Davide Vagnati dice tutto sul Torino. Il direttore tecnico granata ha parlato in esclusiva alla Gazzetta dello Sport a 3 anni dal suo arrivo nel club: “I numeri della crescita sono importanti. Sia se guardiamo le classifiche degli ultimi campionati, sia se riflettiamo sul potenziamento delle aree della società, elemento chiave per un club che vuole avere futuro e gode di buona salute come il nostro”.
TRASFORMAZIONI NEL TRIENNIO - “L’aspetto più importante riguarda il parco giocatori. Quando sono arrivato, nel mezzo del campionato 2019-2020, avevamo una rosa che, pur avendo raggiunto una qualificazione europea, era alla fine di un ciclo e bisognava cambiare. In poche sessioni di mercato, nonostante il Covid, siamo riusciti a rivoluzionarla. I pochi rimasti, come Milinkovic e Buongiorno, sono diventati due giocatori importanti per il Toro. È stato un lavoro enorme, non semplice ma fondamentale: sono stati tanti cambiamenti sulla squadra e nel club”.
GINEITIS - “È il classico esempio del lavoro di squadra: quando io e Ludergnani eravamo alla Spal avevamo parlato di questo ragazzo sul quale Ludergnani credeva molto. Quando abbiamo preso Seck abbiamo investito altri soldi per prendere lui e Dell’Aquila”.
SCHUURS - “Di Perr siamo tutti felici. Quando sono stato a pranzo con lui e la famiglia ad Amsterdam ho capito che sarebbe stato perfetto per il Toro. Perché ha una mentalità e una cultura del lavoro eccezionali. È giusto ricordare che Schuurs è stato un investimento di un certo tipo: il nostro presidente ha garantito la forza economica per chiudere questa operazione”.
CERCARE ALTRI ILIC - "Sì, ma senza fare l’errore di mettere solo giovani. Abbiamo costruito uno zoccolo duro che è un valore, penso a Rodriguez, Linetty, Vlasic, Sanabria e agli altri. Ti permette di inserire giovani e di offrire loro esempi validi”.
MILINKOVIC - “Rinnova? Sì, siamo in dirittura d’arrivo. Sempre difeso? Il mio ruolo è prendersi responsabilità. Ho creduto sulle sue qualità, perché ho visto in lui un potenziale sul piano della leadership che oggi ricopre. Il resto lo hanno fatto il mister e il preparatore dei portieri Di Sarno. Vanja può ancora crescere: ha 26 anni, per un portiere è giovane”.
BUONGIORNO - “Capitan futuro? Ale è già un capitano. Ha valori importanti, si è guadagnato tutto quello che sta avendo: inizia a lavorare due ore prima dell’allenamento, finisce un’ora dopo”.
FUTURO JURIC - “Affrontare un argomento di questo tipo, in questo momento, è importante perché tutti dobbiamo programmare il nostro futuro. D’altra parte, noto tanto allarmismo eccessivo, perché il mister ha un altro anno di contratto. Siamo tranquilli: importante sarà finire bene questi due mesi, come dice sempre il mister, parallelamente sarà altrettanto importante programmare bene il futuro. Come ha detto il presidente Cairo, il futuro dovrà essere insieme a mister Juric”.
SORPRESA - “Sono contento della crescita del gruppo, di tutti. Sono felice dell’inserimento di Gravillon, perché è stato un acquisto fatto l’ultimo giorno di gennaio appena era emerso l’infortunio di Zima. Grazie al lavoro dello scout, eravamo pronti a sostituire un titolare. La professionalità del segretario, Andrea Bernardelli, ci ha consentito di poterlo schierare subito e Gravillon ha dimostrato di avere le caratteristiche da Toro”.
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