A tutto Vincenzo Italiano. Dopo la salvezza con il suo Spezia, l’allenatore ha parlato in esclusiva a Il Secolo XIX: “Tre promozioni di fila e la salvezza, sicuramente il più difficile da conquistare è il risultato di sabato, perché maturato in una categoria difficilissima dove non ti viene perdonato nulla. E poi non dimentichiamoci che abbiamo dovuto allestire la squadra in poche settimane, giocato in trasferta quasi tutto il girone di andata e subito un passaggio societario che di fatto ha bloccato ogni operazione del mercato invernale. Mentre le altre società modellavano le rispettive squadre, secondo le loro esigenze, no restavamo a guardare”.
FUTURO - “Sono nella stessa situazione di un anno fa. Nulla è ancora deciso. Devo incontrare la nuova proprietà per scoprire i progetti. Non vedo l’ora di farlo. Chiederò a Platek di migliorare la squadra rispetto a quella attuale e quindi di avere un po’ di ambizione. Sono convinto che l’intenzione della nuova proprietà americana vada in questa direzione. Ho conosciuto la famiglia Platek e trasmette tanto entusiasmo”.
OUNAS E MESSIAS - “Sono due fenomeni che giocano in una squadra già retrocessa, a conferma di quanto sia difficile la Serie A. Comunque verso di loro provo alto gradimento”.
RIVOLUZIONE - “Se resterò allo Spezia la rivoluzione sarà inevitabile. Perché perderemo tanti calciatori in prestito e altri in scadenza di contratto. Ma quelli che resteranno saranno maturati molto. Quest’anno, per fortuna, avremo un bel po’ di tempo per riflettere sulle scelte di mercato”.
ATTEGGIAMENTO - “È la mia più grande soddisfazione. Durante il ritiro ho detto ai ragazzi che se ci fossimo difesi le avremmo buscate da tutti. Allora ho chiesto loro due cose: baricentro alto e più possesso palla. Oggi siamo la nona squadra per gol fatti e addirittura la sesta per la gestione del gioco”.
CONVINCERE I GIOCATORI - “La notte dopo la sconfitta per 4-1 contro il Sassuolo non riuscivo a prendere sonno. Poi quella contro il Milan per 3-0. Ho radunato i ragazzi e ho detto loro che se rinunciavano a giocare sarebbe finita male. Da lì è scattato qualcosa dentro e la gioia più grande sono state le vittorie, e con pieno merito, maturate contro quelle due squadre nel ritorno, a testimonianza della nostra crescita”.
SORPRESA - “Sarebbe ingiusto fare nomi perché sono migliorati tutti. I 4 portieri e i 30 calciatori di movimento sono stati tutti impiegati, e con buoni risultati, ma se devo spendere un nome dico Maggiore. In due anni è cresciuto tantissimo. È pronto per una big. Una grande soddisfazione per il club”.
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