Intervistato da Radio TV Serie A, Gianluca Scamacca, attaccante dell'Atalanta, ha ripercorso così la sua carriera fin qui: “Guardavo da piccolo le partite della Roma e dicevo che sarei arrivato in Serie A, lo sapevo dentro di me. Ho sempre giocato in strada e poi da lì ho cominciato a giocare con grandi squadre. Il calcio è passione, vita e anima: passa dall’astratto al concreto. Bergamo l’ho voluta fortemente perché credevo nell’ambiente Atalanta, ambizioso come me. Da quando sono arrivato ho sposato fortemente la filosofia bergamasca nel lavoro: se non lavori, non cresci e qui a Bergamo lavorano tutti al 100%. Ho girato tanto, ma non c’è niente di più bello per l’Italia.

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Scamacca: “Ho voluto fortemente l’Atalanta, ecco perché! L’infortunio al ginocchio e il sogno è…”
Il nostro motto è “La Maglia Sudata Sempre”: i bergamaschi sono molto simili a me, casa-lavoro, lavoro-casa. Il nostro chef ci fa assaggiare tanti formaggi bergamaschi ed è giusto che sia così: non mangeresti mai l’amatriciana a Bologna (risata, ndr). Come i tifosi bergamaschi danno tutto nel lavoro, la stessa cosa facciamo anche noi in campo. È gente che non molla mai e che sta sempre dietro la squadra: loro sono caldi. Noi dobbiamo dare il giusto esempio a questo popolo, visto il sostegno anche nei momenti di difficoltà. L'infortunio al ginocchio? È stato un percorso di conoscenza e maturità. Bisogna andare oltre questi momenti, altrimenti diventa un problema e non riesci. Idoli? Ne ho tanti. Da piccolo ero bello agitato perché non stavo mai fermo, ma sempre nei limiti: mi sono calmato. Con mia mamma ho un rapporto speciale, poi lei mi ha seguito ovunque e mi ha sempre sostenuto. Il sogno? Vincere uno scudetto”, riporta Tmw.
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