Walter Sabatini, direttore sportivo del Bologna, ha rilasciato un’intervista a Il Foglio. Queste le sue parole sui recenti acquisti e non solo: “Ho fumato più sigarette per Nainggolan che per tutti gli altri: passai la notte al telefono con il direttore sportivo del Cagliari, con Cellino dall’altra parte che spaccava la trattativa, ma sentivo che la voleva fare. Finì alle cinque del mattino, fu dura e fumosa. La sigaretta più dolorosa è stata per il derby Lazio-Roma di Coppa Italia all’Olimpico, ho pensato di morire, se non avessi avuto le sigarette sarei morto realmente”. 

BOLOGNA - “Ho trovato una grandissima organizzazione sportiva. Qualsiasi cosa sia stata detta qui, in passato, io posso dire quello che ho visto e quello che ho visto io vale: Bigon e Di Vaio hanno una maniera di fare il calcio molto evoluta, e io sono un fruitore finale del lavoro che hanno fatto loro due. Skov Olsen, Tomiyasu li avevano già presi, io ho solo avallato le scelte. Se il Bologna farà grandi cose non sarà stato merito mio, ci sono grandi presupposti per cui questa cosa possa avere luogo, perché si realizzi questa mia necessità di essere felice”. 

Torino FC v AS Roma - Serie A

SARRI - “Qualche giorno fa ho chiamato Sarri. Non ti dico di smettere di fumare, non te lo posso dire proprio io, però rallenta, gli ho detto, non ti condizionare tutta la vita futura. Ma come cazzo faccio, mi ha risposto? Io non lo so, ho smesso anche di prendere il caffè perché non posso fumarci la sigaretta. Zeman era uno che mi stava dietro, quando veniva nel mio ufficio nessuno si azzardava a entrare, c’era una cortina di fumo. Ma come uno possa allenare senza fumare non l’ho mai capito”. 

MIHAJLOVIC - “È un soggetto difficile da replicare. A Verona, quando è uscito la prima volta dall’ospedale, l’ho trovato in questo stanzone, su una sedia, da solo. Entro e mi fa: vuoi una sedia? Ma come, tu che non stai in piedi… Provo un desiderio fortissimo di poterlo aiutare, assecondare, cosa che farò e che faremo tutti. Della vita ho capito parecchie cose, non tutte, ho capito che bisogna vivere lealmente e con generosità. Trascuro di dire l’onestà che per me non è una qualità, è la normalità. Alle sigarette ci penso sempre, è un pensiero fisso, anche stamattina mi sono svegliato alle 4. Oh, se ci fosse mia moglie si arrabbierebbe molto per questa chiacchierata. Speriamo che non legga Il Foglio”. 

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