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sosfanta squadra lazio Sarri: “Derby? Se è domenica non vengo, non presenterei la squadra! E rispondo così sul mio futuro”

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Sarri: “Derby? Se è domenica non vengo, non presenterei la squadra! E rispondo così sul mio futuro”

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La Lazio perde 2-0 in finale di Coppa Italia contro l'Inter: di seguito le parole di Maurizio Sarri a Mediaset e in conferenza.
Alessandro Cosattini

La Lazio perde 2-0 in finale di Coppa Italia contro l'Inter: di seguito le parole di Maurizio Sarri a Mediaset e in conferenza. Queste le dichiarazioni, riportate da lalaziosiamonoi.it. "Avevamo preparato la partita abbassando il livello della pressione del primo tempo perché nella ripresa perdono qualcosa di aggressività. Primo tempo molto ordinato, ma abbiamo fatto tutto da soli: la partita è diventata difficile, un paio di palle gol per riaprirla ma non ci siamo riusciti. La partita poteva prendere una piega diversa, pur sapendo che tecnicamente loro sono più forti".

FUTURO - "Del mio futuro stasera me ne importa zero, è in discussione da entrambe le parti. Mi dispiace per i ragazzi, ho visto un'stato d'animo difficile. Mi dispiace per il pubblico, stasera è stato numeroso. Grande percorso, ma stasera con un po' di complicità nostra loro l'hanno vinto meritatamente".


ROVELLA - "Se poteva partire dall'inizio? Pensando a una partita lunga no, Rovella è stato fermo quasi tutto l'anno. Speravo nei 120 minuti, poi Patric a fine primo tempo aveva anche un indurimento al polpaccio".

PRESTAZIONE - "La squadra non è stata remissiva, abbiamo scelto di non prenderli alti. Se subisci una palla su corner e consegni una palla all'avversario, quello ha poco di tattico. Secondo tempo più a viso aperto".

DERBY - "La sensazione è che io domenica alle 12.30 non vengo, giocano loro. Lunedì vengo. La Lega ha fatto il casino e ora devono rimediare a questo casino. Errori clamorosi della lega, il Prefetto è stato chiaro, speriamo sia lunedì la data. Io se fossi presidente, non presenterei la squadra domenica. Prendiamo un punto di penalizzazione e chiuso. Non è che sono arrabbiato, sono logico. Una serie di errori clamorosi, nessuno ha preso un microfono per scusarsi. Io faccio 3 o 4 errori al giorno, mica all’anno. Si vuole far passare per normale una gara alle 12.30 a fine maggio, si giocano 70/80 milioni. Non è calcio questo, è qualcosa di diverso".

FOTOCOPIA DI SABATO? - “Fotocopia di sabato, no. La differenza lì era stata più netta. Il fatto di non averli presi alti è stata una scelta, l’avevamo fatto in campionato e ci avevano infilato con il portiere. Volevamo fare un primo tempo più contenuto abbassando il baricentro. Avevamo visto che iniziavano in maniera molto aggressiva, volevamo rialzare il baricentro nel secondo tempo. Abbiamo fatto due regali ed è saltato tutto. Siamo stati più alti nella seconda parte di gara, abbiamo avuto due-tre palle per riaprire la situazione e le abbiamo sbagliate. C’è da dire che abbiamo giocato contro una squadra nettamente più forte di noi”.

LE MIE PAROLE AL QUIRINALE - “Cerco di coinvolgermi negli ambienti in cui vivo, in alcuni mi sono affezionato tantissimo e mi sono sentito in una parte integrante. E qui rientra la Lazio, è normale sentirmi laziale per me. Da altre parti non ci sono riuscito, in alcuni posti sì. Mi sentivo uno di loro”.

NIENTE EUROPA - “Siamo in una fase in cui sarebbe importante fare bene in Itala. Non possiamo fare voli pindarici di fantasia. La nostra situazione è abbastanza palese, dobbiamo tornare a un alto livello in campionato”.

ANCORA SUL FUTURO - “Il gruppo ha qualità mentali. È palesemente che va rinfrescato con un po’ di qualità tecnica, qualcosa manca. Per essere competitivi con 5-6 squadre manca roba”.

CHE CORDE TOCCARE - “Il nostro obiettivo che ci siamo dati era di fare 30 punti. Siamo a 26, bisogna fare due risultati positivi. Poi ora non è facile vedere come sta la squadra, sono distrutti. Vediamo in due giorni se cambiano mentalità. Perdere una finale fa male, vediamo l'aspetto positivo per il percorso che abbiamo fatto. Abbiamo perso con l’Inter che è la più forte in Italia e che ha fatto due finali di Champions: ci può stare, bisogna accettarlo. Adesso facciamo capire subito ai nuovi cosa sia il derby”.

SENZA OBIETTIVI - “La squadra non è quella di inizio stagione. Qualche ripercussione c’è sicuramente, è tanto che in campionato giochiamo senza obiettivi di classifica. Il percorso non è stato semplice, ma i ragazzi mi sembrano diversi in meglio da inizio stagione. Non sarà facile tenere tutti in tiro fino a fine campionato, ma lo dobbiamo fare”.