"Ottima la prova di Agoumé, super quella di Dimarco, da ricordare quella di Matias Satriano". Così La Gazzetta dello Sport ha riassunto l'amichevole vinta dall'Inter ieri ai rigori col Lugano, focalizzandosi soprattutto su Federico Dimarco: "Ma tanti applausi li merita anche Agoumé, classe 2002, rientrato a Milano dal prestito allo Spezia con la convinzione di potersi giocare le sue carte. Inzaghi lo ha schierato da play davanti alla difesa e non è un’eresia pensare che – se dovesse restare – al momento sia proprio lui il vero vice Brozovic.
Ma il vero tesoro trovato a Lugano è Dimarco, il figliol prodigo tornato uomo ad Appiano dopo diciotto mesi al Verona. Juric ha restituito all’Inter un giocatore maturo, prezioso per la capacità di coprire – e bene – due ruoli. Non solo esterno tutta fascia, ma ora anche braccetto mancino dei tre difensori, con grande libertà di spingersi nella metà campo avversaria e creare superiorità numerica. E ogni suo calcio d’angolo è una potenziale palla gol, come dimostrano il momentaneo 1-2 di D’Ambrosio e il gol annullato a Skriniar al 90’ per fuorigioco. Sensazione? Dimarco sarà una delle sorprese della prossima Inter", si legge.
© RIPRODUZIONE RISERVATA