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sosfanta squadra inter Sky – Retroscena e aneddoti su Chivu: ecco cosa pensa del fantacalcio, sulla formazione ai giornalisti…

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Sky – Retroscena e aneddoti su Chivu: ecco cosa pensa del fantacalcio, sulla formazione ai giornalisti…

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È Cristian Chivu, per molti, l'artefice principale dello Scudetto vinto dall'Inter in questa stagione. Sono tanti gli aneddoti sull'allenatore nerazzurro raccontati da Sky Sport.
Marco Astori

È Cristian Chivu, per molti, l'artefice principale dello Scudetto vinto dall'Inter in questa stagione. Sono tanti gli aneddoti sull'allenatore nerazzurro raccontati da Sky Sport, con un piccolo accenno anche al fantacalcio.

LAUTARO E CALHANOGLU - "'Adesso vi trovate e ne parlate. Dovete risolvere'. Inizia così il capolavoro di Cristian Chivu. Alla base del suo primo scudetto da allenatore, il 21° per l’Inter, c’è tutto il tocco dell’ex difensore del Triplete, ora campione anche da allenatore. Chivu ha fatto la differenza in campo e anche fuori con il suo carisma, il suo tocco nei rapporti umani, la sua gestione dello spogliatoio. E così dopo le frizioni al Mondiale per Club tra Calhanoglu e Lautaro, Chivu ha lasciato passare qualche giorno e poi è intervenuto: “Trovatevi e risolvete, siete due giocatori fondamentali, ho bisogno di entrambi”, disse ai suoi due fuoriclasse. Detto, fatto. I due si riunirono a casa di Lautaro, si abbracciarono, fecero pace e videochiamarono il loro allenatore: “Mister guardaci, abbiamo risolto, mettiamo anche una foto sui social!”. Chivu, che i social non li frequenta, rispose che quello non era affar suo, per lui contava solo l’armistizio per il bene dell’Inter. Risolto quel problema nello spogliatoio è tornata la serenità. Chivu non lo sapeva ma in quel momento aveva già vinto una battaglia fondamentale per l’impresa scudetto. Questo è un retroscena imprescindibile della stagione interista ma non l’unico, ce ne sono altri che hanno contraddistinto il lavoro dell’ex difensore".


FILOSOFIA - "La bravura di Chivu risiede tutta nella frase che pronuncia ai calciatori al suo arrivo: “il passato non si può cambiare, il futuro però sì, possiamo scriverlo da zero”. Con questo semplice concetto, rinforzato quotidianamente da colloqui individuali, riesce a smuovere qualcosa nell’orgoglio dei vari Lautaro, Calhanoglu, Barella e così via. Cristian capisce immediatamente, da campione che ha vinto tutto, le difficoltà che i ragazzi avevano vissuto nel finale di stagione precedente e subito tende loro la mano. Sa bene cosa hanno provato i giocatori, reduci da una stagione bella ma infruttuosa e devastante dal punto di vista fisico e mentale, e quindi comincia con le sue tecniche da Sigmund Freud-Chivu".

FIDUCIA - "Le sue armi principali. Restituisce stima a giocatori che sembravano spenti: Dimarco, Thuram e Barella. Cerca sempre di comprendere i problemi di ognuno. Qualche esempio? Dimarco soffriva per le sostituzioni sistematiche al 60’ di ogni sfida: “Dimash giochi 90 minuti domenica”. Durante Inter-Cagliari, Federico stoppa una palla magistrale ma il suo cross non trova l’attaccante. Il laterale sbuffa, Chivu lo chiama dalla panchina: “Mamma mia che stop hai fatto, tanta roba”. Dimarco sorride. Palla successiva, stop e cross perfetto, gol dell’Inter e abbraccio generale. Altro esempio: Barella soffre a metà stagione per un calo sia fisico che mentale. Ma lui non lo toglie anche quando sarebbe giusto farlo. Insiste e centra l’obiettivo. Barella viene riproposto sempre anche quando sbaglia e alla fine torna al 100% della forma nel momento decisivo. Più semplice gestire Lautaro, il capitano che guida il gruppo. Ma in quei pochi momenti in cui rallenta, Chivu gli dice soltanto una cosa: “Lauti sorridi di più!”. Quando invece è Thuram che non riesce a segnare con continuità e i media gli chiedono un commento, lui lo elogia pubblicamente. Tutto sempre senza mai mettere in discussione i suoi giocatori. Lui per loro darebbe tutto. Una delle prime novità tattiche di Chivu è stata aumentare il minutaggio di Federico Dimarco, il risultato è stato il record all time di assist per una singola stagione di Serie A

