FONSECA - “Con lui ho fatto la mia prima esperienza di gioco posizionale, allenando quelle cose che avevo studiato solo in video. Sono i sei mesi più formativi della mia carriera. Giocavamo col 4-2-2-2 e la posizione di Morata e Abraham portava un dubbio nel centrocampista, perché l’attaccante veniva a fare la mezzala e ti dava superiorità. A meno che tu non giochi con Gasperini che arrivano a uomo, crei dubbio nei centrali che devono fare scelte forti, o rompono la linea e attacchi alle spalle o non lo fanno e ti danno spazio per avanzare. Terzini stretti per trovare il mediano, tutto per trovare la palla aperta e sfruttare Leao e Pulisic. Giocai qualche partita come terzino e qualcuna nella mediana".
CONCEICAO - "Ti faceva sempre pesare: a fine mese c’era sempre una riunione e Conceicao chiedeva lumi se pesavi di più, era un regime militare. Mettevi sempre i parastinchi in allenamento, tanta corsa. A me ha insegnato molto, ma i compagni meno disciplinati lo soffrivano molto di più".
ALLEGRI - "Dopo Fonseca è quello che mi ha insegnato di più a livello tattico in preparazione. Lavora tantissimo sulla fase difensiva, sia in allenamento che con sessioni a parte, con tutti i difensori a fare tattica individuale a fine allenamento, come a scuola calcio. Voleva farlo proprio per questioni anche di rendimento della stagione precedente. Da subito ci ha detto quanti gol al massimo avremmo dovuto prendere e che la priorità sarebbe stata la compattezza. Pavlovic a fine di questa stagione ha avuto un miglioramento clamoroso per merito dello staff di Allegri anche".
MODRIC - "Mi sono goduto tre allenamenti suoi, a fine allenamenti chiamai papà e gli raccontai cosa avevo visto. A fine allenamento c’era una sessione di allenamento per lui, Ricci e Jashari. Guardi Samuele e Ardon e dici che sono forti, vedi lui e sei strabiliato per la qualità dei palloni che mette. Zero palloni sbagliati in tre giorni. Giocammo insieme col Chelsea, era un sogno per me. Due giorni dopo sarei partito per la Cremonese e feci un cambio campo quando potevo dargli palla. Mi urlò di stare tranquillo, poi si complimentò perché mi era riuscito".
MAIGNAN - "Mi ha insegnato tanto a livello caratteriale, mi sono messo a fargli tante domande. Fa sempre tutte le cose bene, un esempio incredibile così come Luka, anche a lui ho chiesto molte cose ma l’ho vissuto poco. Poi c’è Matteo Gabbia, da lui ho imparato tanto".
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