FUTURO - "Non è oggettivo che tante squadre mi hanno cercato perché non è vero, non è poi che non parlo di futuro. Penso sia rispettoso per il Genoa però parlarne una volta e poi non continuare su questa cosa sempre. A me non mi ha cercato nessuno, poi io devo imparare qualcosa volta a dirvi quale bugia in più e fare zero a zero, forse questa è una cosa che se fosse successa non vi direi. La mia priorità è il Genoa. Parliamo in continuazione del futuro e dei giocatori da vedere e di come vorremmo immaginare questa squadra. C’è scambio costante e ci confrontiamo. Stiamo già guadando da parecchio tempo".
COME LA IMMAGINA - "Non mi dispiace perché è giusto che finisca. Il brivido di giocare quando sei appeso un punto in più e un punto in meno è diverso. Non vedo l’ora che ricominci la stagione dove i punti pesano tanto e dovremo migliorare quello che abbiamo fatto. Credo che ci faccia anche bene staccare e riordinare le idee. Questo è quello che ci manca giocare partite in casa, penso sia stato un percorso virtuoso con la squadra che è andata nella direzione che volevo che andasse. Siamo vicini a quello che speravo di raggiungere".
INFORTUNATI - "Norton-Cuffy non penso che lo convocheremo. E’ un percorso di reinserimento all’attività che deve essere graduale. Nella partita in cui l’ho messo a sinistra mi è piaciuto tantissimo. E’ rientrato ma ha avuto un fastidio dovuto anche dai viaggi che ha fatto. Abbiamo fatto questi risultati senza Brooke senza Baldanzi, con Messias che si è fatto male diverse volte, Ekuban o tanti giocatori che hanno avuto qualche problemino. Nonostante questo abbiamo ottenuto una salvezza giusta. Ostigard ieri si è fermato per un fastidio che non dovrebbe essere grave. Vasquez sta tirando la carretta, ma tutti hanno voglia di salutare la nostra tifoseria".
ANDATA - "Non dobbiamo riscattare la partita di andata. Io faccio il mio lavoro. Se all’ultima di campionato ci sarà Genoa-Roma lo devo affrontare con la stessa voglia di vincere. Vengo da un calcio quando ero giovane dove le ultime partite sapevi come finivano, le tue e quelle delle altre e a me faceva schifo sia da giovane che da esperto. Dobbiamo fare una partita seria perché è giusto così. Penso che il calcio italiano possa migliorare ma ora vedo comunque passi avanti in questo senso. La squadra è cresciuta perché i risultati danno quelle piccole conferme, penso sia cresciuto anche l’umore. Abbiamo fermato l’emorragia di sconfitte a San Siro, poi nella partita c'è stata una montagna russa di emozioni ma dopo l’occasione con Fofana abbiamo fatto una buona partita per 60 minuti. Poi c’è il valore dell'avversario e dello stadio, Noi siamo cresciuti nella misura dove volevamo crescere. Siamo stati più dominanti dal punto di vista del palleggio e abbiamo fatto delle partite ottime".
GROSSI - "Sta con noi. A centrocampo abbiamo un po’ più di scelta, abbiamo numeri da buttar dentro. Lo abbiamo portato con noi, a centrocampo abbiamo tanti giocatori ma far giocare lui vuol dire tenere fuori Masini o Onana che sono professionisti incredibili. Non mi è pesato far giocare Doucouré e lasciare in panchina Vasquez perché lui ha sempre giocato".
BALDANZI - "Tommaso è arrivato gà infortunato. Si è rifatto male sull'infortunio avuto a Roma e quando arrivi in un posto che sei infortunato e ci metti il trasloco, le visite, il cambio di metodologia ci sta un po’ di mancanza di continuità e presenza. Abbiamo visto il suo storico, ha avuto un po’ di infortuni. Non entro in merito nelle difficoltà nel riscattarlo ma è un giocatore da cui ripartire al 100%".
OTOA - "Avrebbe giocato titolare a Firenze. Ma un giorno prima della partita faceva fatica a scendere dal letto a causa di un mal di schiena. Voglio suddividere i carichi di minuti dei giocatori".
STAGIONE - "La certezza ideale l'ho avuta dopo l’Atalanta quando ho detto (dopo una partita persa e aver lottato in 10) che i giocatori mi salvano. Non c'è stato bisogno di tirare fuori questo spirito. Come punti, a Verona ho capito che eravamo praticamente salvi. Quei sei punti dopo Roma e Verona ci hanno salvato. Quella mentalmente dello slancio è stata la rimonta col Bologna. Una partita dove l'allenatore guarda i giocatori e dice loro: 'Grazie'. Non voglio più vedere il primo tempo contro la Roma o contro la Juve ma non è escluso che li rivedremo. Io mi prendo le responsabilità, altre le do in privato ai giocatori ma ci sono calciatori più forti. Poi non vorrei rivedere il secondo tempo col Pisa. Quando la squadra è alla portata o inferiore, la mia squadra deve avere il gioco in mano nonostante comunque il Pisa sia difficile da affrontare".
RIPARTIRE DA LUI - "Io penso qualsiasi squadra che continui con il proprio allenatore sia sempre un vantaggio dare continuità allenatori che hanno fato la stagione precedente. Quanto dovremo cambiare ce lo dirà il mercato".
IL GENOA - "E' stata una bellissima esperienza anche a Ferrara, altra piazza inferiore per dimensioni a Roma ma che vive per la propria squadra. A volte sono ripetitivo ma sono stato fortunato. Io mi sono trovato bene, ho scoperto la città, non sono uno che sta a casa sul divano tutti i giorni. Voglio scoprire il contorno, la mentalità della gente. Mi piace vivere l’esperienza, non fare Pegli-casa nonostante passi qua l'80% della mia giornata. Mi sento a mio agio, è tutto bello ma devono arrivare i risultati".
MALINOVSKYI - "Mi sono un po’ allargato a fare questa comunicazione. Posso dire solo cose positive su di lui, ha giocato le prime partite con un fastidio al ginocchio e, quando ha potuto, si è allenato abbastanza forte. Ho visto un bella persona oltre che un grande giocatore. Si sostituisce mettendo dentro qualità non pretendo giocatori che calcino da 30 metri quando vedono la porta. Non voglio che la squadra perda questo atteggiamento propositivo. Non avremo una copia di Ruslan perché ne esistono pochi ma tirerò fuori i suoi gol con inserimenti in area".
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