Jonathan David, attaccante della Juve, ha concesso un'intervista ai microfoni di Repubblica. Ecco le sue parole.

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Jonathan David, attaccante della Juve, ha concesso un'intervista ai microfoni di Repubblica. Ecco le sue parole: "Non sono pentito della scelta che ho fatto e la rifarei. Il tempo metterà a posto le cose".

SERIE A - "Torino somiglia a Lille e comunque sono uno che esce poco, quindi qualunque posto per me è uguale. Alla Juve mi sto ambientando: il vostro calcio è molto diverso da quello francese. È come cambiare scuola, devi imparare a conoscere i compagni nuovi. Anche a Lille all'inizio faticai: segnai tre gol nei primi sei mesi, più o meno come qui. Ma a fine stagione diventarono 13 e dall'anno dopo ne feci sempre più di 20. In Serie A ci sono pochi spazi e quasi tutti giocano uomo contro uomo, in Francia lo fa soltanto il Lens e lo faceva il Marsiglia di Tudor. In Ligue 1 le partite sono un continuo attaccare e contrattaccare, qui una squadra prende il controllo e lo tiene per cinque minuti, poi succede lo stesso con l'altra. E tutti si difendono in undici".

Juventus FC v US Cremonese - Serie A

SOTTO LE ASPETTATIVE - "Se ne sono cosciente? Lo sono. Io sono paziente, ma so che la Juve non può esserlo perché i risultati non possono aspettare. Sto cercando di accelerare i tempi. Se ho perso la fiducia? Quella in me stesso no, anche grazie all'esperienza simile a Lille. E nemmeno quella di club, allenatore e compagni".

TIFOSI - "Mi fischiano? Sono abituati a grandi Juve, a grandi campioni, è normale che si aspettino sempre il massimo. Da parte mia cerco di non farmi toccare, di astrarmi. Ne abbiamo parlato nello spogliatoio perché era successo ad altri prima di me: ci siamo detti di non farci troppo caso, rimanere concentrati e sostenerci tra di noi".

RIGORE COL LECCE - "Quel rigore me lo sono messo subito alle spalle: non ero dispiaciuto per me ma perché è costato la vittoria. Con il Sassuolo c'è stata quella festa collettiva per il mio gol: è stata istintiva ma non mi ha sorpreso, perché prima della partita Spalletti aveva detto parole forti che avevano unito il gruppo.
Ho apprezzato molto quel momento".

TRATTATO COL NAPOLI - "È vero, ma ho scelto la Juventus: qui c'è un progetto interessante per il futuro. Ora il Napoli lo sfideremo sul campo: è una partita fondamentale. Quando mancheranno cinque giornate alla fine capiremo dove potremo arrivare".

SPALLETTI - "Mi vuole più feroce? A me personalmente non lo ha detto, però mi fa vedere i video con le cose che sbaglio e mi spiega come fare meglio".

EN-NESYRI - "Non sono venuto qui per essere intoccabile. La continuità aiuta molto, ma il posto bisogna guadagnarselo con le prestazioni. Non avrei problemi a giocare con un'altra punta, la cosa più importante è conoscersi: è questo il processo che devo ancora completare. Bisogna arrivare al punto in cui sai sempre dove ti arriverà il pallone senza bisogno di pensare e il tuo compagno sa dove servirti senza guardare. Spalletti lavora molto su questo tipo di connessioni, che per diventare perfette hanno bisogno di più di un anno insieme".

ZHEGROVA - "A Lille avevo questa intesa con Zhegrova, che qui non ha ancora mostrato quello che può fare. Ha avuto tanti problemi fisici: a volte riesce ad allenarsi al meglio e altre no".

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