Prende la parola Maurizio Sarri dopo la fine del mercato, verso il ritorno in campo contro la Fiorentina. Ecco le dichiarazioni dell'allenatore della Lazio: "Momento delicato? No, nelle ultime 12 abbiamo perso a Sassuolo e con l'Inter, la squadra è in crescita, non è un momento delicato".
MERCATO - "Il mercato è finito, stop, inutile parlarne e fare congetture. Qualsiasi tipo di discorso si può ritorcere contro la squadra, non c'è più niente da dire, dobbiamo fare meglio con questi giocatori. Io devo tenere la squadra fuori da tutto, dobbiamo e possiamo fare meglio, siamo questi".
PRANZO - "Si era detto da tempo, volevamo fare una grigliata, non si è potuto e abbiamo fatto il pranzo. La squadra come rapporti è in un buon momento".
JOVANE CABRAL - "Vediamo cosa può darci, voglio essere sincero e lo conosco pochissimo. C'è chi lo ha seguito in maniera superficiale nello staff. A livello di condizione ha qualcosa in meno dei nostri, è tornato a fine gennaio dopo 45 giorni di stop, gli può mancare qualcosa, è più esplosivo che resistente, ha qualche numero in accelerazione e l'ho provato da esterno".
VICE IMMOBILE - "Felipe può fare l'attaccante centrale, vedremo se anche Cabral".
MARUSIC - "C'era oggi, era con noi, ieri è stato fermo un giorno per un po' di tonsillite. Gli abbiamo dato un giorno di riposo con antibiotici".
LOTITO - "L'ho sentito 2 o 3 giorni fa senza problemi. Il rapporto è diretto, ci diciamo cosa pensiamo, non ci sono problemi".
PEDRO - "Talmente è brillante che appena torna sta bene. C'è solo un possibile problema di tenuta, o entra dopo o parte. A vederlo così la sensazione è sempre che stia bene, ha una brillantezza non ordinaria".
CONTRATTO - "Il mercato era aperto, non se ne è parlato".
ACERBI - "Lavora a parte, sotto il reparto medico. In qualche giorno tornerà con noi, ma fino a martedì o mercoledì che c'è il prossimo controllo non ho la certezza".
RADU - "Sta piuttosto bene, negli ultimi 2 o 3 mesi sta sempre meglio".
BASIC - "Aveva il viso bianco dopo quanto accaduto. Ieri stava bene, sul momento era normale fosse scosso. Come chiunque, aveva davanti una pistola".
KAMENOVIC - "Ha problemi burocratici, non è ancora con noi".
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