Una delle prime novità tattiche di Chivu è stata aumentare il minutaggio di Federico Dimarco, il risultato è stato il record all time di assist per una singola stagione di Serie A".

BASTONI - "Alla vigilia di Inter-Juve Chivu in conferenza stampa parla, o meglio non parla come sempre accade, degli arbitri: “Comincerò a farlo quando vedrò qualcuno che ammette un errore arbitrale a suo favore”. Sia ben inteso, non dice io sarò il primo a denunciare un favore arbitrale. Caso vuole che il giorno dopo l’arbitro espella senza ragioni Kalulu con simulazione ed esultanza di Bastoni. Tutti a quel punto aspettano l’ammissione pubblica di Chivu che però non arriva. Cristian non lo ammetterà mai ma in tanti pensiamo che in cuor suo avrebbe voluto farlo, ma poi abbia prevalso la sua filosofia: tutto per i suoi calciatori. Decide quindi di immolarsi mediaticamente per difendere Bastoni. Come a urlare: della mia immagine e del mio ego non mi interessa nulla, se devo sacrificarmi io per uno dei miei lo faccio senza pensarci un attimo. Magari non sarà eticamente il ragionamento migliore in assoluto ma ha un senso e una coerenza. Se poi dopo Bastoni dà la disponibilità a giocare anche infortunato, il motivo è intuibile".

COI GIORNALISTI - "Un’altra caratteristica di Cristian Chivu riguarda l’attenzione verso il prossimo. Non ama fare interviste o conferenze stampa ma si adegua e cerca di farle a modo suo. Prima di ogni conferenza entra in sala stampa con 15 minuti di anticipo. Saluta uno per uno tutti i giornalisti presenti con stretta di mano e un “Come va?” che significa: “Ti vedo! Siamo professionisti, ognuno deve fare il suo lavoro, ma siamo prima di tutto persone umane”. Poi comincia una chiacchierata informale di alcuni minuti. Una volta si parla di formazione che Chivu non dice mai, un’altra volta di fantacalcio che non conosce né apprezza ma comunque lo incuriosisce, un’altra ancora di tempo libero. Quest’ultimo argomento ruota spesso intorno allo sci, passione gigante di Chivu. Tanto che a Capodanno, tra un allenamento e l’altro, senza la famiglia che era in vacanza al caldo, Cristian decide di fare la pazzia: si alza alle 5 del primo dell’anno, prende la macchina da solo e parte per St. Moritz. Autostrada vuota, in poco tempo si trova sulle piste da sci. Qualche discesa e si accorge che fa un freddo terribile con temperatura ampiamente sotto lo zero. Un paio di piste e poi via di ritorno verso casa dove arriva sereno per pranzo. Ve lo immaginate Chivu all’alba del 1° gennaio che carica da solo gli sci in macchina e parte?".

IL VIZIO - "Cristian Chivu ha tanti pregi ma anche qualche difetto ovviamente (oltre a non dare la formazione ai giornalisti). Tra questi un vizio a cui proprio non sa rinunciare: le sigarette. Sapete perché spesso arriva tardi alle interviste? Perchè deve scaricare il nervoso dei 90 minuti con qualche sigaretta. Scioglie così la tensione e poi è pronto per affrontare la stampa. Oppure sapete dove va quando scende dal pullman a Malpensa prima di entrare in aeroporto? Si apparta in un angolino e si fuma la sua sigaretta. Chiedetegli tutto ma non di rinunciare al suo vizio".

