABATE - "Ci stiamo conoscendo e si lavora bene per capire i suoi concetti. Ha entusiasmo e lo trasmette. Vuole fare un gioco propositivo: per noi è fondamentale per alzare il livello e fare un altro tipo di gioco. Ci sono alcuni concetti che ho ritrovato in altri tecnici, soprattutto nel palleggiare mi ricorda il mio anno alla Sampdoria con Giampaolo. Poi questo è un altro tipo di gioco: speriamo di capirlo al meglio e fare bene nelle amichevoli per sfruttare questo periodo di lavoro per crescere».
GIOVANI - "Abbiamo la fortuna di averli con noi e speriamo che possano approfittare di questa opportunità. Non è una cosa scontata allenarsi con i grandi, ma facendo bene con un nuovo allenatore possono rimanere e magari svoltare la loro carriera. Tanti li conoscevo già e tra questi c’è Andrea Luongo. Mi aveva già colpito lo scorso anno e sta facendo bene".
ORISTANIO - "Ha molta voglia, è tecnico, viaggia forte e poi ha un buon cambio di ritmo, Ci può dare una mano grandissima. La scorsa stagione l’unico con quelle caratteristiche era Vlasic e per noi è importante fare salire il livello e anche la competizione".
MODULI 3-4-2-1 e 3-5-2 - "Lui ci dice sempre di guardare meno la formazione e lavorare di più sui concetti. Per esempio quello di occupare meglio gli spazi e capire come muoverci. Quando ci difendiamo sarà uguale a livello di difesa a tre, ma con altri concetti".
GIOCARE FINO A 37 ANNI E ISPIRAZIONE MESSI - "I tempi sono davvero cambiati: una volta a 30 anni smettevi. Si sta prolungando la carriera dei giocatori perché ci sono nuovi metodi per restare in forma e mangiare bene, mentre è stato rivoluzionato il metodo di recupero. Però non so se arriverò a 41 anni come lui o Ronaldo: darò sempre il massimo fino a quando potrò".
ARGENTINA O SPAGNA - "Che vinca il migliore (sorride, ndr). Poi il Cholito Simeone fa pressing e ci sono anche gli argentini Biglia e Raimondi nello staff di Abate...".
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