Sull’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport viene fatto il punto sulla Nazionale e sui possibili nomi per la panchina azzurra, con la corsa al nuovo ct che entra nel vivo: "C’è stato un momento o, meglio, una delle curve nella volata per la panchina azzurra dove la suggestione Pep Guardiola è diventata qualcosa di più: una telefonata, un contatto, una riflessione è ciò che è stato fatto dalla sede della Federcalcio, a Roma, senza, però, che si potesse andare oltre. Il motivo? Pep aveva deciso di staccare la spina dal suo mondo e quella decisione non è cambiata: dopo dieci anni a Manchester, casa City, e dopo una vita ad inseguire e realizzare calcio, il presente è scrivere qualcosa di diverso. «Mentalmente non mi manca nulla, non sento il desiderio di restare in panchina... ho cominciato ad allenare a trentasette anni, ora voglio provare a scoprire cosa c’è senza pallone, a essere felice facendo cose che non siano legate a ciò che ho sempre fatto... Amo il mio lavoro, ma arriva un momento in cui senti che ti devi prendere una pausa, forse un giorno mi sveglierò e mi dirò che devo tornare, devo sentire che mi manca, adesso non è così», racconta, tutto d’un fiato, Guardiola in un’intervista all’azienda legata al mercato delle criptovalute Okx. Niente Italia, dunque.
Niente missione impossibile da trasformare in un’operazione logica, ma, soprattutto, niente più panchina, schemi, idee, filosofia: niente almeno per un po’ mentre, tutto attorno, c’è chi già lo strattona per la maglietta indicandolo come salvatore della patria inglese dopo la grande illusione Mondiale.
Riflessioni Così accade che Pep volti pagina («Voglio stare più con i miei figli e con mio padre che, a 95 anni, è ancora qui con noi...») e che la corsa azzurra verso il ruolo da commissario tecnico per il prossimo quadriennio vada avanti. Come? Le carte in campo sono note: Paolo Maldini e Leonardo, gli uomini scelti per rimettere in piedi il sistema Italia, vedono in Andrea Pirlo il profilo più adatto perché il traguardo venga raggiunto.
Giovanni Malagò, numero uno della Figc, fa melina sul nome dell’architetto del Mondiale 2006. Nessuna preclusione da parte di Malagò, ma la perplessità che non sia questo il momento per le scommesse visto che Pirlo lo sarebbe, seppur la più nobile. E allora? Palla all’inizio della prossima settimana quando occorrerà tirare una linea: la fumata bianca è dietro l’angolo a quasi un mese dall’elezione di Malagò al vertice federale. Pirlo viaggia in primissima classe, ovvero in prima fila anche alla luce della svolta nel metodo per arrivare alla nomina del prossimo ct: un peso specifico, se non il peso specifico maggiore lo avranno proprio Maldini e Leonardo, direttore tecnico azzurro e presidente del Club Italia e il suo “consigliere”. Ma Malagò, allo stesso tempo, ha sempre voluto sottolineare la via della scelta condivisa come sintesi a cui lavorare: nei pensieri del nuovo numero uno della Figc rimane il nome di Roberto Mancini per ricoprire un ruolo, oggi, più delicato che in passato. Pirlo, Mancini e… Il fine settimana porterà consiglio, poi le conclusioni: sullo sfondo c’è ancora spazio per una possibile sorpresa, per un commissario tecnico che abbia le qualità e i requisiti indicati da Maldini e Leonardo, ma che cancelli i dubbi di opportunità dal campo di Malagò. Antonio Conte non è uscito dai radar, ma si è un bel po’ defilato: i club di Serie A sono rimasti fedeli a se stessi e continuano a considerare l’ex allenatore del Napoli il più adatto a una situazione non semplice perché in grado di trasmettere in poco, pochissimo tempo ciò che pensa e perché sul tema conoscenze ed esperienza internazionale non è secondo a nessuno. Ancora pochi giorni e la corsa azzurra per la panchina dell’Italia conoscerà il suo verdetto: Malagò, Maldini e Leonardo saranno collegati tra loro anche in queste ore. Guardiola, intanto, si è fatto da parte, non dall’azzurro, ma dal suo calcio. «Non sento il desiderio di restare in panchina... la decisione l’ho presa, oggi dalla mia vita cerco altro», le parole del tecnico catalano a Okx. Pirlo e Mancini aspettano, Conte anche: la nostra ripartenza, al netto di controrivoluzioni dell’ultima ora, potrebbe legarsi a uno dei tre. Palla alla prossima settimana", si legge.
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