CHIVU - "Sono consapevole di avere un cognome importante, soprattutto quando ero nelle giovanili dell'Inter non era facile con quel cognome. Il mio ex allenatore Cristian Chivu però mi diceva: "Nel calcio nessuno ti guarda la carta d'identità". Il mio rapporto con lui è speciale, ha giocato tanti anni con mio papà. Per me l'Inter è speciale e parlarne è anche difficile e penso che ogni interista che mi sente dire questo capisce che parlare dell'Inter non è semplice o ce l'hai dentro o non ce l'hai. Non servono tante parole per l'Inter: è un amore unico ed è una cosa che non potrò mai nascondere. Mi fa piacere sapere che l'Inter mi segue e mi guarda perché sono nato a Milano ed essendo interista e tifoso mi fa piacere sapere che c'è l'Inter dietro. Ma sono un calciatore del Brugge ed ho tutto il rispetto e l'amore per questo club, il mister e i miei compagni di squadra e la mia testa ora come ora è qui in Belgio. In futuro poi come dico sempre lo sa solo Dio".
INTER - "Un sogno che è ancora nel cassetto che magari un giorno, non si sa quando si avvererà. Ma il mio sogno attuale è restare qui due stagioni e fare molto bene. Il mio futuro spero comunque di viverlo da protagonista".
Il classe 2005 è passato al Club Brugge nell'estate scorsa per circa 10 milioni. Un’operazione, quindi, a titolo definitivo, ma formulata in modo da tenerlo in orbita Inter; i nerazzurri, infatti, hanno un diritto di recompra fissato a 23 milioni per l’estate 2026, che sale a 25 più percentuale sulla rivendita nel 2027. Ma, come raccontato da Matteo Barzaghi a Sky Sport, il club lo osserva con interesse e sta pensando di riportarlo a casa già la prossima estate, esercitando appunto la recompra in caso continuasse con questo tipo di rendimento.
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