Intervenuto in una diretta Facebook sui canali social dell'Hellas Verona, il presidente giallobù Maurizio Setti ha parlato della ripresa del calcio. Queste le sue parole: "Sono un po' come la Borsa in questo momento: con degli ups and downs pazzeschi. Credo che, se vogliamo il bene del calcio, non lo possiamo fermare. E lo dico in una posizione che mi consentirebbe di stare zitto, perché noi potremmo anche avere qualche sorpresa (il Verona sarebbe settimo in classifica con la fine anticipata della stagione e di conseguenza in Europa Leage, ndr). Ma, seguendo un ragionamento di sistema, credo che il calcio debba ripartire. Intanto perché i problemi che abbiamo oggi li avremmo anche a settembre. Poi se in un'azienda si trova un malato di Covid questi si dovrà curare, ma non si potrà chiudere l'azienda. Questi scrupoli mi sembrano esagerati. Capisco anche il dottore, che è l'unico a rischiare penalmente insieme a me. Non è semplice chiedergli di prendersi queste responsabilità di fronte ad un problema del genere. Io, che sono molto pragmatico, ho detto che se muore qualcuno per problemi di cuore, com'è stato per Astori, non si ferma il calcio. Nel senso buono della cosa, ci vuole equilibrio. Una volta passata la fase critica, almeno fino al vaccino, dovrà diventare una malattia come le altre".
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