Walter Zenga ha deciso di rispondere via Instagram alle domande dei suoi follower dopo l'addio al Cagliari: "Tutte le scelte lavorative che ho fatto finora sono valse la pena perché mi hanno permesso di vivere, andare in giro per il mondo e conoscere gente speciale. I trofei sono importanti perché ti danno palmares e curriculum ma l'affetto della gente è molto più importante. Ho avuto la possibilità di allenare in tanti posti e di vincere campionati, ma l'affetto rimane ed è la cosa più bella in assoluto. In questo momento sono deluso perché ci sarebbero tante cose da dire, ma sono pronto a ripartire immediatamente. Gli allenatori devono essere pronti a ripartire. Per tanti motivi non mi aspettavo di interrompere il rapporto col Cagliari. C'erano tante cose che non mi erano chiare ma devo comunque ringraziare per l'affetto che mi è stato dato".
INFORTUNI - "Tredici partite in quaranta giorni e due sole con Nainggolan, con Joao Pedro che faceva infiltrazioni. Ma come dice il testo di una canzone 'Chi se ne frega dei tuoi ma, dei tuoi se e di tuoi bla bla bla...'. Valuto comunque positivamente l'esperienza. Non è stato semplice perché venivamo da tre mesi di lockdown e la squadra non vinceva da tanto tempo. Abbiamo dovuto superare tanti ostacoli ma resta l'esperienza positiva e me la porterò come bagaglio culturale. Mi ha permesso di conoscere gente in Sardegna di straordinaria lealtà. Non credo ci sia ingratitudine nei miei confronti, è che firmo dei contratti di un anno e quindi è più facile 'tagliare'. La prossima volta chiedo un biennale".
FUTURO - "Io ci metto sempre passione in tutto quello che faccio, ecco perché non penso se una cosa a priori è meglio o peggio. Accetto la sfida, posso perderla ma ho combattuto. Allenare a Dubai? Mi piacerebbe perché qui vivono i miei bambini, ma la valigia è sempre pronta, un allenatore non deve essere legato a un posto solo. Io ho giocato e allenato in MLS. Sono un pioniere, era il '97...".
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