RINNOVO INSIGNE E MERCATO

RINNOVO INSIGNE - "Non ci siamo proprio visti, perché è finito il campionato poi è partito per il ritiro con la Nazionale. Non volevamo scasinare la situazione anzitempo, ci siamo detti: finito l'Europeo, ci si incontra e ci si siede. Ci si parla e sarà quel che sarà. Mertens l'ho rinnovato 2 anni fa, ha un altro anno, l'uno non è relazionabile all'altro, hanno anche ruoli diversi. Da un confronto che avrò con Spalletti, da dopo domani, verrà fuori tutto ciò che si può fare o meno sulla carta, poi vedremo in realtà la realizzazione".

INSIGNE O MERTENS - "Per chi tiferò in Belgio-Italia? Ovvio, tiferò per Insigne perché è italiano".

MERCATO - "Parto dalla finale, forse non basterà vendere un giocatore. Ma soprattutto dovrai vendere quei giocatori che hanno aumentato a dismisura, attraverso la loro parte salariale, quello che il Napoli non può pagare. Purtroppo, il Covid ci ha giocato un brutto scherzo: avere fiducia nelle autorità, da bravi cittadini. Ne abbiamo pagato le conseguenze. Prima di Draghi, anche in Europa, tutti sono andati a casaccio. Credevamo sarebbe potuta finire prima. Presi dall'entusiasmo, anche io sono un entusiasta, qual è l'errore? Farsi prendere dall'entusiasmo: io magari due acquisti non li avrei dovuti fare, o alcuni spostamenti non li avrei dovuti fare. Avrei dovuto dire: Aurè, calma e sangue freddo. C'è il Covid e non significa nulla questo campionato. Congeliamo tutto e sopravviviamo. Quello avrei dovuto fare. Invece, da ottimista e ultraottimista quale sono, ho investito troppi soldi. E mentre investivo, dall'altra parte mi telefonavano e mi dicevano: hai un contratto per ancora 5 anni ma non lo possiamo rispettare. In quel momento, che fai: fai un gran respiro, non ti incazzi, soffri e vai avanti. Però, commettendo un errore di valutazione. Immagino che gli altri la pensino come me. Ma non la penseranno mai come me. Una cosa che avrei voluto fare e non ho fatto?".

NESSUNO INCEDIBILE - "Non voglio fare dietrologia, è chiaro che però son tutti ragazzi giovani. E' come se fossero dei miei nipoti, in una cena in quel di Dimaro, è chiaro che è una conversazione che intratterrò guardandoli negli occhi cercando di avere delle risposte che forse non arriveranno mai, nel senso che vorreste voi. Per quanto riguarda il problema dei giocatori, bisogna stabilire prima di tutto con l'allenatore che cosa sostituire e cosa non sostituire. Soltanto quando sapremo e avremo definito dove andare a operare, poi bisogna vedere se il mercato ti permetterà di operare in uscita e poter in relazione alle uscite, operare in entrata. Sapete quando vedo Spalletti? Venerdì, alle ore 12.30 a Castel Volturno. Quindi, lui ha un contratto con noi dal 1 luglio. Il giorno dopo, ci vediamo e parliamo. Il mercato comincia domani. Quest'anno probabilmente non arriveranno proposte indecenti, auguriamocelo. Magari ci fossero. Nessuno è incedibile per delle proposte appropriate. Ho bisogno di far quadrare i conti e tornare in Champions League".

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