Hamed Traorè, nuovo acquisto del Genoa, si è raccontato ai microfoni del Secolo XIX. Ecco le sue dichiarazioni.
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Hamed Traorè, nuovo acquisto del Genoa, si è raccontato ai microfoni del Secolo XIX. Ecco le sue dichiarazioni: "Avevo quindici anni o poco di più, giocavo contro l'Italia: come potrei non ricordare quel pomeriggio a Coverciano? Sono passati dieci anni ma è come quella partita l'avessi giocata pochi minuti fa. Non mi ricordavo del colloquio con il mister ma quando me ne ha parlato, tac: è stato come se fossi tornato a quel momento lì. Ero un ragazzino, mi venne a parlare un giocatore della Nazionale e potete immaginarvi l'emozione che ho provato".
DE ROSSI - "È una bella responsabilità… Potevamo giocare insieme, adesso mi allenerà: alla fine ce l'abbiamo fatta. È una responsabilità ma anche una bella iniezione di fiducia per me. E io in questo momento ne ho davvero bisogno". SERIE A - ""Io considero l'Italia come la mia seconda casa. Ci sono arrivato quando avevo quattordici anni, non parlavo una parola di italiano. Mi ha dato tanto, mi ha consentito di diventare un giocatore professionista. Quando smetterò di giocare verrò a vivere in Italia. Nel frattempo sono contento di aver ritrovato la Serie A, mi mancava".
GENOA - "Magari i tifosi non se lo ricordano ma la mia prima partita in Serie A l'ho giocata contro il Genoa, al Ferraris, nel 2018: vinse il Genoa. E in quella stagione l'Empoli si giocò la salvezza all'ultima giornata proprio contro il Genoa. Feci gol all'Inter a San Siro, sfiorammo la rete della vittoria e solo la traversa ci tolse l'impresa. Una bella sfida, quella che mi serviva in questo momento della mia carriera. Non sono più un ragazzino, penso di poter essere d'aiuto per i più giovani e di poter dare una mano alla squadra. E poi finalmente ho ritrovato mister De Rossi…".
ALTI E BASSI - "Ho avuto tanti alti e bassi, sono un giocatore professionista ormai da dieci anni e il mio percorso è stato rallentato da un po' di problemi fisici. Li ho avuti, li ho superati, sono andato avanti. Mi hanno rallentato ma non mi hanno mai fermato». CONDIZIONI - "Avevo due possibilità, operarmi o seguire un percorso conservativo. Ho scelto il secondo e sono felice di averlo fatto, ho bisogno ancora di un po' di tempo per raggiungere determinati parametri ma ora quando calcio non sento dolore, sto bene e non vedo l'ora di allenarmi coi nuovi compagni".
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