CHAMPIONS - "È fondamentale. Lavorare e riuscire a centrare questo obiettivo è l'ossessione di tutto il gruppo. Dobbiamo avere questo obiettivo nella testa e raggiungerlo tutti insieme. È fondamentale che il Milan sia in Champions League, l'anno scorso è stato molto negativo, è giusto ricordarci quanto abbiamo sofferto qui a Milanello, non solo noi giocatori. Non dobbiamo mai dimenticare quello che abbiamo passato per riuscire ad avere ogni giorno la forza di fare meglio per raggiungere l'obiettivo".
ALLEGRI - "È un fuoriclasse, tutti lo pensiamo all'interno del gruppo. Ha una gestione dei momenti, belli o brutti, incredibile. Sa sempre che corde toccare, poi sta a noi che scendiamo in campo cercare di assimilare le sue richieste, ma è stata una figura importantissima quest'anno. Tutto il gruppo è contento, siamo molto felici con lui e con il suo staff. La sua permanenza è il desiderio di tutta la squadra, non lo penso solo io. Ora parlo a nome di tutto il gruppo: siamo tutti ultra felici del mister e speriamo che possa rimanere con noi per moltissimo tempo. Ora però la cosa più importante sono i risultati che determinano tutto. Dobbiamo seguirlo e fare tutto al 100%, poi tutto andrà per il verso giusto. Sicuramente sarebbe fondamentale dar seguito. È normale che quando si cambia c’è sempre un momento dove bisogna conoscersi, dove bisogna capire le abitudini, capire oltre al giocatore anche la persona. Sicuramente avere un periodo più lungo fa sì che si inizi con una conoscenza diversa, con un rapporto oltre che di campo anche di fiducia personale diverso. Secondo me sarebbe bello e importante. Il calcio, come dico sempre, dipende tanto dai risultati. Quindi onestamente è anche la partita di domenica, riuscire a fare un gran bel risultato e sicuramente tornare sulla nostra strada. Lui ha capacità e la lucidità di capire i momenti. Nei momenti negativi sa quando deve entrare duro e quando invece deve smorzare la situazione, cosa fare nei momenti di tensione… Ha la capacità di non far mai sentire la squadra in quel momento lì inferiore, fa sempre rendere tutti al massimo. La preparazione della partita mi ha onestamente sorpreso. L’avevo già detto, lui la maggior parte delle volte, quando prepara la partita, ci dice delle situazioni che poi effettivamente vanno a ricrearsi durante la gara perfettamente come ce le ha dette. Di conseguenza ci sono molte situazioni dove, anche col modo di lavorare, ti sorprende sempre di più”.
FISCHI - Dal pubblico abbiamo avuto sempre grande sostegno, ci sono state serate bellissime sia in casa che in trasferta. È chiaro che quando perdi una partita come quella di domenica scorsa è anche normale che ci fischino. Sono d'accordo con Rabiot quando dice che chiunque fosse stato sostituito avrebbe ricevuto quel trattamento, non erano indirizzati solo a Rafa. Non è qualcosa di individuale, ma quando subiamo dei fischi è una cosa di squadra. Noi dobbiamo cercare di portare sempre i tifosi dalla nostra parte. Quest'anno abbiamo sempre visto il loro sostegno, siamo la squadra con maggior numero di tifosi durante le partite, non possiamo fare altro che ringraziarli, cercare di mettere sempre il cuore in campo per renderli orgogliosi".
MODRIC - "Mi porto dietro la sua grandezza. È un giocatore incredibile e una persona eccezionale, ha la grandezza del campione in ogni comportamento e atteggiamento, nella dedizione che ci mette negli allenamenti e nelle partite, nella voglia di migliorarsi che ha, nel non accettare di fare un errore, lui che già sbaglia pochissimo e che ha vinto tutto. Ha una passione incredibile. Mi auguro con tutto il cuore che possa rimanere con noi perché è un giocatore fantastico e una persona ancora migliore. Siamo contentissimi, il Milan mi ha dato la possibilità di giocare con un campione così, una cosa che in pochi hanno avuto la fortuna di avere in carriera: io posso dire di avere giocato con un fenomeno eccezionale".
CRITICHE - "A me non è che tocchino più di tanto, bisogna sempre dar peso a chi dice determinate cose. E di conseguenza noi, che lavoriamo con lui ogni giorno, riusciamo a capire quelli che sono i suoi pregi ed il perché ha avuto la carriera che ha avuto. Perché non è mai un caso se un allenatore vince quello che ha vinto, o uno staff raggiunge determinati obiettivi. Noi ce lo godiamo, abbiamo la fortuna di averli con noi e di conseguenza non ci tocca più di tanto quello che si dice fuori. Noi siamo orgogliosi di averlo con noi e siamo felici, poi abbiamo la lucidità di capire chi dice determinate cose e perché, anche”.
DIFESA - “Penso che sicuramente il motivo un po’ sia quello, ma mi attacco anche al discorso di Adrien. Nel senso che ho letto quello che aveva detto, è qualcosa di vero. Quando giochiamo siamo uniti, cattivi, sempre tutti a sputare sangue fino all’ultimo secondo e senza queste cose diventa tutto molto più difficile, a prescindere poi da quello che può essere il modulo. Conta quello che abbiamo dentro, quello che mettiamo nel campo: quando arriviamo in partita fa la differenza. L’unica cosa che dobbiamo fare domenica è questa”.
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