Il tecnico del Venezia, Davide Nicola, ha parlato in conferenza stampa in vista del match in programma domani contro il Como di Fabregas.

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Il Venezia va a caccia di punti nella complicata trasferta di Como (qui tutte le ultime sulle probabili formazioni): gli arancioneroverdi sono reduci dall'ennesima - seppur sfortunata - sconfitta interna con l'Inter. Il tecnico dei lagunari, Davide Nicola, ha parlato in conferenza stampa in vista del match. Ecco di seguito le sue dichiarazioni riportate da Tmw:

MAZZOCCHI ED HELGASON - "Come stanno Mazzocchi ed Helgason che nella sfida con l'Inter hanno chiesto il cambio? Le proposte che si fanno in campo, i cambi, le sostituzioni fanno parte tutte di un piano gara dove si cerca di dilazionare i minuti che ognuno ha a disposizione. C'è chi gioca un'ora e chi 30 minuti che può essere altrettanto importante. Se stanno bene? Sì, stanno bene, siamo giovani, hanno voglia, il tempo di recupero c'è".

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KIKE PEREZ - "Kike Perez ha alzato il livello di quantità e qualità? Io vedo che voi analizzate spesso le caratteristiche dei singoli giocatori che compongono la rosa del Venezia ed è una cosa importante da un lato, perché si raccontano a chi ci segue. Dall'altro però credo che se un giocatore sta rendendo è perché ha capito cosa gli si sta chiedendo. Nel caso di Kike, è un giocatore che non scopro io, ha la sua discreta esperienza. Con una peculiarità su tutte, al di là della qualità individuale: si mette a disposizione della squadra, fa ciò che serve per la squadra. Tanti stanno facendo quello che serve alla squadra, la cosa importante è farlo in maniera continua. Non c'è un giocatore che vedo più di un altro, magari uno gioca di più di un altro in questo momento ma tutti devono essere pronti quando chiamati in causa".

ADAMS CON LAUBERBACH - "Se può essere riproposto il doppio centravanti con il Como? Mi vengono in mente diverse soluzioni che mi piacerebbe sperimentare nel corso del tempo, ogni avversario richiama certe caratteristiche. Domani sarà fondamentale chi entrerà a partita in corso. Il Como è una grandissima squadra, ma come interpretazione ha un modo di stare in campo diverso. Lavora in un modo diverso nelle due fasi. È una squadra abile a mantenere i reparti stretti fra di loro, a riaggredire, a creare una pressione sul lato palla. Questa vicinanza fra i reparti li aiuta nel palleggio. Fabregas ha fatto e sta facendo un lavoro pazzesco, che ammiro da fuori come innamorato del calcio. Abbiamo le nostre peculiarità e caratteristiche, vogliamo vedere se funzionano con il piano gara che non vedo l'ora di applicare contro di loro. Bisogna credere che con qualunque avversario ci si possa esprimere".

ATTACCO - "Se serve più decisione? Certo, spesso però si usano parole che rendono l'idea, come il fatto di dover essere più decisi. Ma non è solo un fatto di decisione. Serve meno frenesia a volte, altre serve la capacità di scegliere il tempo giusto per l'attacco alla linea, altre ancora il sincronismo fra il servizio e chi riceve, la qualità di gioco permette di migliorare questi aspetti. Anche se devo dire che due gol all'Inter li abbiamo fatti, serve migliorare la sincronia nell'attacco alla linea per essere meno frenetici quando c'è lo spazio per fare il movimento giusto".

INTER E POLEMICHE - "Come ha reagito la squadra agli errori arbitrali con l'Inter? Se io dovessi fare questo lavoro allora avremmo fallito prima di partire. Io sono schietto e diretto, vedo i ragazzi invece che sono motivati, con la capacità di azzerare dopo ogni partita che facciamo, di recuperare e ritrovare la voglia di preparare quello che serve nella gara successiva. Non ho bisogno di motivare nessuno ad oggi. Qualsiasi cosa accade in una partita, parto dal presupposto che noi potevamo sempre rimediare. Certo, nel corso della partita ci può essere qualcosa per cui si esprime educatamente il fatto di non essere d'accordo, ma a noi non frega niente. In base a cosa è successo con l'Inter potevamo rimediare, non voglio polemiche, non mi interessa la polemica. Non mi interessa neanche fare la parte del buon samaritano: dico quello che penso, ma poi accetto. Non diventa una scusante dopo e chi me la porta come scusante difficilmente va d'accordo con me".

TURNOVER - "Sicuramente ci sarà qualche cambiamento, vediamo come e in che forma, in che percentuale. Quando si gioca in modo così ravvicinato, oltre al recupero ci devono essere dei comportamenti da ripetere, per mantenere una certa linea. Io sto facendo provare tutti i giocatori, magari preferisco rimanere di più all'allenamento per provarli tutti. È anche vero che finché non provi un giocatore in partita non lo puoi vedere fino in fondo, ma l'allenamento serve a quello. La risposta quando ho cambiato è arrivata in campo da chi ho scelto, vedo voglia di riconoscersi in ciò che sto proponendo. Non è forse tempo di guardare solo al risultato, ma allo stesso tempo il risultato lo desideriamo, dobbiamo continuare a spingere ed a crederci".

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