Tra i nuovi acquisti dell'Atalanta di questa estate c'è Joao Schmidt, centrocampista brasiliano che è arrivato dal San Paolo. La Gazzetta dello Sport lo presenta meglio, definendolo "gioiello": "Un centrocampista di 24 anni, 183 centimetri e 82 chili: nato nella megalopoli di San Paolo, è la nuova scommessa dell’Atalanta, nella stagione del ritorno in Europa. Regista basso, passato per tutte le nazionali giovanili brasiliane, ha già avuto un’esperienza europea, in Portogallo, che gli potrà essere molto utile in questa nuova sfida. Non è un personaggio mediatico, evita quando può le interviste, ma nonostante la timidezza davanti ai microfoni e ai taccuini sa esprimersi bene e ha un buon livello culturale.

Joao.Schmidt

In tanti scommettono sul successo di Schmidt, uno di quelli che crede di più nel nuovo colpo atalantino è Doriva. L’ex mediano della Sampdoria, attualmente tecnico dell’Atletico Goianiense (serie A brasiliana), lo ha allenato per un paio di mesi al San Paolo nel 2015. Poco tempo per incidere globalmente sulla squadra, ma sufficiente per conoscere a fondo questo giovane talento: "Credo che sfonderà in Italia. È uno che non tiene troppo il pallone sui piedi e ha velocità di pensiero, aspetto molto importante per un calcio complicato come quello italiano. Avrà bisogno di tempo per adattarsi, però quando ci riuscirà penso che andrà tutto bene. Con la sua buona visione di gioco e la velocità del piede mancino, può essere utile sia per i passaggi lunghi che per quelli corti. L’intelligenza di questo ragazzo è al di sopra della media e lui la porta sul campo".

Nelle giovanili del San Paolo fin dal 2005, João Schmidt esordì in prima squadra nel 2012 a 19 anni, nella Serie A brasiliana: in totale, 74 presenze e due gol, 22 partite in questo 2017. Al San Paolo entrava e usciva spesso dalla formazione titolare, ma secondo alcuni commentatori paulisti si meritava un posto fisso nella squadra che ora non sta certo entusiasmando: per la tradizione del club, questa è una stagione deludente. Lo stesso João, che si descrive così: "Sono un mediano mancino, in pochi hanno questa caratteristiche. Penso che sia buono anche il mio lancio lungo: mi alleno molto in questo fondamentale. Poi in Portogallo ho imparato ad arrivare più spesso in area e per tre volte ho segnato da fuori: a un mediano non basta più sapere marcare". Allora c'è da fidarsi".

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