LE IDEE E L'ERRORE - "Sul campo ha sempre tante idee che poi risultano spesso decisive in partita. La verticalità, la linea difensiva alta, l’intensità e il coraggio. La posizione di Lautaro sulla trequarti, gli esterni con la catena sinistra irresistibile, più tanti accorgimenti diversi in ogni partita. In più si aggiunge il lavoro dello staff sui calci piazzati determinanti in tanti partite. La bravura di Chivu però è stata anche quella di capire le difficoltà della squadra nella mutazione versa la sua idea di calcio e non essere categorico nel volersi imporre. Un po’ si è avvicinato lui alle esigenze dei giocatori, un po’ i giocatori si sono avvicinati alle sue idee. Il mix si è rivelato devastante. Inevitabilmente anche Chivu nel suo fantastico lavoro ha commesso degli errori, uno su tutti: aver schierato Lautaro nel gelo di Bodo. Facile dirlo col senno di poi, ma su quel campo Cristian avrebbe dovuto risparmiare il suo capitano e invece ha scelto di lasciare fuori altri ed è andato incontro all’infortunio del Toro che ha complicato tutto in Champions e nel mese successivo. Che poi va detto, tenere fuori Lautaro è sempre una fatica incredibile per la voglia che ha di giocare. L'unico errore della stagione di Cristian Chivu è stato nella gestione di Lautaro durante la trasferta contro il Bodo/Glimt, che ha provocato un infortunio all'argentino e compromesso il cammino europeo dei nerazzurri L'unico errore della stagione di Cristian Chivu è stato nella gestione di Lautaro durante la trasferta contro il Bodo/Glimt, che ha provocato un infortunio all'argentino e compromesso il cammino europeo dei nerazzurri".

RIPOSI - "Da questo punto di vista Chivu ha rivoluzionato un mondo che sembrava ermetico, fermo nella sua routine e chiuso alle novità. Prima cosa: ritiri annullati nelle gare serali casalinghe. Secondo: quando ha visto stanchezza è intervenuto prontamente senza il timore di sbagliare. Ha dato perfino un giorno libero alla vigilia di una partita o più giorni liberi attaccati in settimane molto calde. Ha dato giorni di vacanza a chi vedeva stanco. Addio regole ferree e preconcetti. Chivu decide tutto in base al momento e non ha paura di rivoluzionare tutte le regole non scritte della vita di un club. Riassumendo, Chivu ha lavorato, motivato, rialzato, cucito, aiutato, consolato, spronato. Ha vinto con merito al primo anno all’Inter. Lo scudetto è frutto del suo carattere e della presa che ha avuto su tutto l’ambiente."

MOURINHO - "Qualcuno lo ha paragonato a Mourinho. Lui negherà, perché quando giocava non ha mai sentito le conferenze o le interviste dei suoi allenatori. Solo una volta fece un’eccezione: era un giocatore dell’Inter e il suo allenatore entrò nello spogliatoio per anticipare quello che avrebbe detto ai giornalisti. Era Mourinho che stava per coniare la famosa frase per ironizzare sul dirigente del Catania: "Lo Monaco? Io conosco il monaco del Tibet, il Monaco di Montecarlo, il Bayern Monaco, il Gran Premio di Monaco... Se qualcuno vuole essere conosciuto parlando di me deve pagarmi tanto". Da Mourinho a Chivu, da “io non sono un pirla” a “io non sono fesso”. Stili diversi, persone differenti ma carisma enorme e destino simile. Chivu è il quinto allenatore nella storia dell’Inter a vincere lo scudetto al primo anno in panchina. Chi prima di lui? Árpád Weisz nel 1929/30, Alfredo Foni nel 1952/53, Giovanni Invernizzi nel 1970/71 (che prese la squadra a novembre) e José Mourinho nel 2008/09. Il portoghese è anche l’ultimo che ha conquistato un double, Scudetto e Coppa Italia. 16 anni dopo l’Inter ci spera di nuovo. E Chivu è il nuovo condottiero psicologo con le ciabatte intelligenti o gli scarponi ai piedi con gli sci proiettati verso un sogno che solo pochi mesi fa sembrava impossibile".