THURAM - “Io penso perché siamo molto diversi come personalità, e quindi questa cosa ci fa andare tanto d'accordo. Poi sicuramente anche perché lui è una persona molto felice, che scherza tanto, e nei momenti di tensione e di adrenalina pura secondo me lui riesce a equilibrare queste cose. E per un gruppo questo è molto importante. Poi non parliamo del giocatore perché questo è sotto gli occhi di tutti. Ma quello che vediamo tutti i giorni, la forza del gruppo come ho detto prima, è la cosa che fa chiudere il cerchio per arrivare ai traguardi. Poi in campo cerchiamo sempre di dare il massimo: ognuno ha le sue caratteristiche e quindi cerchiamo di dividere il lavoro. Parliamo sempre, parliamo spesso anche per messaggio, anche se mi calcola poco… Ma io lo ringrazio. Dal giorno in cui è arrivato parla la lingua che io capisco e che io parlo, e anche questa cosa mi ha aiutato tanto. Poi lui si comporta così con tutti, e io lo ringrazio di questa cosa anche perché mi libera un po' di tutto quello che diceva lui prima: l'adrenalina, l’essere sempre serio, anche se non lo faccio per dare l'esempio, ma perché sono fatto così. Quindi lo ringrazio anche perché a volte mi tiene i ragazzi belli contenti”
SCUDETTO - "Se lo scudetto chiude la ferita di Monaco? Io penso di sì, anche perché dico sempre che le sconfitte fanno parte di una carriera e a volte una sconfitta ti lascia anche più delle vittorie. Penso che quest’anno siamo cresciuti in tanti aspetti come squadra, come gruppo, con un mister che ci ha aiutato tanto. Secondo me questa cosa chiude praticamente tutto quello che abbiamo sofferto l'anno scorso”.
TENSIONI IN ESTATE - "Siiamo uomini, perché siamo dentro uno spogliatoio da tanto tempo. Perché siamo persone adulte che si parlano. Tutte quelle cose che io ho detto in quel momento, sentivo di dirle. Ma quello oggi è il passato, oggi ho un rapporto con Hakan, con tutti i giocatori della squadra, 100 punti. Anche per questo dico che il gruppo è la cosa più importante di tutto. È importante perché aiuta tanto ad arrivare ai traguardi, quindi sono contento, quest'anno siamo riusciti ad arrivare a questo obiettivo che per noi è molto, molto, molto importante”.
DOBLETE - “Il 'double' avrebbe un significato molto importante perché qua manca da tanto tempo: la Coppa Italia manca da due anni, se non sbaglio, e quindi è una competizione che vogliamo vincere. Vogliamo che la Coppa ritorni a casa, anche per finire la stagione nella maniera che abbiamo sognato in quest’ultimo periodo in cui abbiamo trovato delle difficoltà. Ma alla fine siamo riusciti sempre ad uscire dalle difficoltà e oggi abbiamo la possibilità, avendo un trofeo già in mano, di prendere il secondo. Sarà una partita difficile, però cercheremo con tutta la nostra forza di riportarla a casa”.
FUTURO - “Io oggi qua sono molto felice. Molto felice. Per tutto quello che ho creato in questo club, con tanto sacrificio, con tanto lavoro. Insieme alla mia famiglia questa oggi è la mia seconda casa, quindi posso dire che sono molto felice, che ho ancora un contratto lungo con questo club e che penso solo all'Inter. La mia famiglia è felicissima a Milano, abbiamo anche un ristorante a Milano, quindi non ho motivo per immaginarmi da un'altra parte. Sono il capitano di questa squadra e penso solo a continuare ad alzare trofei e continuare a fare gol”.
DEDICA - “Io, come sempre, dico alla mia famiglia perché dal primo giorno che ho deciso di fare il calciatore professionista mi è stata sempre dietro, è quella che mi sostiene ogni giorno. E poi ai miei figli, che sono quelli che mi hanno cambiato la vita, perché alla fine, come dico sempre, quando le cose vanno bene è facile ma quando le cose non vanno bene la famiglia è quella che ti supporta sempre”.
Parla poi Marcus Thuram: "L'immagine dello scudetto? Forse quando Pio fa gol contro la Juve. C'è tutto lo staff, il mister, i giocatori che vanno ad abbracciarlo sotto la Curva e questo è un bel segnale, una bella foto che rappresenta veramente la forza di questo gruppo”.
LAUTARO - "Il ‘Toro’, come dice spesso, ha cambiato le carriere di tanti attaccanti… (ride). Sinceramente, fuori dal campo e in campo mette veramente tanto cuore: in tutto quello che fa è veramente un leader. Io so quanto sia difficile essere il giocatore che tutti seguono, perché ad un tratto tu potresti anche voler dire ‘Basta, anch'io ho voglia di fare altre cose’. Però lui ogni mattina, ogni partita, ogni secondo della giornata è qua per dare l'esempio a tutti gli altri. E io giocando con lui devo solo fare tutto per aiutarlo, perché giocare così, comportarsi così ogni giorno è incredibile”.
CHIVU - “Si capisce che il mister è stato giocatore. Intendo che ci capisce veramente, capisce i momenti, quando dire certe cose e quando non dirle. Ha veramente provato a creare un legame speciale di fiducia tra lui e il gruppo e poi, quando si crea un legame così importante, quando scendi in campo, giochi anche per lui”.
CHAMPIONS - “Quando giochi all'Inter partecipi a tutte le competizioni per dare il massimo, per andare in fondo. È vero che la Champions è speciale, sono partite diverse: il campionato è lungo e devi stare sul pezzo, in Champions puoi avere un infortunato il giorno della partita e può succedere qualcosa di imprevisto. Il campionato è una cosa molto più ‘quotidiana’, ci pensi tutti i giorni, vieni all’allenamento per vincere il campionato e dopo la Champions. Ma noi siamo l'Inter e quando giochiamo in Champions è per andare in fondo. Però non è un'ossessione”.
FUTURO - “Come ha detto Lauti, noi siamo veramente contentissimi. Penso lo siano tutti i ragazzi della squadra perché l'Inter è una squadra speciale che ti fa sentire a casa dal primo giorno. Come Lauti, ho ancora un contratto, non lungo come il suo (ride), però per adesso sto benissimo qua”.
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