Nicolò Zaniolo si è raccontato in un'intervista a Calciomercato e Goal. Tutte le sue parole, tra voci di mercato, Alaba e infortunio.

image (38)

"Ti do uno schiaffo": Spalletti-Pisacane rissa sfiorata, l'arbitro li espelle. Il video

Nicolò Zaniolo ha rilasciato un'intervista a Calciomercato e Goal in cui fa il punto sulla sua esperienza a Udine, sul suo infortunio e sugli obiettivi stagionali. Ecco le sue parole:

INIZIO STAGIONE - "Abbiamo iniziato molto forte le prime due partite, vincendo col Monza e pareggiando col Como. Diciamo che dopo non è stata la partenza che c'eravamo prefissati all'inizio e sappiamo che dobbiamo migliorare determinate cose. Tutti i giorni ci parliamo internamente per provare a migliorare ciò che ci sta mancando in questo periodo. La sosta sicuramente è servita per lavorare meglio, per ricompattarci e per trovare motivazioni extra. Si riparte e si deve ripartire più forte".

IMG_9903

NUOVO STOP E RIENTRO - "Ho avuto questo piccolo intoppo dopo l'infortunio, ma con lo staff medico stiamo facendo un gran lavoro. Tutti i giorni sono al campo a recuperare e a breve potrò tornare a dare un contributo importante a questa squadra".

ALABA - "Sicuramente l'Udinese è un club storico italiano, che per sua natura ha sempre avuto grandi giocatori e tanti talenti. L'arrivo di Alaba è una dimostrazione della forza della società, che non vuole fermarsi alla stagione positiva dell'anno scorso, ma punta a cose ancora più grandi. Non devo essere io a descrivere David: è un grande campione, ha giocato in squadre come Real Madrid e Bayern Monaco, e ci porterà sicuramente grande esperienza e mentalità vincente. Siamo felicissimi di averlo con noi. Si è presentato con la massima umiltà, che è ciò che alla fine distingue un grande campione da un giocatore semplicemente forte. Posso parlarne solo bene, è uno dei giocatori che ci servivano e non vedo l'ora di giocare con lui".

RUNJAIC - "Il mister è molto diretto e chiaro: se c'è da dire qualcosa di positivo lo dice, se c'è da dire qualcosa di negativo lo dice altrettanto apertamente. Mi piace molto il suo metodo, è un modo di lavorare pratico e basato sul gruppo. Nel calcio di oggi puoi avere la squadra più forte che vuoi, ma se non hai l'unione e la compattezza vai da poche parti. Lui è focalizzato molto su questo. L'anno scorso abbiamo fatto una grande stagione anche per merito suo. Speriamo di poter tornare a sorridere perché ce lo meritiamo per quanto lavoriamo durante la settimana".

VOCI ESTIVE - "È stata un'estate un po' turbolenta, che mi ha fatto riflettere e capire realmente cosa volevo. La mia intenzione è sempre stata quella di rimanere qua, perché mi sono trovato veramente bene. L'Udinese per me è una famiglia: mi ha accolto, sostenuto e aiutato in tutto e per tutto. Nutro un grande senso di appartenenza e riconoscenza verso questa società. Nel calcio ci sono tante dinamiche contrattuali... c'è stata una piccola trattativa, ma per fortuna tutto si è chiuso nel verso giusto. Io cercato da club come il Milan? Quando fai una stagione positiva è normale che ci siano voci che ti accostano a grandi club, ma io volevo sentire prima l'Udinese. La loro intenzione era tenermi e ora spetta a me ripagare la fiducia in campo".

COMPAGNI - "Il più forte e il più simpatico? Ne abbiamo tantissimi di prospettiva molto giovani, ma anche altri di valore, come Solet, Davis... anche Ekkelenkamp e Okoye. Sceglierne uno solo sarebbe una mancanza di rispetto. I più simpatici? Senza dubbio Solet ma anche Okoye!".

MOURINHO - "Mourinho è "Special" in tutto: nella gestione, in campo, nella visione della partita. Ci sono tanti aneddoti che potrei raccontare... dirne uno? È legato alla finale di Conference: io ero in ballottaggio con un altro giocatore tutto il suo staff consigliava di non far giocare me ma lui. E Mourinho allora rispose: "No, domani Nicolò deve giocare perché fa gol". Altre volte veniva in spogliatoio e diceva: "domani partiamo forte li mettiamo in difficoltà e iniziamo 1-0" e il giorno dopo si partiva forte e partivamo 1-0. È un maestro. Fuori dal campo mi ha aiutato moltissimo. Tuttora ci sentiamo su WhatsApp, ogni tanto scrive lui, ogni tanto io. Che un allenatore che ha guidato campioni di livello mondiale trovi il tempo spontaneamente per chiedermi come sto, fa capire la grandezza dell'uomo prima ancora del tecnico".

ASTON VILLA - "La Premier League è l'NBA del calcio, e sinceramente era un mio sogno giocarci. Pensavo anche che il mio stile fosse perfetto per quel calcio. All'inizio giocavo spesso in una stagione che è stata incredibile e in cui abbiamo chiuso centrando la qualificazione alla Champions League. Davanti però c'era tantissima competizione, con campioni come Diaby, Watkins, Rogers, Bailey... Il livello era altissimo, poi diciamo che avevo bisogno di un adattamento in campo, nella vita... anche a livello culturale. E poi devo essere onesto, l'Italia mi mancava molto. Tuttavia credo di essermi tolto grandi soddisfazioni, come vincere 2-0 contro l'Arsenal da titolare. È un'esperienza che ha arricchito il mio bagaglio personale e sono contento di aver contribuito a portare in Champions un club così importante come l'Aston Villa"

STADI - "Ho giocato in stadi fantastici come Anfield, Old Trafford, San Siro, l'Olimpico... al Galatasaray c'è un tifo irreale, non riesci a sentire un compagno a un metro di distanza e devi parlargli nell'orecchio. Ogni partita ci sono 50/60.000 persone infuocate, sembra sempre come se fosse una finale di Champions League. Certo l'Olimpico... non sto neanche a dirlo, quando spinge ti fa partire già sull'1-0. Lo stadio che però mi è rimasto più dentro è il Bernabéu: giocare lì un Real Madrid-Roma, la mia prima partita ufficiale a quel livello, è qualcosa che non dimenticherò mai".

LEAO AL GALATASARAY - "Se ha fatto bene? Secondo me sì. Leao è un campione di livello mondiale, uno degli esterni più forti in circolazione. Il Galatasaray è una squadra di grande prestigio, fa la Champions League, e il calcio turco sta crescendo moltissimo portando campioni come Osimhen e Sané. Se ha avuto l'opportunità di giocare al Galatasaray, di giocare la Champions col Galatasaray, sicuramente ha fatto bene. Gli auguro il meglio e di continuare a divertirsi facendo vedere a tutti quanto è forte perché anche se non lo conosco direttamente, mi sta comunque simpatico a pelle".

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
I commenti sono momentaneamente disabilitati. Torna a trovarci più tardi per dire la tua.