Nicolò Zaniolo fa discutere, ancora una volta. Sono parole importanti quelle rilasciate in esclusiva a La Gazzetta dello Sport, in particolare sulla sua voglia di Juve.

Zaniolo, può essere davvero questo l’anno buono per vederla in bianconero? 

"A Istanbul mi trovo bene e gioco la Champions League. Poi se entro fine agosto dovesse arrivare una buona occasione per il Galatasaray e per me la prenderemo in considerazione".

Nelle ultime settimane si è parlato anche del Milan e di un sondaggio della Fiorentina. La Juventus resta il suo sogno anche senza Champions League? 

"Sono aperto a tutto. A partire dalla possibilità di non muovermi e restare al Galatasaray, dove mi trovo alla grande. Sì, la Juve è la Juve, anche senza Champions o coppe internazionali. Io da ragazzino ho sempre tifato per i bianconeri, il mio idolo era Pogba. Giocare nella Juve mi farebbe piacere. Parliamo di un grande club. Ripeto: se ci sarà l’opportunità che renda felici tutti e tre – il Galatasaray, io e la Juve – ben venga. Altrimenti sto benissimo in Turchia. Non mi creo aspettative, comunque vada andrà bene".

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Nella Juventus gioca il suo amico Kean, spesso accostato anche al Galatasaray negli ultimi tempi... 

"Moise è un amico d’infanzia, un attaccante molto forte e spesso sottovalutato. È un ragazzo per bene, tranquillo: tanta gente non lo conosce e a volte lo giudica senza motivo. Mi piacerebbe giocare con lui: al Galatasaray o alla Juve".

Al Galatasaray ha giocato con una colonia di ex Serie A – da Icardi a Mertens – ma in queste settimane si è parlato molto anche del suo compagno Sacha Boey, il terzino francese seguito dalla Juventus e da altri top club europei. È un laterale da big? 

"Sacha è un bel giocatore: ha corsa, tecnica, difende bene. Al Galatasaray gioca a destra, proprio dietro di me. Non mi stupisce l’interesse della Juve e delle big. Quanto a Icardi è senza dubbio il miglior centravanti con cui ho giocato. E su Mertens cosa posso dire? Parliamo di un attaccante che ha scritto la storia del Napoli".

Ala destra, trequartista, mezzala: ha capito quale sarà il suo ruolo da “grande”? 

"Mi trovo molto a mio agio come esterno destro che parte largo e poi taglia dentro il campo. Il trequartista è un ruolo che posso ricoprire bene. Come mezzala mi viene naturale inserirmi e buttarmi in area, ma devo lavorare per migliorare in fase difensiva".

È tornato in Nazionale in occasione della Nations League. Che cosa ha provato a indossare nuovamente la maglia dell’Italia? 

"È sempre un onore giocare in Nazionale ed è stato bello ritrovarla. Abbiamo un bel gruppo, forte. Io ho un debole per Verratti: Marco è un giocatore fantastico".

In Nazionale c’era anche Chiesa, da mesi al centro delle voci di mercato. Come l’ha trovato? 

"Federico è un mio amico, capita spesso di vederci anche in vacanza a Forte dei Marmi. In Nazionale abbiamo parlato tanto, ma non di mercato".

A distanza di sei mesi c’è qualcosa che le manca di Roma e della Roma?

"Roma è stato un momento importante della mia vita, con pagine bellissime e altre un po’ meno, e sarò grato in eterno a tutti i tifosi. Il mio augurio è che la Roma possa vincere tanto nelle prossime stagioni. Sono stati anni belli. Mi mancano i pranzi al ristorante la Locanda, che era diventata un po’ la mia seconda famiglia".

Da quando a febbraio si è trasferito in Turchia ha più parlato con Mourinho? 

"No, non l’ho più sentito. Però so che Mourinho mi vuole bene, chiede sempre di me a Sergio Olivera, mio compagno al Galatasaray. Sarò sempre grato a Mou".

Ci svela un aneddoto su lei e Mourinho?

"L’anno scorso, prima della partita contro l’Empoli, ero un po’ giù di morale perché non segnavo da cinque o sei partite. Mourinho mi ha preso da parte e mi ha detto: “Nicolò, stai sereno. Oggi segni”. E così è stato. Mourinho vede sempre tutto prima, è incredibile. È un allenatore top, speciale. Uno che ti stimola sempre".

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