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sosfanta news Saelemaekers: “Il Milan per me è casa! I primi mesi mi chiedevo cosa ci facessi qui, ma Maldini e Pioli…”

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Saelemaekers: “Il Milan per me è casa! I primi mesi mi chiedevo cosa ci facessi qui, ma Maldini e Pioli…”

Saelemaekers: “Il Milan per me è casa! I primi mesi mi chiedevo cosa ci facessi qui, ma Maldini e Pioli…” - immagine 1
Alexis Saelemaekers racconta le proprie difficoltà nell’ambientamento in Italia e quanto ora invece sia affezionato al nostro Paese ed al Milan in particolare. Ecco le sue parole a Cronache di Spogliatoio. MILAN – “Milano è...
Daniele Najjar

Alexis Saelemaekers racconta le proprie difficoltà nell'ambientamento in Italia e quanto ora invece sia affezionato al nostro Paese ed al Milan in particolare. Ecco le sue parole a Cronache di Spogliatoio.

MILAN - "Milano è come casa, il Milan è come casa: sono molto orgoglioso di essere qua e fare parte di questo progetto".

PASSAGGIO DAL BELGIO ALL'ITALIA - "I primi due o tre mesi, dico la verità, mi chiedevo cosa ci facessi a Milano. All'Anderlecht il livello è molto alto ma non è paragonabile a quello della Serie A. In allenamento in Belgio, a volte, sbagliavamo passaggi o facevamo errori tecnici, andava bene lo stesso: qua mi sono reso conto che anche un passaggio sbagliato ti può costare la sconfitta e non è accettabile. Questo è stato molto molto difficile all'inizio, ero molto giovane e non capivo questo livello di esigenza del Milan. Però piano piano sono riuscito a capire quali sono le mie responsabilità in questo tipo di squadra e ti porti a quel livello. Poi quando sei più libero, le tue giocate e il tuo talento esce di più. Sono stato tanto grato in quel momento a Paolo Maldini e Stefano Pioli che mi hanno dato tanto tempo per crescere, visto che ero giovane e avevo bisogno di questo tempo. Poi passare da Bruxelles a Milano è anche molto diverso. Oggi, però, se dovessi tornare indietro sceglierei di trasferirmi a Milano 1000 volte ancora".


FIDUCIA - "La fiducia delle persone importanti in un club fa tutto. Quando hai gente come Stefano Pioli e Paolo Maldini che ti danno il tempo di cui hai bisogno per crescere, quello fa la differenza e quello mi ha fatto crescere facendomi diventare il giocatore che sono oggi. Al Bologna ho avuto la fortuna che Thiago Motta ha capito la situazione in cui ero: all'inizio sono venuto al Bologna con l'aspettativa di fare la differenza dall'inizio, poi ovviamente giochi con giocatori di alto livello e ti rendi conto che se non lavori facendo le cose al 100%, non riesci a fare le cose che vorresti. Lì ancora una volta, avere le parole giuste di un allenatore come Thiago Motta, che ha avuto un'esperienza enorme nel mondo del calcio e sa di cosa parla, mi ha dato la fiducia di mettermi tranquillo e costruire piano piano. Questo ha fatto la differenza nel mio percorso".